Esteri

Sri Lanka, il papa a 500.000 fedeli: "Dopo guerra Dio porti guarigione"

Canonizzazione per San Giuseppe Vaz, primo santo del paese. Bergoglio: "Diede forza spirituale e morale alla popolazione cattolica assediata". Visita a un tempio buddista fuori programma

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COLOMBO - Parla di perdono e di riconciliazione, il Papa  durante il suo secondo giorno di viaggio apostolico in Sri Lanka. Dopo il lungo conflitto "che ha lacerato il cuore" del paese, ora la Madonna vuole guidarne la popolazione "ad una più grande riconciliazione, così che il balsamo del perdono di Dio possa produrre vera guarigione per tutti", ha detto il pontefice nel corso di una preghiera mariana al santuario di Nostra Signora del Rosario a Madhu, in Sri Lanka. Davanti a lui rappresentanti di famiglie tamil e singalesi, particolarmente provate dal conflitto trentennale che ha coinvolto il Paese fino alla pace del 2009.

Dopo la preghiera nel santuario mariano di Madhu, ha brevemente incontrato alcuni superstiti del conflitto tamil-esercito, conclusosi nel 2009. Lo ha riferito padre Federico Lombardi, informando che nel gruppo erano presenti anche alcuni bambini. Poi c'è stato un fuori programma: rientrando da Madhu, Papa Francesco ha visitato un tempio buddista nella città di Colombo, dove risiede in questi giorni della visita in Sri Lanka. Il Papa aveva ricevuto in Vaticano l'invito dei monaci e ha deciso di compiere questo gesto anche se non era previsto inizialmente.

Poco prima 500.000 fedeli si erano radunati sulla spiaggia del Galle Face Green, per la beatificazione di San Giuseppe Vas, da oggi il primo santo dello Sri Lanka. Un religioso oratoriano di origine indiana, era nato nel 1571 a Goa, cioè appena al di là del mare, che su quest'isola "ha dato forza spirituale e morale alla popolazione cattolica assediata". Sbarcato a Ceylon come un clandestino, all'epoca della persecuzione "si vestiva come un mendicante, adempiva ai suoi doveri sacerdotali incontrando in segreto i fedeli, spesso di notte. Con le sue parole, ma soprattutto con l'esempio della sua vita, ha condotto il popolo di questo Paese alla fede", ha detto il pontefice.

Il rito della canonizzazione è stato presieduto da Bergoglio nello stesso luogo, cinque ettari adiacenti alla City finanziaria di Colombo, dove venti anni fa (esattamente il 15 gennaio 1995) San Giovanni Paolo II aveva proclamato beato questo "grande missionario del Vangelo" che "si consumò nel lavoro missionario e morì, esausto, all'età di cinquantanove anni, venerato per la sua santità".
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"Come noi - ha sottolineato Bergoglio - San Giuseppe Vas è vissuto in un periodo di rapida e profonda trasformazione", nella quale "si verificavano ostilità, perfino persecuzioni, e i cattolici erano una minoranza divisa al suo interno". E in questa situazione seppe "diventare per tutta la popolazione un'icona vivente dell'amore misericordioso e riconciliante di Dio". Così "ci ha mostrato l'importanza di superare le divisioni religiose nel servizio della pace". "Il suo esempio - ha detto ancora il Papa - continua oggi ad ispirare la Chiesa in Sri Lanka, che volentieri e generosamente serve tutti i membri della società, senza distinzione di razza, credo, appartenenza tribale, condizione sociale o religione nel servizio che provvede attraverso le sue scuole, ospedali, cliniche e molte altre opere di carità".
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Secondo il Papa, "San Giuseppe sapeva come offrire la verità e la bellezza del Vangelo in un contesto multi-religioso, con rispetto, dedizione, perseveranza e umiltà". "Questa - ha affermato Bergoglio - è la strada anche per i seguaci di Gesù oggi. Siamo chiamati ad 'uscire' con lo stesso zelo, con lo stesso coraggio di san Giuseppe, ma anche con la sua sensibilità, con il suo rispetto per gli altri, con il suo desiderio di condividere con loro quella parola di grazia che ha il potere di edificarli. Siamo chiamati ad essere discepoli missionari". "Qui con noi - ha concluso il Pontefice - ci sono molti sacerdoti, religiosi e religiose, i quali, come Giuseppe Vaz, sono consacrati al servizio del Vangelo di Dio e al prossimo".

Il Papa è al suo secondo giorno in Sri Lanka, ne passerà poi tre nelle Filippine, nell'ambito di un viaggio in Asia a cinque mesi dalla sua visita in Corea. I cattolici sono poco più del sei per cento dei 21 milioni di abitanti dello Sri Lanka. Si tratta della più numerosa comunità cristiana, ma comunque una minoranza rispetto alla maggioranza buddhista, che rappresenta il 70 per cento della popolazione, e a quella induista (13 per cento) e musulmana (10 per cento).