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Yemen: giallo su soldato Usa catturato in raid fallito

Jihadisti sul web: "Preso prigioniero". Fonti del Pentagono smentiscono: uniforme mostrata non appartiene a un membro della missione. Emergono i primi particolari del blitz: 40 i soldati americani atterrati in elicottero a dieci chilometri dal covo di al-Qaeda

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GIALLO sulla presunta cattura di un soldato americano durante il blitz fallito in Yemen per liberare il fotoreporter Luke Somers. Secondo quanto riporta Site, sito che monitora l'attività web dei gruppi jihadisti, alcuni estremisti parlano di un uomo del commando Usa fatto prigioniero. Per ora non ci sono commenti ufficiali, ma fonti del Pentagono citate dalla Nbc smentiscono recisamente, affermando anche che la foto di un'uniforme mostrata su un sito jihadista non appartiene a un membro della missione.

Intanto emergono nuovi particolari sul blitz fallito: gli Stati Uniti ignoravano che assieme al giornalista americano Luke Somers fosse tenuto in ostaggio anche il sudafricano Pierre Korkie. L'Ong sudafricana "Gift the Givers", per cui lavorava Korkie, aveva avviato trattative per la sua liberazione, che era apparentemente prevista per il 7 dicembre, ma il raid ha mandato tutto a monte. Le autorità statunitensi si sono giustificate sottolineando che non erano a conoscenza delle trattattive. Il blitz sarebbe stato condotto da una quarantina di uomini atterrati in elicottero a dieci chilometri dal covo di al-Qaeda nella penisola Arabica dove erano detenuti gli ostaggi. Spalleggiati da militari yemeniti, gli americani si sono diretti verso la base jihadista dove è scoppiato un conflitto a fuoco.

La famiglia di Luke Somers ha criticato il fallito tentativo di liberare i due ostaggi: "Non eravamo stati informati della situazione", ha lamentato Penny Bearnman, seconda moglie del papà di Somers, in una dichiarazione al Times. La donna ha riferito che suo marito "è piuttosto arrabbiato, perché se non ci fosse stato il tentativo di liberarlo, suo figlio sarebbe ancora vivo".