Con una decisione inaspettata, sono stati liberati Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni, i due giovani condannati all'ergastolo in India per l'omicidio di un loro compagno di viaggio. Lo scrive Marina Maurizio, la madre di Tomaso, originario di Albenga, nel gruppo su Facebook "Tomaso libero": "Tomaso libero, la sentenza di assoluzione è stata emessa questa mattina dalla suprema Corte".
Sono le 6.30 del mattino e a casa Bruno arriva la telefonata dell'ambasciatore Daniele Mancini con la notizia che i due genitori, Marina e Luigi Euro aspettano da quasi cinque anni: "E' la giornata più bella bella della mia vita", commenta la mamma di Tommi, con la voce rotta dall'emozione. "Ora aspetto istruzioni dall'ambasciata italiana. Dovevo partire domenica perché la sentenza era prevista la settimana prossima, ma l'India è imprevedibile e oggi la bella notizia. Se è questione di giorni partiamo noi, se invece ci dicono che domani Tommi rientra, lo aspettiamo a casa".
Un messaggio di auguri è giunto alla madre di Tomaso anche da Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, uno dei due marò indagati dalla magistratura indiana per l'omicidio di due pescatori scambiati per pirati. "Ciao Marina, ho appena saputo, sono felice per te e per voi. Un abbraccio - ha scritto ancora attraverso Facebook Paola Moschetti Latorre - e goditi la gioia per cui hai tanto lottato".
Erano in carcere da 5 anni Tomaso Bruno, 31enne, ed Elisabetta Boncompagni, 42enne torinese. La corte li aveva condannati all'ergastolo per la morte di Francesco Montis, con cui Tomaso ed Elisabetta erano in viaggio nel 2010, quando il giovane sardo fidanzato di Elisabetta venne trovato cadavere nella loro camera d'albergo a Varanasi, nel nord-est dell'India. La notizia è stata confermata dall'ambasciata italiana a New Delhi pronta ad organizzare il rimpatrio dei due connazionali che potrebbe avvenire entro un giorno o due.
I tre ragazzi facevano uso di droga; secondo la difesa Montis quella notte si sentì male, fu portato dai due amici in ospedale dove morì poco dopo. Per i magistrati indiani si trattò invece di un delitto passionale con cui Tomaso ed Elisabetta si sarebbero voluti liberare dello scomodo fidanzato della donna.
Dopo un anno di carcere, il pubblico ministero indiano chiese la morte per impiccagione e nel luglio del 2011 i due furono condannati all'ergastolo, pena confermata in appello nel settembre del 2012. Oggi l'annullamento della sentenza e l'immediata liberazione.
Sono le 6.30 del mattino e a casa Bruno arriva la telefonata dell'ambasciatore Daniele Mancini con la notizia che i due genitori, Marina e Luigi Euro aspettano da quasi cinque anni: "E' la giornata più bella bella della mia vita", commenta la mamma di Tommi, con la voce rotta dall'emozione. "Ora aspetto istruzioni dall'ambasciata italiana. Dovevo partire domenica perché la sentenza era prevista la settimana prossima, ma l'India è imprevedibile e oggi la bella notizia. Se è questione di giorni partiamo noi, se invece ci dicono che domani Tommi rientra, lo aspettiamo a casa".
Un messaggio di auguri è giunto alla madre di Tomaso anche da Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, uno dei due marò indagati dalla magistratura indiana per l'omicidio di due pescatori scambiati per pirati. "Ciao Marina, ho appena saputo, sono felice per te e per voi. Un abbraccio - ha scritto ancora attraverso Facebook Paola Moschetti Latorre - e goditi la gioia per cui hai tanto lottato".
Erano in carcere da 5 anni Tomaso Bruno, 31enne, ed Elisabetta Boncompagni, 42enne torinese. La corte li aveva condannati all'ergastolo per la morte di Francesco Montis, con cui Tomaso ed Elisabetta erano in viaggio nel 2010, quando il giovane sardo fidanzato di Elisabetta venne trovato cadavere nella loro camera d'albergo a Varanasi, nel nord-est dell'India. La notizia è stata confermata dall'ambasciata italiana a New Delhi pronta ad organizzare il rimpatrio dei due connazionali che potrebbe avvenire entro un giorno o due.
I tre ragazzi facevano uso di droga; secondo la difesa Montis quella notte si sentì male, fu portato dai due amici in ospedale dove morì poco dopo. Per i magistrati indiani si trattò invece di un delitto passionale con cui Tomaso ed Elisabetta si sarebbero voluti liberare dello scomodo fidanzato della donna.
Dopo un anno di carcere, il pubblico ministero indiano chiese la morte per impiccagione e nel luglio del 2011 i due furono condannati all'ergastolo, pena confermata in appello nel settembre del 2012. Oggi l'annullamento della sentenza e l'immediata liberazione.