BOGOTA' - Con una decisione che rischia di mettere in discussione i risultati raggiunti in quasi due anni di colloqui, il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha ordinato di sospendere le trattative di pace con le Farc in corso a L'Avana. Non é stata una scelta facile. Ma il sequestro, ancora avvolto da molti misteri, del generale Rubén Alzate Moka, comandante del gruppo speciale Tarea Títan, creato alcuni anni fa per combattere i fronti 34 e 57 del più longevo gruppo di guerriglia sudamericano, dell'avvocato Gloria Urrego, coordinatrice dei progetti speciali dell'esercito e del capitano della motovedetta su cui viaggiavano, Jorge Restrepo, é stato un colpo inaspettato e pieno di incognite per il futuro politico del paese sudamericano.
Domenica mattina il generale Alzate era volato nel nordest della Colombia e assieme al legale che l'accompagnava aveva deciso di inoltrarsi nella giungla. Voleva ispezionare i lavori per la realizzazione di un impianto energetico nel Dipartimento di Chocó. Dopo aver raggiunto il capoluogo Quibdó, l'alto dirigente militare aveva ordinato alla sua scorta di restare sul posto e a bordo di una piccola motovedetta si era inoltrato nella giungla seguendo il fiume Atrato. Il soldato al timone della barca, l'unico ad essere sfuggito alla cattura dopo una fuga rocambolesca, aveva cercato di dissuaderlo: la zona è pericolosa ed è controllata dagli uomini del Fronte 34 delle Farc e da quelli del Fronte Occidentale dell'Esercito di liberazione nazionale (ENL), un altro gruppo guerrigliero particolarmente attivo negli anni 90 del secolo scorso. Il generale aveva insistito e aveva ordinato al marinaio di risalire il fiume fino al piccolo villaggio de La Mercedes. Ma una volta attraccati a terra, l'alto ufficiale e i suoi due accompagnatori sono stati subito circondati e fatti prigionieri dai soldati delle Farc usciti in massa dalle case.
Il sequestro ha stupito lo stesso stato maggiore del gruppo e la delegazione che si apprestava a raggiungere questo lunedì L'Avana per riprendere la nuova tornata di trattative. Non si sa se si tratta di una reazione di comodo. Di un gioco delle parti. Si sa che molte brigate e fronti delle Farc non sono controllati dal vertice e dominano molte zone per gestire il narcotraffico: taglieggi o scambi tra droga e armi.
Ma il fatto che il generale fosse vestito da civile, viaggiasse senza scorta e avesse deliberatamente ignorato i rischi che correva, più volte segnalati dal marinaio della barca, ha mandato su tutte le furie lo stesso presidente Santos. Il capo dello Stato vuole vederci chiaro e teme una trappola politica. In esattamente mezzo secolo di guerriglia, con 200 mila morti, 30 mila rapimenti e quasi due milioni di sfollati, non era mai accaduto che un generale così alto in grado fosse sequestrato dalle Farc.
Ma soprattutto molti adesso si interrogano su quale fosse il vero motivo della missione così avvolta dal segreto. Dopo le ultime elezioni amministrative del marzo scorso, il partito di estrema destra del Centro democratico guidato dall'ex presidente Alvaro Uribe ha ottenuto 20 deputati alla Camera Alta con i quali di fatto domina il Congresso e condiziona l'alleanza di centro sinistra di Manuel Santos. Secondo molti osservatori e politologi colombiani, dietro l'insolita missione del generale Alzate ci potrebbe essere proprio Uribe, uscito sconfitto di misura alle scorse elezioni presidenziali, e da sempre contrario ad ogni trattativa di pace con la guerriglia. Forse, ipotizza qualcuno, il generale sequestrato aveva intenzione di parlare con i dirigenti del Fronte 34. Magari per proporre un'alternativa al dialogo in corso a Cuba e raccogliere il dissenso presente all'interno delle stesse Farc su come procede il negoziato.
Nel complesso scacchiere di doppi e tripli giochi, con i chiari interessi legati al narcotraffico e al controllo delle frontiere con Panama, Alzate seguiva una strategia decisa nella fazione delle Forze armate più legata a Uribe da sempre contraria ad ogni forma di dialogo con la guerriglia. Far naufragare il processo di pace su cui Santos ha costruito il suo successo nella prima, e in parte seconda elezione, significherebbe rimettere tutto di nuovo in gioco e allontanare la possibilità che la Colombia chiuda una guerra che dura da 50 anni e si conceda finalmente un futuro diverso. Il fatto che lo stesso ministro della Difesa Juan Carlos Pinzón sia stato incaricato di dirigere le indagini e sia stato spedito sul posto, dimostra l'importanza della partita in corso.
Nelle mani delle Farc ci sono anche due soldati, catturati una settimana fa dopo intensi combattimenti nella zona di Arauca. Il gruppo ha dichiarato che si tratta di "prigionieri di guerra". Ha difeso l'azione sostenendo di non aver violato l'ordine impartito dal vertice del gruppo nel gennaio del 2012 in base al quale sarebbero cessati tutti i sequestri a scopo di estorsione. Il generale Alzate vestiva abiti civili. Ma il suo rapimento non punta ad incassare un riscatto. Ha un alto valore politico. Potrebbe spingere il gruppo di Uribe a decretare la fine di un negoziato giunto alla sua fase più delicata e difficile: bocciare il Marco giuridico, approvato in Parlamento quando c'era una chiara maggioranza di centrosinistra. Il provvedimento punta a processare solo gli alti dirigenti della guerriglia per le violenze più efferate dell'ultimo mezzo secolo. Una soluzione che non convince la destra del paese in cerca di una rivincita.
Domenica mattina il generale Alzate era volato nel nordest della Colombia e assieme al legale che l'accompagnava aveva deciso di inoltrarsi nella giungla. Voleva ispezionare i lavori per la realizzazione di un impianto energetico nel Dipartimento di Chocó. Dopo aver raggiunto il capoluogo Quibdó, l'alto dirigente militare aveva ordinato alla sua scorta di restare sul posto e a bordo di una piccola motovedetta si era inoltrato nella giungla seguendo il fiume Atrato. Il soldato al timone della barca, l'unico ad essere sfuggito alla cattura dopo una fuga rocambolesca, aveva cercato di dissuaderlo: la zona è pericolosa ed è controllata dagli uomini del Fronte 34 delle Farc e da quelli del Fronte Occidentale dell'Esercito di liberazione nazionale (ENL), un altro gruppo guerrigliero particolarmente attivo negli anni 90 del secolo scorso. Il generale aveva insistito e aveva ordinato al marinaio di risalire il fiume fino al piccolo villaggio de La Mercedes. Ma una volta attraccati a terra, l'alto ufficiale e i suoi due accompagnatori sono stati subito circondati e fatti prigionieri dai soldati delle Farc usciti in massa dalle case.
Il sequestro ha stupito lo stesso stato maggiore del gruppo e la delegazione che si apprestava a raggiungere questo lunedì L'Avana per riprendere la nuova tornata di trattative. Non si sa se si tratta di una reazione di comodo. Di un gioco delle parti. Si sa che molte brigate e fronti delle Farc non sono controllati dal vertice e dominano molte zone per gestire il narcotraffico: taglieggi o scambi tra droga e armi.
Ma il fatto che il generale fosse vestito da civile, viaggiasse senza scorta e avesse deliberatamente ignorato i rischi che correva, più volte segnalati dal marinaio della barca, ha mandato su tutte le furie lo stesso presidente Santos. Il capo dello Stato vuole vederci chiaro e teme una trappola politica. In esattamente mezzo secolo di guerriglia, con 200 mila morti, 30 mila rapimenti e quasi due milioni di sfollati, non era mai accaduto che un generale così alto in grado fosse sequestrato dalle Farc.
Ma soprattutto molti adesso si interrogano su quale fosse il vero motivo della missione così avvolta dal segreto. Dopo le ultime elezioni amministrative del marzo scorso, il partito di estrema destra del Centro democratico guidato dall'ex presidente Alvaro Uribe ha ottenuto 20 deputati alla Camera Alta con i quali di fatto domina il Congresso e condiziona l'alleanza di centro sinistra di Manuel Santos. Secondo molti osservatori e politologi colombiani, dietro l'insolita missione del generale Alzate ci potrebbe essere proprio Uribe, uscito sconfitto di misura alle scorse elezioni presidenziali, e da sempre contrario ad ogni trattativa di pace con la guerriglia. Forse, ipotizza qualcuno, il generale sequestrato aveva intenzione di parlare con i dirigenti del Fronte 34. Magari per proporre un'alternativa al dialogo in corso a Cuba e raccogliere il dissenso presente all'interno delle stesse Farc su come procede il negoziato.
Nel complesso scacchiere di doppi e tripli giochi, con i chiari interessi legati al narcotraffico e al controllo delle frontiere con Panama, Alzate seguiva una strategia decisa nella fazione delle Forze armate più legata a Uribe da sempre contraria ad ogni forma di dialogo con la guerriglia. Far naufragare il processo di pace su cui Santos ha costruito il suo successo nella prima, e in parte seconda elezione, significherebbe rimettere tutto di nuovo in gioco e allontanare la possibilità che la Colombia chiuda una guerra che dura da 50 anni e si conceda finalmente un futuro diverso. Il fatto che lo stesso ministro della Difesa Juan Carlos Pinzón sia stato incaricato di dirigere le indagini e sia stato spedito sul posto, dimostra l'importanza della partita in corso.
Nelle mani delle Farc ci sono anche due soldati, catturati una settimana fa dopo intensi combattimenti nella zona di Arauca. Il gruppo ha dichiarato che si tratta di "prigionieri di guerra". Ha difeso l'azione sostenendo di non aver violato l'ordine impartito dal vertice del gruppo nel gennaio del 2012 in base al quale sarebbero cessati tutti i sequestri a scopo di estorsione. Il generale Alzate vestiva abiti civili. Ma il suo rapimento non punta ad incassare un riscatto. Ha un alto valore politico. Potrebbe spingere il gruppo di Uribe a decretare la fine di un negoziato giunto alla sua fase più delicata e difficile: bocciare il Marco giuridico, approvato in Parlamento quando c'era una chiara maggioranza di centrosinistra. Il provvedimento punta a processare solo gli alti dirigenti della guerriglia per le violenze più efferate dell'ultimo mezzo secolo. Una soluzione che non convince la destra del paese in cerca di una rivincita.