Esteri

Addio al cardinale Angelini, il porporato della Sanità

E' morto a 98 anni. Era l'ultimo romano nel collegio cardinalizio. Famoso anche per il suo lungo legame con Giulio Andreotti

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ROMA - Se ne è andato a 98 anni. Fiorenzo Angelini, ultimo cardinale nato a Roma, era considerato il porporato della Sanità. E' morto in una clinica della capitale dove era stato ricoverato da qualche giorno. Anche il Papa lo aveva ricordato.

Prete dal 1940, le foto d'epoca lo ritraggono accanto a Pio XII tra le macerie nel quartiere San Lorenzo, dopo il bombardamento alleato sulla citta' (quando Pacelli si sporcò l'abito bianco con il sangue delle vittime). Vescovo dal 1956, ha avuto come primo campo d'azione la Sanità. Fondò nel 1959 l'associazione dei medici cattolici Italiani divenendone assistente ecclesiastico nazionale. Diede in quegli anni un nuovo impulso alla pastorale dei cappellani ospedalieri, ritrovandosi spesso al capezzale di persone in fin di vita. Al Concilio Ecumenico Vaticano II propose l'attuale liturgia del sacramento dell'Unzione per gli infermi. E' stato l'ispiratore e il primo presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari. Nel 1991 divenne cardinale.

Di Angelini si ricorda anche un'altra "fede", quella calcistica per la Roma, che lo metteva in contrapposizione con le porpore laziali, in Vaticano. Ma il cardinale era famoso anche per il legame con Giulio Andreotti. E in un'occasione ebbe modo di esprimere il suo orgoglio per quell'amicizia: "Ne sono sempre stato fiero". Un rapporto che il porporato ha sempre difeso. Un giorno papa Wojtyla andò da Angelini e gli chiese il perchè della bufera che si era abbattuta su Andreotti. Angelini, come raccontò poi ad Avvenire, rispose: "Padre Santo, penso che tutto questo gli accada per tre ragioni: per la sua posizione convinta e forte per l'unità europea che non tutti vogliono; per la sua politica filoaraba, che poi è anche la posizione della Santa Sede; la terza ragione è perché si vuole la fine del partito della Democrazia Cristiana, della quale Andreotti, oggi in particolare, è il cardine". Insomma, in qualche modo con Angelini se ne va un altro pezzo della prima Repubblica.
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Sarà Papa Francesco a benedire personalmente la bara del cardinale Fiorenzo Angelini, lunedì pomeriggio in San Pietro. In precedenza, alle 15, sarà presieduto dal decano del Collegio cardinalizio, Angelo Sodano.