CITTA' DEL VATICANO - I quaranta giorni nei quali i cristiani si preparano alla Pasqua devono marcare la sfida a quella che papa Francesco torna a definire la "globalizzazione dell'indifferenza", cioè una "attitudine egoistica", che "ha preso oggi una dimensione mondiale". Nel messaggio per la quaresima 2015, presentato oggi in Vaticano, il pontefice argentino affida una missione: il popolo di Dio, dice, ha "bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso".
Chiese come "isole di misericordia" - Dopo la frase pronunciata a tre giorni dalla sua elezione - "come vorrei una Chiesa povera per i poveri" - Bergoglio tratteggia un altro frammento del suo sogno ecclesiale: "Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell'indifferenza!".
Francesco cita Benedetto XVI, chiedendo per la quaresima un "percorso di formazione del cuore". E aggiunge: "Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole" ma un cuore povero, che "conosce cioè le proprie povertà e si spende per l'altro" perché la Chiesa è "per sua natura missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini".
La globalizzazione "buona" e quella sbagliata - Il richiamo sull'indifferenza non è nuovo a Bergoglio, che lo ha fatto risuonare con forza già dal suo primo viaggio a Lampedusa, nel 2013: "La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi - disse in quell'occasione - ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l'illusione del futile, del provvisorio, che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza".
Per il Papa venuto "quasi dalla fine del mondo" ci sono infatti una globalizzazione "buona" e una sbagliata. Lo ha sottolineato anche incontrando nel 2013 gli universitari di Roma. Il modello giusto, disse "non è la sfera, in cui è livellata ogni sporgenza e scompare ogni differenza" ma il poliedro, che "include una molteplicità di elementi e rispetta l'unità nella varietà". E se l'indifferenza alle individualità è l'effetto collaterale da sfuggire, l'alternativa, proposta nell'udienza ai commercialisti del novembre scorso, è la "globalizzazione della solidarietà".
L'invito a compiere gesti di carità - La quaresima, raccomanda ora il Papa, "è un tempo propizio per mostrare questo interesse all'altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità". E questo anche quando, scrive Francesco nel suo messaggio, "siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire". Da qui l'invito a "non lasciarsi assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza" e a compiere invece "gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa". Oltre che a "non trascurare la forza della preghiera di tanti". E in questo senso il Papa annuncia l'iniziativa "24 ore per il Signore", che auspica "si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo".
Curia vaticana in ritiro ad Ariccia - Un invito, quello alla preghiera, che riguarda prima di tutto la Curia vaticana, che anche quest'anno sarà convocata per gli esercizi spirituali ad Ariccia, sui Castelli Romani, lontano dai sacri palazzi e in clima di meditazione, come Francesco aveva voluto già dall'anno scorso. Una nota della sala stampa annuncia che il ritiro avverrà ancora nella Casa del Divin Maestro, retta dai Paolini, da domenica 22 a venerdì 27 febbraio. Il comunicato annuncia anche che prosegue il tour di Bergoglio nelle parrocchie romane di cui è vescovo: domenica 8 febbraio sarà nella chiesa di San Michele Arcangelo a Pietralata e l'8 marzo nella chiesa del Santissimo Redentore a Tor Bella Monaca.
Il tweet per la Shoah - Intanto, per celebrare il giorno della memoria che ricorre oggi, papa Francesco ha lanciato un tweet dal proprio account personale: "Auschwitz grida il dolore di una sofferenza immane e invoca un futuro di rispetto, pace ed incontro tra popoli".
Chiese come "isole di misericordia" - Dopo la frase pronunciata a tre giorni dalla sua elezione - "come vorrei una Chiesa povera per i poveri" - Bergoglio tratteggia un altro frammento del suo sogno ecclesiale: "Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell'indifferenza!".
Francesco cita Benedetto XVI, chiedendo per la quaresima un "percorso di formazione del cuore". E aggiunge: "Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole" ma un cuore povero, che "conosce cioè le proprie povertà e si spende per l'altro" perché la Chiesa è "per sua natura missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini".
La globalizzazione "buona" e quella sbagliata - Il richiamo sull'indifferenza non è nuovo a Bergoglio, che lo ha fatto risuonare con forza già dal suo primo viaggio a Lampedusa, nel 2013: "La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi - disse in quell'occasione - ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l'illusione del futile, del provvisorio, che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza".
Per il Papa venuto "quasi dalla fine del mondo" ci sono infatti una globalizzazione "buona" e una sbagliata. Lo ha sottolineato anche incontrando nel 2013 gli universitari di Roma. Il modello giusto, disse "non è la sfera, in cui è livellata ogni sporgenza e scompare ogni differenza" ma il poliedro, che "include una molteplicità di elementi e rispetta l'unità nella varietà". E se l'indifferenza alle individualità è l'effetto collaterale da sfuggire, l'alternativa, proposta nell'udienza ai commercialisti del novembre scorso, è la "globalizzazione della solidarietà".
L'invito a compiere gesti di carità - La quaresima, raccomanda ora il Papa, "è un tempo propizio per mostrare questo interesse all'altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità". E questo anche quando, scrive Francesco nel suo messaggio, "siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire". Da qui l'invito a "non lasciarsi assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza" e a compiere invece "gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa". Oltre che a "non trascurare la forza della preghiera di tanti". E in questo senso il Papa annuncia l'iniziativa "24 ore per il Signore", che auspica "si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo".
Curia vaticana in ritiro ad Ariccia - Un invito, quello alla preghiera, che riguarda prima di tutto la Curia vaticana, che anche quest'anno sarà convocata per gli esercizi spirituali ad Ariccia, sui Castelli Romani, lontano dai sacri palazzi e in clima di meditazione, come Francesco aveva voluto già dall'anno scorso. Una nota della sala stampa annuncia che il ritiro avverrà ancora nella Casa del Divin Maestro, retta dai Paolini, da domenica 22 a venerdì 27 febbraio. Il comunicato annuncia anche che prosegue il tour di Bergoglio nelle parrocchie romane di cui è vescovo: domenica 8 febbraio sarà nella chiesa di San Michele Arcangelo a Pietralata e l'8 marzo nella chiesa del Santissimo Redentore a Tor Bella Monaca.
Il tweet per la Shoah - Intanto, per celebrare il giorno della memoria che ricorre oggi, papa Francesco ha lanciato un tweet dal proprio account personale: "Auschwitz grida il dolore di una sofferenza immane e invoca un futuro di rispetto, pace ed incontro tra popoli".