Esteri

Una nuova stagione

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IL LUTTO, le lacrime. Ma insieme, la riconferma e anzi la riconquista di uno spazio di libertà violato dai terroristi assassini nella redazione di un giornale e in un negozio ebraico. Con due milioni di persone in strada che cantavano la Marsigliese e il resto della città ad applaudire dalle finestre e dai balconi, Parigi ha testimoniato ieri qualcosa di più del dolore per le vittime e della resistenza al terrorismo: è la coscienza risvegliata del valore della democrazia in cui viviamo.

"Democrazia, tolleranza, laicità" lo dicevano migliaia di distintivi, manifesti, messaggi scritti a mano, così come gli applausi alla pattuglia superstite di Charlie Hebdo celebravano nella libertà di espressione la passione per la libertà intera. Cinquanta capi di Stato e di governo hanno davvero fatto di Parigi ieri la capitale di un mondo che ripudia la violenza e l'odio perché vuole vivere in pace difendendo  -  ad ogni costo  -  i diritti di tutti e di ciascuno e l'idea di libertà che è alla base del progetto di Europa.

E l'Europa politica si è vista forse per una volta per le strade di Parigi in questa difesa della democrazia da parte di cittadini consapevoli di avere qualcosa per cui lottare e in cui credere perché è qualcosa che vale. Davvero, come ci ha detto in italiano il premier Valls in un boulevard intitolato a Voltaire, quello di ieri a Parigi può essere un giorno di svolta per l'Europa, l'inizio di una nuova stagione.