Esteri

"Is, 'foreign fighter' italiano ucciso a Kobane". Testimone: è tunisino che viveva a Milano

La segnalazione su Twitter parlava di un veneziano di nome Francesco colpito a Kobane da un cecchino curdo. In serata la testimonianza forse decisiva per l'identificazione: si tratterebbe di un immigrato della Tunisia partito per la Siria a novembre e morto durante i raid giordani contro i jihadisti

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ROMA - "Un combattente italiano, probabilmente un veneziano di nome Francesco - ma con l'appellativo di battaglia di Abu Izat al-Islam - sarebbe morto a Kobane, nel Kurdistan siriano. Ucciso da una donna cecchino curda". La notizia in questi termini è stata diffusa da un account Twitter in lingua turca ed ha aperto un giallo che ha mobilitato per tutta la giornata di oggi anche gli investigatori italiani. In serata, poi, è arrivata una testimonianza che potrebbe svelare il mistero.

La notizia da Twitter era stata rilanciata oggi su Facebook dal giornalista Toni Capuozzo: "L'italiano si era unito alle forze dello Stato Islamico da circa due mesi quando sarebbe rimasto ucciso ai primi di febbraio da forze peshmerga".
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Di conferme, però, non ne sono arrivate. "Non c'è alcuna conferma della morte di un cittadino italiano a Kobane", ha detto al telefono ad Aki (Adnkronos International) Idriss Nassan, vice ministro degli Esteri del distretto di Kobane e membro del Comitato per la ricostruzione della città, riconquistata a fine gennaio dai curdi dopo quattro mesi di assedio imposto dall'Is.

Anche secondo fonti investigative qualificate italiane, non ci sarebbero al momento elementi concreti che possano confermare la morte di un italiano. La priorità indicata è comunque quella di "cercare di capire" la veridicità o meno della notizia diffusa ieri in rete da fonti curde relativa all'episodio che sarebbe avvenuto il 3 febbraio scorso a Kobane. Secondo gli investigatori, il quadro al momento era "molto lacunoso" e senza elementi neanche per dare una corrispondenza tra il nome del combattente che sarebbe stato ucciso e la foto diffusa in rete che ritrae un giovane sorridente con la barba e con un mitra in mano.

In serata, poi, la svolta: il combattente dell'Is ucciso e ritratto nella foto su Twitter sarebbe un tunisino di 36 anni, che ha vissuto tra Ravenna e Milano. Alla probabile identificazione della persona ritratta nell'immagine si sarebbe giunti - spiegano fonti investigative - dopo una egnalazione fatta da una donna di Ravenna a un sito veneziano, 'VeneziaToday'. La donna racconta di aver conosciuto bene il 36enne in foto, di cui ha fornito anche il nome. "Guardando le immagini - ha spiegato - io e mio marito l'abbiamo riconosciuto subito, spesso uscivamo insieme quando abitava a Ravenna".

Secondo la testimone, il tunisino si sarebbe poi trasferito a Milano, per lavorare come barista. "Mio marito - ha proseguito - è un suo connazionale. Abbiamo saputo che a novembre era partito per la Siria per combattere con l'Isis". La stessa fonte dice di aver saputo "che era morto a causa di uno dei bombardamenti giordani dopo la diffusione del video sull'uccisione del pilota d'aereo. Le date corrispondono".