Esteri

Ucraina, Kiev dichiara Russia "stato aggressore". Onu: a Mariupol forse crimini di guerra

Il Parlamento ucraino ha anche approvato una risoluzione nella quale considera le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk come "organizzazioni terroristiche". I leader dei 28 paesi dell'Unione europea pronti a nuove misure restrittive verso la Russia

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KIEV - Dopo la strage di Mariupol costata la vita a oltre trenta persone e per la quale sono stati accusati i ribelli filorussi, resta altissima la tensione in Ucraina. Oggi il bollettino di guerra parla di 9 soldati uccisi e 29 feriti nelle ultime 24 ore. Intanto la Rada, il Parlamento ucraino, ha approvato una risoluzione che riconosce la Russia come "Paese aggressore" e le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk come "organizzazioni terroristiche".

L'organo legislativo di Kiev ha chiesto inoltre "ai partner internazionali dell'Ucraina di non lasciare impuniti i colpevoli dei crimini contro l'umanità commessi dall'inizio dell'aggressione russa". La dichiarazione è stata bollata come "irresponsabile" da Mosca e Putin ha rincarato la dose, paragonando l'Occidente ai nazisti (per la sua volontà di "dominio del mondo") e l'est ucraina ad Auschwitz (poiché "vengono uccisi i civili a sangue freddo"), proprio nel giorno in cui il Capo del Cremlino è il grande assente nelle commemorazioni della Shoah.

L'escalation militare nel sud-est dell'ex repubblica sovietica preoccupa la comunità internazionale. Secondo l'Onu gli attacchi sulla città ucraina di Mariupol del fine settimana "hanno deliberatamente preso di mira i civili" e potrebbero costituire "crimini di guerra". Ad affermarlo il capo degli affari politici delle nazioni Unite, Jeffrey Feltman, in una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza. "Tali attacchi hanno violato il diritto internazionale umanitario - ha proseguito - e bisogna inviare un messaggio inequivocabile: i responsabili devono essere assicurati alla giustizia".

Anche l'Unione europea si interroga sul nuovo divampare del conflitto e su quali misure intraprendere per fermare l'escalation. I leader dei 28 Paesi dell'Ue stanno valutando ulteriori sanzioni nei confronti della Russia, ritenuta responsabile del sostegno militare ai ribelli separatisti. "Chiediamo al prossimo Consiglio Affari esteri Ue di valutare la situazione in Ucraina dell'est e considerare qualsiasi azione adeguata, in particolare ulteriori misure restrittive, per una veloce e piena attuazione degli accordi di Minsk" hanno scritto i leader dei 28, "preoccupati per il deterioramento della situazione".

Anche il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni ha anticipato che il messaggio che uscirà dal prossimo Consiglio degli Affari esteri europeo, previsto per giovedì, potrebbe essere una richiesta alla Russia per "un impegno serio ad evitare l'escalation nelle regioni orientali ucraine e per rispettare gli accordi di Minsk".