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Papa, una commissione sulla pedofilia per snellire l'esame dei ricorsi

Un collegio di 7 vescovi e cardinali con l'obiettivo di rendere più efficiente la giustizia vaticana sugli abusi. Appello di Bergoglio al G20 contro gli abusi finanziari
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CITTA' DEL VATICANO - Sarà un collegio ristretto, composto da sette tra cardinali e vescovi, a giudicare i ricorsi relativi ai "delitti più gravi" del clero, tra i quali quelli relativi alla pedofilia. In un documento firmato dal segretario di Stato, Piero Parolin, viene resa nota la decisione presa da papa Francesco con l'obiettivo, tra l'altro, di rendere più efficiente la valutazione dei fascicoli che arrivano alla Congregazione per la dottrina della fede, dopo la prima valutazione dei casi effettuata dei vescovi locali.

La riforma per snellire le cause sugli abusi - Secondo il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, all'interno della Santa Sede l'istituzione del nuovo organismo "è stata accolta bene ed è considerata una buona soluzione": l'esame dei fascicoli, è stato spiegato, un "lavoro molto impegnativo" e c'è molto arretrato da smaltire, in partic…

CITTA' DEL VATICANO - Sarà un collegio ristretto, composto da sette tra cardinali e vescovi, a giudicare i ricorsi relativi ai "delitti più gravi" del clero, tra i quali quelli relativi alla pedofilia. In un documento firmato dal segretario di Stato, Piero Parolin, viene resa nota la decisione presa da papa Francesco con l'obiettivo, tra l'altro, di rendere più efficiente la valutazione dei fascicoli che arrivano alla Congregazione per la dottrina della fede, dopo la prima valutazione dei casi effettuata dei vescovi locali.

La riforma per snellire le cause sugli abusi - Secondo il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, all'interno della Santa Sede l'istituzione del nuovo organismo "è stata accolta bene ed è considerata una buona soluzione": l'esame dei fascicoli, è stato spiegato, un "lavoro molto impegnativo" e c'è molto arretrato da smaltire, in particolare per i casi di abusi del clero sui minori. Sarà il pontefice a nominare il presidente e i componenti del collegio, che possono essere scelti anche all'esterno dell'ex Sant'Uffizio, mentre le modalità operative saranno definite da uno specifico regolamento interno.  Attualmente, ha aggiunto Lombardi, i ricorsi che arrivano alla Congregazione sono "quattro o cinque al mese" e per valutarli si tiene una sessione ordinaria mensile. In futuro, è stato annunciato, un certo numero di fascicoli sarà trasmesso al nuovo collegio. Resteranno competenza della Congregazione, invece, i ricorsi che riguardano i vescovi o altri casi particolari "a giudizio del Papa".

Cambio ai vertici della Cei - Intanto un'altra novità, che riguarda invece la Chiesa italiana, arriva da Assisi, dove è in corso l'assemblea generale della Cei. I vescovi hanno eletto un nuovo vicepresidente, che si occuperà dell'area del Centro Italia: si tratta di Mario Meini, vescovo di Fiesole. Prende il posto dell'arcivescovo di Perugia Gualtieri Bassetti, creato cardinale a sorpresa da papa Francesco nel concistoro del 22 febbraio scorso, ma arrivato alla scadenza del suo mandato iniziato 5 anni fa e non immediatamente rinnovabile. Bassetti, comunque, resta nell'elenco dei possibili successori di Angelo Bagnasco alla guida della Conferenza episcopale italiana, anche se l'orizzonte della successione si è allungato dopo che l'arcivescovo di Genova è stato confermato fino al 2017. Meini, consacrato vescovo nel 1996, ha 68 anni ed è originario della provincia di Pisa. Va a comporre l'ufficio di presidenza insieme a Bagnasco, al segretario Nunzio Galantino e ai vicepresidenti per il Sud, Angelo Spinillo (vescovo di Aversa, eletto alla Cei nel 2012) e per il Nord, Cesare Nosiglia (arcivescovo di Torino, eletto nel 2010).

No alle "strutture di potere" - Proprio stamattina, nel corso dell'omelia durante la messa a Santa Marta, papa Francesco ha messo in guardia i cristiani sui concetti di servizio e potere. Perdere lo spirito di servizio, ha detto, "è un po' l'impadronirsi delle situazioni", come è capitato di fare ai discepoli: "Allontanavano la gente non perché non disturbassero Gesù, ma per essere comodi loro" e in questo modo "si impadronivano del potere del Signore: lo volevano per il loro gruppetto". È la logica di chi trasforma l'atteggiamento di servizio in una "struttura di potere", alla quale Bergoglio contrappone l'invocazione la "umiltà del servizio" di chi si considera"servo inutile".

Appello al G20 contro gli "abusi finanziari" - Un altro appello, Francesco lo ha invece rivolto ai potenti del mondo, in vista del vertice del G20 in programma a Brisbane, in Australia, il 15 e 16 novembre. In un messaggio al premier ospitante Tony Abbott, il pontefice chiede di "proteggere i cittadini di ogni Paese" da quelli che definisce "abusi nel sistema finanziario, come le transazioni che hanno portato alla crisi del 2008 e più in generale dalla speculazione sciolta da vincoli politici e giuridici". Nel testo del Papa si legge poi l'auspicio di "un accordo sempre più ampio" che, sotto l'egida dell'Onu, possa fermare nel Medio oriente "l'ingiusta aggressione rivolta contro differenti gruppi etnici e religiosi, incluse le minoranze".