Esteri

Grecia, Dimas dice no ad Alba Dorata: "Se mi votano rinuncio a presidenza"

L'ex Commissario Ue prende le distanze dopo le voci sull'appoggio alla sua candidatura da parte del partito neonazista. Anche Nea Demokratia, il partito di Samaras si dissocia: "A quel punto ci tireremo indietro anche noi"

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MILANO. La variabile Alba Dorata complica ancor di più il già delicatissimo iter delle elezioni presidenziali in Grecia. Due ex deputati del movimento neonazista  -  schierati ora nelle file degli indipendenti, hanno già votato al secondo turno per Stavros Dimas, l'ex-Commissario Ue candidato dal premier Antonis Samaras. Le loro preferenze non sono servite a nulla visto che Dimas ha ottenuto 168 voti, molto meno della maggioranza qualificata di 200 necessaria per la nomina a capo dello stato.  Il colpo di scena potrebbe però arrivare al terzo e ultimo turno previsto per il 29 dicembre, quando il quorum scenderà a 180 voti. In quell'occasione, è la voce che circola con insistenza ad Atene, i 16 deputati di Alba Dorata (otto dei quali trasportati in Parlamento direttamente dal carcere dove sono detenuti con accuse di associazione a delinquere) potrebbero dare la loro preferenza a Dimas, risultando decisivi per l'elezione.

L'ex Commissario Ue ha però messo le mani avanti. "Per il rispetto che devo alle istituzioni democratiche non accetterò il ruolo di presidente della Grecia se sarò nominato con i voti di Alba Dorata". Il rischio del blitz della formazione di Nikolaos Michaloliakos sull'iter della nomina ha mandato in fibrillazione pure Nea Damokratia, il partito del premier. "Siamo già d'accordo tra di noi  -  ha detto il ministro delle riforme Kiriakos Mitsotakis  - . Al primo voto a favore di Dimas di un parlamentare dell'estrema destra io e un bel numero di compagni di partito si tirerà indietro e voterà "presente" negando così la presidenza a Dimas". Per evitare di accreditare i nazionalisti di un ruolo decisivo nella vita istituzionale di Atene. Alba Dorata nei sondaggi è data attorno al 5-6% dei voti, in calo rispetto al 9-10% raggiunto in passato dopo gli arresti dei suoi vertici.

Si vedrà come e se la variabile neo-nazista influirà sul corso della politica ellenica. La situazione resta comunque ingarbugliatissima. Samaras è impegnato in queste ore in una disperata caccia agli ultimi voti per provare a raggiungere senza "aiutini" di Alba Dorata la soglia fatidica dei 180 voti. Ma la strada pare molto in salita. Se il 29 non riuscirà a far eleggere Dimas, la Grecia andrà ad elezioni anticipate verso fine gennaio. In una tornata elettorale mozzafiato non solo per la Grecia ma per tutta l'Europa con la sinistra anti-Troika di Syriza in testa a tutti i sondaggi.