Esteri

Cercas: "La forza e la debolezza della democrazia"

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JAVIER Cercas, autore di Soldati di Salamina e di Anatomia di un istante , è, come tutti, sconcertato e preoccupato dall'azione di guerra contro Charlie Hebdo, dalla Parigi assediata e ferita di questi giorni. Un incubo che ai suoi occhi ricorda la strage di Atocha a Madrid nel 2004 in cui morirono 191 persone. La situazione francese, però, ha a suo giudizio una sua specificità. E infatti il primo pensiero di Cercas va alla rivolta delle banlieue del 2005.

"Ogni volta che andavo a Parigi, chiedevo ai miei amici che ne era stato di quelli che Sarkozy aveva chiamato "la marmaglia", come si era risolta la questione dei ragazzi della banlieue che bruciavano auto e avevano tenuto in scacco la polizia per giorni. "Non si è risolta" mi dicevano. Poi ho letto che ci sono mille francesi che combattono in Siria e in Iraq. È ovvio che una parte di questi sono ragazzi delle banlieue diventati facili prede degli imam fondamentalisti".

È in gioco dunque un problema della nostra democrazia, sempre meno capace di includere gli emarginati?
"Non sto dicendo che questi assassini non abbiano colpe, non intendo nemmeno lontanamente trovare qualche giustificazione all'orrore di cui sono responsabili. Ma è anche vero che, per farla finita con il fondamentalismo, bisogna evitare che migliaia di ragazzi cadano in pasto del fanatismo perché non riescono a trovare un posto nella società democratica francese".

L'Occidente e l'Europa sono in grado di affrontare questa minaccia dal punto di vista politico e culturale?
"L'Europa può reagire soltanto difendendo in maniera radicale le proprie acquisizioni. Se i fanatici e i fondamentalisti di ogni specie non tollerano l'ironia, la risata, dobbiamo riaffermare il diritto a burlarci di tutto. E poi dobbiamo combattere contro un principio di tolleranza male inteso. A chi arriva da noi, non possiamo dire: siccome voi avete altre regole, potete violare le nostre. Chi vive qui deve rispettare le regole che ci siamo dati".

Ricordo un cartello sbandierato da un ragazzo musulmano londinese: "Useremo la vostra democrazia per distruggere la vostra democrazia".
"Una democrazia, per sua stessa natura, è molto più vulnerabile di una dittatura; soprattutto è molto vulnerabile alla violenza fanatica. Ma questa è anche la grandezza della democrazia. Se rinunciamo a questa vulnerabilità rinunciamo alla democrazia".