PARIGI - La strana coppia formata da Nicolas Sarkozy e François Fillon è un lontano ricordo. Hanno governato insieme la Francia per cinque anni ma tra l'ex presidente e l'ex premier è ormai guerra aperta. Si sapeva che Fillon, peso massimo dell'Ump e con ambizioni alla corsa presidenziale del 2017, non era favorevole a un ritorno in campo del suo "superiore". Ma ora si scopre che avrebbe addirittura chiesto all'Eliseo di accelerare le procedure giudiziarie contro l'ex presidente, per impedire la sua ricandidatura. Secondo due giornalisti di Le Monde, Fillon ha fatto pressioni sulla gauche al potere nel giugno scorso, incontrando Jean-Pierre Jouyet, capo di gabinetto di François Hollande. "Dovete picchiare forte!", avrebbe detto l'ex premier a proposito dello scandalo Bygmalion, un giro di doppie fatturazioni sulla campagna elettorale del 2012. "Se non lo fate - avrebbe aggiunto Fillon - Sarkozy tornerà in politica".
L'ex primo ministro ha subito smentito. "In trent'anni non ho mai avuto un comportamento contrario all'etica" ha affermato Fillon, querelando i giornalisti del quotidiano francese. Ma l'incontro all'Eliseo è stato confermato da Jouyet, precisando però che la presidenza ha sempre scelto di "non intervenire mai nelle vicende giudiziarie". Lo scandalo sta facendo esplodere un po' di più la destra neogollista, tra disastri finanziari, divisioni politiche e transfughi di voti ed eletti verso il Front National. I fedelissimi di Sarkozy, che per ora non commenta, hanno chiesto la "radiazione" di Fillon dal partito. L'ex premier è nel triumvirato che governa provvisoriamente l'Ump in vista delle primarie di fine novembre, per le quali Sarkozy è il gran favorito. Fillon, a sua volta, ha minacciato di querelare pure Jouyet, paventando un "affare di Stato". E ora qualche giornalista sostiene che durante il famoso pranzo ci fosse pure Hollande, ipotizzando un complotto a sinistra contro Sarkozy.
La rivelazione imbarazza anche l'Eliseo. Jouyet è una delle persone più vicine al capo dello Stato: i due si conoscono da quasi quarant'anni. L'attuale capo di gabinetto del presidente conosce bene anche Fillon con cui ha lavorato al governo come sottosegretario dell'"ouverture", la cooptazione di personaggi di sinistra. Ora nessuno esclude più che Jouyet, che in passato ha fatto altre gaffe anche se mai così gravi, possa essere rimosso dall'incarico. "Ha le ore contate", ha confidato un collaboratore dell'Eliseo.
Sarkozy è coinvolto in ben undici inchieste. Alcune coincidenze alimentano le tesi complottiste. Nel luglio scorso, poco dopo il pranzo tra Fillon e Jouyet, l'ex presidente è stato fermato e poi indagato per corruzione di un magistrato: un trattamento che nessun ex capo dello Stato ha mai sperimentato prima. Comunque sia, le vicende giudiziarie non hanno impedito all'ex peso massimo della destra di tornare alla ribalta. Anzi: forse l'hanno convinto a uscire dal silenzio che si era imposto per due anni, dopo la sconfitta. Durante il suo mandato, tra il 2007 e il 2012, Sarkozy non ha mai cambiato primo ministro nonostante i rapporti tesi con Fillon. In privato, l'ex premier si è più volte lamentato della difficile convivenza. L'ex presidente ha risposto qualche mese fa con una delle sue battute al veleno: "Avrei dovuto abbreviare le sue sofferenze".
L'ex primo ministro ha subito smentito. "In trent'anni non ho mai avuto un comportamento contrario all'etica" ha affermato Fillon, querelando i giornalisti del quotidiano francese. Ma l'incontro all'Eliseo è stato confermato da Jouyet, precisando però che la presidenza ha sempre scelto di "non intervenire mai nelle vicende giudiziarie". Lo scandalo sta facendo esplodere un po' di più la destra neogollista, tra disastri finanziari, divisioni politiche e transfughi di voti ed eletti verso il Front National. I fedelissimi di Sarkozy, che per ora non commenta, hanno chiesto la "radiazione" di Fillon dal partito. L'ex premier è nel triumvirato che governa provvisoriamente l'Ump in vista delle primarie di fine novembre, per le quali Sarkozy è il gran favorito. Fillon, a sua volta, ha minacciato di querelare pure Jouyet, paventando un "affare di Stato". E ora qualche giornalista sostiene che durante il famoso pranzo ci fosse pure Hollande, ipotizzando un complotto a sinistra contro Sarkozy.
La rivelazione imbarazza anche l'Eliseo. Jouyet è una delle persone più vicine al capo dello Stato: i due si conoscono da quasi quarant'anni. L'attuale capo di gabinetto del presidente conosce bene anche Fillon con cui ha lavorato al governo come sottosegretario dell'"ouverture", la cooptazione di personaggi di sinistra. Ora nessuno esclude più che Jouyet, che in passato ha fatto altre gaffe anche se mai così gravi, possa essere rimosso dall'incarico. "Ha le ore contate", ha confidato un collaboratore dell'Eliseo.
Sarkozy è coinvolto in ben undici inchieste. Alcune coincidenze alimentano le tesi complottiste. Nel luglio scorso, poco dopo il pranzo tra Fillon e Jouyet, l'ex presidente è stato fermato e poi indagato per corruzione di un magistrato: un trattamento che nessun ex capo dello Stato ha mai sperimentato prima. Comunque sia, le vicende giudiziarie non hanno impedito all'ex peso massimo della destra di tornare alla ribalta. Anzi: forse l'hanno convinto a uscire dal silenzio che si era imposto per due anni, dopo la sconfitta. Durante il suo mandato, tra il 2007 e il 2012, Sarkozy non ha mai cambiato primo ministro nonostante i rapporti tesi con Fillon. In privato, l'ex premier si è più volte lamentato della difficile convivenza. L'ex presidente ha risposto qualche mese fa con una delle sue battute al veleno: "Avrei dovuto abbreviare le sue sofferenze".