di FRANCO ZANTONELLI
"Traduttori dal calabrese cercasi". La Svizzera, dopo aver capito, grazie alle segnalazioni degli inquirenti italiani, di essere un Paese particolarmente appetito dalla 'ndrangheta, per i suoi traffici criminali, sta correndo ai ripari. In primo luogo pensando a potenziare l'attività di intelligence della Fedpol, la polizia federale, per riuscire a infiltrare le cosche. Che, tuttavia, come è avvenuto di recente in un vertice di capibastone a Frauenfeld, non distante da Zurigo, filmato dagli investigatori svizzeri, comunicano in dialetto calabrese. Che nessun poliziotto elvetico, neppure quelli di origine italiana, è in grado di comprendere.
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Ecco, allora, il curioso annuncio, comparso in alcune facoltà di lettere. "Cerchiamo qualcuno - recita il bando - con competenze linguistiche in questo ambito o che sia d'origine calabrese". Si richiedono, inoltre, competenze informatiche, senso di responsabilità e di confidenzialità.
I candidati verranno, inoltre, sottoposti a un accurato esame di sicurezza, prima di venire ingaggiati come dipendenti dello Stato, a 75 franchi all'ora, ovvero circa 60 euro. "Il dialetto calabrese- ha spiegato al Corriere del Ticino Danielle Bersier, portavoce della Fedpol -è ritenuto uno dei più ostici dagli stessi italofoni, per questo dobbiamo ricorrere a esperti esterni".
Uno degli obbiettivi è quello di riuscire ad effettuare delle intercettazioni ambientali e telefoniche su larga scala, per evitare che le 'ndrine si impiantino, in modo massiccio, in Svizzera, come hanno già fatto in Germania. "Per il momento- ha tenuto a rassicurare il Procuratore Generale della Confederazione, Michael Lauber -non siamo ancora un Paese mafioso". Anche i traduttori dal calabrese possono contribuire ad evitare che lo diventi.
"Traduttori dal calabrese cercasi". La Svizzera, dopo aver capito, grazie alle segnalazioni degli inquirenti italiani, di essere un Paese particolarmente appetito dalla 'ndrangheta, per i suoi traffici criminali, sta correndo ai ripari. In primo luogo pensando a potenziare l'attività di intelligence della Fedpol, la polizia federale, per riuscire a infiltrare le cosche. Che, tuttavia, come è avvenuto di recente in un vertice di capibastone a Frauenfeld, non distante da Zurigo, filmato dagli investigatori svizzeri, comunicano in dialetto calabrese. Che nessun poliziotto elvetico, neppure quelli di origine italiana, è in grado di comprendere.
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Ecco, allora, il curioso annuncio, comparso in alcune facoltà di lettere. "Cerchiamo qualcuno - recita il bando - con competenze linguistiche in questo ambito o che sia d'origine calabrese". Si richiedono, inoltre, competenze informatiche, senso di responsabilità e di confidenzialità.
I candidati verranno, inoltre, sottoposti a un accurato esame di sicurezza, prima di venire ingaggiati come dipendenti dello Stato, a 75 franchi all'ora, ovvero circa 60 euro. "Il dialetto calabrese- ha spiegato al Corriere del Ticino Danielle Bersier, portavoce della Fedpol -è ritenuto uno dei più ostici dagli stessi italofoni, per questo dobbiamo ricorrere a esperti esterni".
Uno degli obbiettivi è quello di riuscire ad effettuare delle intercettazioni ambientali e telefoniche su larga scala, per evitare che le 'ndrine si impiantino, in modo massiccio, in Svizzera, come hanno già fatto in Germania. "Per il momento- ha tenuto a rassicurare il Procuratore Generale della Confederazione, Michael Lauber -non siamo ancora un Paese mafioso". Anche i traduttori dal calabrese possono contribuire ad evitare che lo diventi.