BERLINO. "Il voto greco mostra che nella Ue è anche possibile un'inversione di tendenza rispetto allo svuotamento della democrazia da parte dei poteri finanziari e delle politiche d'austerità". Lo dice Bodo Ramelow, astro nascente della Linke, che in Turingia è il primo governatore postcomunista della Germania unita.
A caldo cosa dice del voto greco?
"Sono felicissimo del successo di Syriza: è l'inizio di un processo che porta a formulare posizioni chiare dal punto di vista del popolo, della gente, del Paese reale".
Ma adesso quali spazi di negoziato ha Tsipras, è possibile un compromesso con la Troika o no?
"Io sono prima di tutto ottimista perché in Grecia vince una politica orientata prima di tutto secondo le necessità primarie della gente greca. Dobbiamo pensare a un'altra architettura dei piani di risanamento. Finora abbiamo risanato solo le grandi banche europee, ora persino la Bce pompa liquidità per le banche, non in Grecia: è un errore capitale, salvare i titoli sovrani e le banche senza programmi di calo del debito".
Berlino sembra reagire duramente, che significa?
"Le minacce tedesche non hanno impedito a Syriza di vincere le elezioni. Spero che Tsipras presenti al più presto posizioni negoziali chiare. Impegnandosi certo anche a scovare i ricchi evasori ellenici".
Possibile, senza benevolenza di Berlino e Bruxelles?
"Ha vinto le elezioni, formulerà le sue posizioni negoziali, e devono smetterla di sparargli cannonate mentre tacciono sull'autocrate Orbàn".
La vittoria di Tsipras è una svolta per l'Europa?
"Stanno per votare in Spagna, Podemos ha grandi speranze. Questi movimenti liberal di sinistra non settari hanno adesso una nuova chance: non neutralizzare la voglia di cambiamento come invece ha fatto Grillo. I nuovi movimenti devono vincere sottolineando differenze costitutive dalla destra populista: Tsipras si batte per tutti, migranti compresi, Marine Le Pen e Salvini vogliono spaccare le società. Tsipras dà coraggio dicendo che nessun giovane può essere disoccupato e nessun bimbo può avere fame. Gli Stati nazionali devono rafforzarsi a fronte di politiche asociali, l'Europa deve fornire solo i minimi standard comuni".
A caldo cosa dice del voto greco?
"Sono felicissimo del successo di Syriza: è l'inizio di un processo che porta a formulare posizioni chiare dal punto di vista del popolo, della gente, del Paese reale".
Ma adesso quali spazi di negoziato ha Tsipras, è possibile un compromesso con la Troika o no?
"Io sono prima di tutto ottimista perché in Grecia vince una politica orientata prima di tutto secondo le necessità primarie della gente greca. Dobbiamo pensare a un'altra architettura dei piani di risanamento. Finora abbiamo risanato solo le grandi banche europee, ora persino la Bce pompa liquidità per le banche, non in Grecia: è un errore capitale, salvare i titoli sovrani e le banche senza programmi di calo del debito".
Berlino sembra reagire duramente, che significa?
"Le minacce tedesche non hanno impedito a Syriza di vincere le elezioni. Spero che Tsipras presenti al più presto posizioni negoziali chiare. Impegnandosi certo anche a scovare i ricchi evasori ellenici".
Possibile, senza benevolenza di Berlino e Bruxelles?
"Ha vinto le elezioni, formulerà le sue posizioni negoziali, e devono smetterla di sparargli cannonate mentre tacciono sull'autocrate Orbàn".
La vittoria di Tsipras è una svolta per l'Europa?
"Stanno per votare in Spagna, Podemos ha grandi speranze. Questi movimenti liberal di sinistra non settari hanno adesso una nuova chance: non neutralizzare la voglia di cambiamento come invece ha fatto Grillo. I nuovi movimenti devono vincere sottolineando differenze costitutive dalla destra populista: Tsipras si batte per tutti, migranti compresi, Marine Le Pen e Salvini vogliono spaccare le società. Tsipras dà coraggio dicendo che nessun giovane può essere disoccupato e nessun bimbo può avere fame. Gli Stati nazionali devono rafforzarsi a fronte di politiche asociali, l'Europa deve fornire solo i minimi standard comuni".