Olimpiadi, gli auguri del Papa alla candidatura di Roma: "Nel 2024 io non ci sarò, eh?"
Francesco riceve in Vaticano i dirigenti e gli atleti del Coni in occasione del centenario della fondazione: "Ogni evento sportivo, soprattutto quello olimpico, può diventare tramite di una forza ideale". Malagò: "Una straordinaria giornata che valorizza i nostri ideali etici e morali"
CITTA' DEL VATICANO - "Auguri anche per la candidatura di Roma ad ospitare i Giochi Olimpici del 2024. Io non ci sarò, eh?". Così il Papa ha concluso la sua udienza con dirigenti e atleti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni), nella basilica di San Pietro in occasione del centenario della sua fondazione. Nel 2024 papa Francesco avrebbe 88 anni.
"Da sempre lo sport ha favorito un universalismo caratterizzato da fraternità e amicizia tra i popoli, concordia e pace tra le nazioni; da rispetto, tolleranza, armonia delle diversità. Ogni evento sportivo, soprattutto quello olimpico, dove si confrontano rappresentanti di nazioni con storie, culture, tradizioni, fedi e valori diversi, può diventare tramite di una forza ideale capace di aprire vie nuove, a volte insperate, nel superamento di conflitti causati dalla violazione dei diritti umani". è questo il messaggio che papa Francesco ha voluto indirizzare oggi, nella bas…
"Da sempre lo sport ha favorito un universalismo caratterizzato da fraternità e amicizia tra i popoli, concordia e pace tra le nazioni; da rispetto, tolleranza, armonia delle diversità. Ogni evento sportivo, soprattutto quello olimpico, dove si confrontano rappresentanti di nazioni con storie, culture, tradizioni, fedi e valori diversi, può diventare tramite di una forza ideale capace di aprire vie nuove, a volte insperate, nel superamento di conflitti causati dalla violazione dei diritti umani". è questo il messaggio che papa Francesco ha voluto indirizzare oggi, nella bas…
CITTA' DEL VATICANO - "Auguri anche per la candidatura di Roma ad ospitare i Giochi Olimpici del 2024. Io non ci sarò, eh?". Così il Papa ha concluso la sua udienza con dirigenti e atleti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni), nella basilica di San Pietro in occasione del centenario della sua fondazione. Nel 2024 papa Francesco avrebbe 88 anni.
"Da sempre lo sport ha favorito un universalismo caratterizzato da fraternità e amicizia tra i popoli, concordia e pace tra le nazioni; da rispetto, tolleranza, armonia delle diversità. Ogni evento sportivo, soprattutto quello olimpico, dove si confrontano rappresentanti di nazioni con storie, culture, tradizioni, fedi e valori diversi, può diventare tramite di una forza ideale capace di aprire vie nuove, a volte insperate, nel superamento di conflitti causati dalla violazione dei diritti umani". è questo il messaggio che papa Francesco ha voluto indirizzare oggi, nella basilica vaticana, ai dirigenti e agli atleti del Coni, ricevuti dopo una messa per gli sportivi presieduta dal cardinal Gianfranco Ravasi, alla quale hanno partecipato anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e il sottosegretario Graziano Del Rio.
Francesco ha citato il motto olimpico: "Citius, altius, fortius" ricordando che "non è un incitamento alla supremazia di una nazione sull'altra, di un popolo su un altro popolo, e nemmeno all'esclusione dei più deboli e dei meno tutelati, ma rappresenta la sfida a cui siamo chiamati tutti, non solo gli atleti: quella di assumere la fatica, il sacrificio, per raggiungere le mete importanti della vita, accettando i propri limiti senza lasciarsi bloccare da essi ma cercando di superarsi".
"Padre Santo con doveroso senso di devozione, rinnovandole i più profondi ringraziamenti per il suo appassionato interesse nei confronti delle tematiche che vertono intorno al nostro movimento - ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rivolto a Papa Francesco - , con la certezza che lei sia il primo tifoso dello sport da intendere come modello di vita, le rivolgo un abbraccio ideale".
"Non solo da parte di chi oggi ha la fortuna di partecipare a questa indimenticabile giornata - ha aggiunto il capo dello sport italiano - ma anche da parte di chi ogni giorno si impegna per promuovere il nostro messaggio lontano dalla luce dei riflettori, sul territorio, volontario per vocazione". "Lo sport - ha aggiunto - implica disciplina e rispetto delle regole e per questo si impegna a scoraggiare il ricorso a ogni tipo di azione di pratiche illecite che minano la credibilità e la genuinità della competizione".
"Le riconosciamo quella sensibilità - ha detto ancora Malagò -, quella vicinanza che si traducono in un convinto sostegno alla diffusione dello sport come irrinunciabile momento di inclusione e aggregazione, come strumento chiamato a unire oltre ogni diversità". Il presidente del Coni ha poi proseguito il suo intervento: "Affidiamo alle cure della fede ed alla guida dello spirito la nostra missione di crescita e di sviluppo affinchè il Coni che saluta un secolo di storia e tutto lo sport siano ancora e per sempre un esempio virtuoso capace di mettere in bacheca l'oro più importante: una nuova dimensione culturale che sappia aiutare il nostro Paese a costruire una società migliore".
"Da sempre lo sport ha favorito un universalismo caratterizzato da fraternità e amicizia tra i popoli, concordia e pace tra le nazioni; da rispetto, tolleranza, armonia delle diversità. Ogni evento sportivo, soprattutto quello olimpico, dove si confrontano rappresentanti di nazioni con storie, culture, tradizioni, fedi e valori diversi, può diventare tramite di una forza ideale capace di aprire vie nuove, a volte insperate, nel superamento di conflitti causati dalla violazione dei diritti umani". è questo il messaggio che papa Francesco ha voluto indirizzare oggi, nella basilica vaticana, ai dirigenti e agli atleti del Coni, ricevuti dopo una messa per gli sportivi presieduta dal cardinal Gianfranco Ravasi, alla quale hanno partecipato anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e il sottosegretario Graziano Del Rio.
Francesco ha citato il motto olimpico: "Citius, altius, fortius" ricordando che "non è un incitamento alla supremazia di una nazione sull'altra, di un popolo su un altro popolo, e nemmeno all'esclusione dei più deboli e dei meno tutelati, ma rappresenta la sfida a cui siamo chiamati tutti, non solo gli atleti: quella di assumere la fatica, il sacrificio, per raggiungere le mete importanti della vita, accettando i propri limiti senza lasciarsi bloccare da essi ma cercando di superarsi".
"Padre Santo con doveroso senso di devozione, rinnovandole i più profondi ringraziamenti per il suo appassionato interesse nei confronti delle tematiche che vertono intorno al nostro movimento - ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rivolto a Papa Francesco - , con la certezza che lei sia il primo tifoso dello sport da intendere come modello di vita, le rivolgo un abbraccio ideale".
"Non solo da parte di chi oggi ha la fortuna di partecipare a questa indimenticabile giornata - ha aggiunto il capo dello sport italiano - ma anche da parte di chi ogni giorno si impegna per promuovere il nostro messaggio lontano dalla luce dei riflettori, sul territorio, volontario per vocazione". "Lo sport - ha aggiunto - implica disciplina e rispetto delle regole e per questo si impegna a scoraggiare il ricorso a ogni tipo di azione di pratiche illecite che minano la credibilità e la genuinità della competizione".
"Le riconosciamo quella sensibilità - ha detto ancora Malagò -, quella vicinanza che si traducono in un convinto sostegno alla diffusione dello sport come irrinunciabile momento di inclusione e aggregazione, come strumento chiamato a unire oltre ogni diversità". Il presidente del Coni ha poi proseguito il suo intervento: "Affidiamo alle cure della fede ed alla guida dello spirito la nostra missione di crescita e di sviluppo affinchè il Coni che saluta un secolo di storia e tutto lo sport siano ancora e per sempre un esempio virtuoso capace di mettere in bacheca l'oro più importante: una nuova dimensione culturale che sappia aiutare il nostro Paese a costruire una società migliore".