ROMA - L'Italia alza il tono contro le fazioni che da mesi si combattono caoticamente in Libia. I ministri degli Esteri di Usa, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna hanno partecipato a un breakfast assieme al vice-segretario dell'Onu e alla rappresentante Ue Federica Mogherini, ospiti del ministro Paolo Gentiloni nell'ambasciata italiana alla Nato a Bruxelles. Usa, Onu e Ue hanno sottoscritto un comunicato in cui chiedono ai libici di frenare una guerra civile che nelle ultime settimane viene attizzata da un attore esterno (l'Egitto) che in Libia sta combattendo i Fratelli Musulmani anche per conto di due potenze regionali (Arabia Saudita ed Emirati). L'Egitto ha rifornito di aerei e mezzi militari uno dei due "governi" che si contendono la sovranità in Libia, quello di Tobruk, contrapposto al governo che siede a Tripoli.
La riunione di Bruxelles si è chiusa con l'approvazione di un documento preparato dai diplomatici dell'Onu e da quelli italiani. Il ministro degli Esteri Gentiloni lo presenta come "un avvertimento a chi boicottasse il processo di riconciliazione nazionale: chi lo facesse andrebbe incontro a una reazione molto forte". E' la minaccia di sanzioni e ritorsioni diplomatiche per i capi delle fazioni che hanno intenzione di continuare la guerra in Libia.
La dichiarazione di Bruxelles è una svolta nell'azione diplomatica per la Libia perché accomuna le azioni terroristiche messe in atto da gruppi come Ansar Al Sharia agli "attacchi aerei" che soltanto una delle due fazioni in campo - quella appoggiata dagli egiziani - è in grado di mettere a segno. Il testo della dichiarazione ricorda che questi attacchi "indeboliscono le prospettive per un accordo negoziato in Libia. Francia, Germania, Italia, Spagna, Gb, Usa, Ue e Onu ripetono il loro invito a un cessate-il-fuoco immediato e sottolineano l'intenzione di adottare nuove misure addizionali contro le parti che non dovessero partecipare al processo di pacificazione politica guidato dall'Onu".
L'inviato dell'Onu Bernardino Leon ha convocato per il 9 dicembre un nuovo round del negoziato fra le fazioni libiche, e questa volta arriva all'appuntamento con il sostengo non solo delle Nazioni Unite ma dei principali governi occidentali ed europei. Secondo Gentiloni "la riunione del 9 dicembre in Libia ha l'obiettivo di coinvolgere le autorità locali a vario titolo, con l'obiettivo di costruire un governo di unità nazionale. Noi condanniamo la violenza, il terrorismo e le incursioni aeree che rendono difficile l'accordo di pace: se le parti invitate ai colloqui non parteciperanno, i sei paesi, la Ue e l'Onu potranno prendere nuove decisioni per proteggere l'unità della Libia e contro il terrorismo".
La riunione di Bruxelles si è chiusa con l'approvazione di un documento preparato dai diplomatici dell'Onu e da quelli italiani. Il ministro degli Esteri Gentiloni lo presenta come "un avvertimento a chi boicottasse il processo di riconciliazione nazionale: chi lo facesse andrebbe incontro a una reazione molto forte". E' la minaccia di sanzioni e ritorsioni diplomatiche per i capi delle fazioni che hanno intenzione di continuare la guerra in Libia.
La dichiarazione di Bruxelles è una svolta nell'azione diplomatica per la Libia perché accomuna le azioni terroristiche messe in atto da gruppi come Ansar Al Sharia agli "attacchi aerei" che soltanto una delle due fazioni in campo - quella appoggiata dagli egiziani - è in grado di mettere a segno. Il testo della dichiarazione ricorda che questi attacchi "indeboliscono le prospettive per un accordo negoziato in Libia. Francia, Germania, Italia, Spagna, Gb, Usa, Ue e Onu ripetono il loro invito a un cessate-il-fuoco immediato e sottolineano l'intenzione di adottare nuove misure addizionali contro le parti che non dovessero partecipare al processo di pacificazione politica guidato dall'Onu".
L'inviato dell'Onu Bernardino Leon ha convocato per il 9 dicembre un nuovo round del negoziato fra le fazioni libiche, e questa volta arriva all'appuntamento con il sostengo non solo delle Nazioni Unite ma dei principali governi occidentali ed europei. Secondo Gentiloni "la riunione del 9 dicembre in Libia ha l'obiettivo di coinvolgere le autorità locali a vario titolo, con l'obiettivo di costruire un governo di unità nazionale. Noi condanniamo la violenza, il terrorismo e le incursioni aeree che rendono difficile l'accordo di pace: se le parti invitate ai colloqui non parteciperanno, i sei paesi, la Ue e l'Onu potranno prendere nuove decisioni per proteggere l'unità della Libia e contro il terrorismo".