Esteri

Charlie Hebdo, commozione e applausi al funerale di Charb. Kerry rende omaggio a vittime

Alla cerimonia hanno partecipato anche alcuni ministri. Il segretario di Stato Usa si è scusato per assenza a manifestazione di Parigi

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PARIGI - Un lungo applauso e tanta commozione: così una grande folla di parenti, amici, ma anche persone comuni ha salutato l'arrivo della bara di Stephane Charbonnier, detto Charb, 47 anni, direttore editoriale di Charlie Hebdo, ucciso nell'attacco del 7 gennaio. Al funerale hanno partecipato anche alcuni ministri: Christiane Taubira (Giustizia), Najat Vallaud-Belkacem (Istruzione) e Fleur Pellerin (Cultura), oltre al leader della Sinistra Fronte Jean-Luke Mélenchon. All'addio al vignettista a Pontoise hanno partecipato le persone a lui più vicine, tra cui il collega Luz, che ha pronunciato un lungo discorso immaginando i disegni che il direttore avrebbe potuto realizzare in questi giorni. Presenti anche tanti musicisti che hanno suonato l'Internazionale e Bella Ciao, il popolare inno dei partigiani cantato ieri anche durante la cerimonia d'omaggio a Tignous, un altro dei vignettisti uccisi. Il nome di Charb era su una lista di "Ricercato, vivo o morto, per crimini contro l'Islam", pubblicato nella primavera del 2013 dalla rivista jihadista Inspire.
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Come nei tradizionali 'Jazz funerals' di New Orlèans, il feretro del vignettista è stato portato fuori dalla Halls Saint Martin - la grande sala di Pontoise  in cui centinaia di persone erano giunte questa mattina per rendergli un ultimo omaggio - a suono di jazz, con un'orchestra e un corteo gioioso di suoni e canti dietro alla bara.

A Parigi si sono svolti anche i funerali del disegnatore Philippe Honorè e del correttore di bozze Mustapha Ourrad, sepolti in mattinata nella più stretta intimità. Una commemorazione di quest'ultimo si è svolta anche nel suo villaggio d'origine in Cabilia, nel nord dell'Algeria.

L'omaggio di Kerry. Il segretario di Stato Usa John Kerry è andato a rendere omaggio ai redattori uccisi nella sede di Charlie Hebdo, deponendo una corona di fiori davanti all'edificio che ospitava la redazione. Kerry, che era accompagnato dal ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, dall'ambasciatore americano in Francia Jane Hartley e dal sindaco dell'11mo arrondissement di Parigi, Francois Vauglin, ha poi deposto un altro mazzo di fiori sul marciapiede poco distante su cui è stato ucciso il poliziotto Ahmed Merabet. Kerry si è "scusato" per non aver partecipato alla manifestazione di domenica scorsa a Parigi, dove gli Stati Uniti si sono fatti notare per l'assenza di un rappresentante di Washington di alto livello. "Ci tenevo a essere qui con tutta Parigi, con l'intera Francia", ha detto il capo della diplomazia Usa in un discorso in francese nell'Hotel de Ville, la sede del municipio parigino, "a condividere con voi un grande abbraccio, vecchi amici, e a manifestarvi di persona l'orrore e il dolore che gli americani condividono per l'incubo a occhi aperti, per l'infamia che avete dovuto subire".
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"Negli scorsi nove giorni, delle donne e degli uomini ordinari sono di colpo diventati degli eroi", ha detto poi il segretario di Stato Usa, rendendo omaggio in particolare al commesso del supermercato kosher Lassana Bathily, che ha salvato numerosi ostaggi nascondendoli nella cella frigorifera, e al giovane Yoav Attav, che ha cercato di disarmare Amedy Coulibaly durante il sequestro.