Esteri

Libia, Is annuncia coprifuoco a Sirte. Decine di morti in tre attentati kamikaze

Dopo la presa della città, il gruppo jihadista avverte i residenti che il provvedimento inizia dopo la preghiera dell'Ishaa. Mogherini: "Sostegno forte a mediazione Onu"

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TRIPOLI - Almeno 47 morti (tre dei quali egiziani) e 80 feriti, stamani, in Libia per tre attentati suicidi coordinati, che hanno colpito la città di al Qubah, a ovest di Derna, nell'est del Paese. Il bilancio, però, potrebbe aggravarsi dato che, stando a quanto riferiscono fonti dell'ospedale "al Bayda" della cittadina, 26 dei feriti sono in condizioni molto gravi. Al Qubah si trova ad una quarantina di chilometri da Derna, la città trasformata in Califfato da jihadisti affiliatisi all'Is. L'attacco è stato rivendicato dallo Stato islamico, stando a quanto riferisce l'emittente locale Libya al Hurra. Il comunicato precisa che l'azione è stata condotta da "due cavalieri". Il testo di rivendicazione è rilanciato da un tweet accreditato da media libici. Il network dell'Is ha pubblicato le foto dei due kamikaze e una dell'esplosione in città.

Secondo fonti locali, l'attentato ha colpito il quartier generale della sicurezza e una stazione di servizio. Molte delle vittime sarebbero civili. Gli attacchi sembrano essere una risposta ai raid aerei condotti dall'Egitto contro obiettivi dello Stato islamico a Derna, ha detto alla televisione al-Arabiya il presidente del Parlamento, Aguila Saleh, secondo il quale negli attacchi sono morte oltre 30 persone. Diverso il bilancio fornito dall'emittente al-Jazeera, secondo cui i morti a Qubbah sarebbero 13.

Secondo fonti locali, l'aviazione libica oggi "ha bombardato Derna".

Egitto condanna attacchi.
Il ministero degli Esteri dell'Egitto ha condannato i tre attentati simultanei in Libia. In un comunicato, il portavoce del ministero Badr Abdelati, ha espresso le sue più "sincere condoglianze" alle famiglie delle vittime, al governo e al popolo libico, augurando infine pronta guarigione ai feriti. "L'Egitto sostiene il governo legittimo della Libia nella sua lotta contro il terrorismo. La comunità internazionale deve assumersi le proprie responsabilità sulla grave situazione in Libia, che minaccia la sicurezza e la pace internazionali", ha detto Abdelati nel comunicato. L'Egitto, inoltre, evita di fare alcun commento sulle informazioni circolate l'altro ieri circa un'incursione di forze speciali egiziane a Derna. Un portavoce del dicastero Esteri ha detto che "non spetta al ministero degli Affari esteri commentare queste notizie. Spetta al ministero della Difesa di farlo". Alla Difesa un portavoce, ricordando che "non è stato pubblicato alcun comunicato, né di conferma, né di smentita", ha detto che "evita qualsiasi commento su tale questione".

Tobruk dice no a governo unità nazionale. Governo e Parlamento di Tobruk, quelli riconosciuti a livello internazionale, stando a quanto riferiscono fonti libiche, hanno respinto una proposta avanzata da "ambienti occidentali" e Onu sulla formazione di un governo di unità nazionale libico entro una settimana al fine di combattere l'Is.

Coprifuoco a Sirte
. Sempre stamani lo Stato islamico ha annunciato il coprifuoco a Sirte questa mattina dopo aver occupato la sede dell'emittente radiofonica locale. Lo riferisce l'emittente Sky News Arabia, secondo la quale i miliziani dello Stato islamico hanno avvertito i residenti di Sirte che il coprifuoco inizierà dopo la preghiera dell'Ishaa, prevista alle 20 ora locale. Il gruppo jihadista ha preso ieri il pieno controllo della città, occupandone l'università e tutti gli edifici pubblici. Due giorni fa, inoltre, la cellula locale del gruppo di Abu Bakr al Baghdadi aveva pubblicato un video relativo a una parata dei miliziani nella città libica.

Renzi: "Con Merkel su stessa posizione". Dopo la riunione del Cdm di oggi, il premier Matteo Renzi ha affermato di aver parlato di Libia con la cancelliera tedesca, Angela Merkel: "Ne abbiamo discusso anche oggi, con la cancelliera Merkel abbiamo la stessa posizione e spero che continueremo ad averla", ha affermato, mentre il ministro della Cooperazione internazionale egiziano, Naglaa Al Ahwany, è convinto che "per il suo bene l'Italia debba assumere una posizione forte e decisa contro l'Is".

Premier Tripoli: "Stop a dialogo dopo raid Egitto". Intanto, il premier del governo di Tripoli (non riconosciuto dalla comunità internazionale, ma comunque una delle parti del conflitto in corso in Libia) Omar al Hasi, ritiene che "non si possa più proseguire con il dialogo nazionale sponsorizzato dall'Onu (per opera dell'inviato speciale Bernardino Leon)" dopo i recenti raid aerei egiziani sulla Libia, seppur contro Is. Si tratta dell'ultimo episodio della guerra per procura che vede il cosiddetto governo ombra di Tripoli, sostenuto da Qatar e Turchia, scontrarsi con quello 'laico' di Abdullah al Thani, (riconosciuto dalla comunità internazionale) a Beida, sostenuto da Egitto (in primis tramite il generale Khalifa Haftar) ed Emirati Arabi Uniti. Al Hasi ha anche accusato i gruppi di ex gheddafiani di essere dietro la nascita dello Stato islamico a Sirte. Citato dal quotidiano egiziano al Mesrioon, al Hasi ha affermato che "i gruppi armati che abbiamo visto non sono altro che elementi legati al defunto colonnello Muhammar Gheddafi, ai suoi servizi segreti e a quelli di paesi vicini".

Migliaia di egiziani bloccati a frontiera con Tunisia. Sono migliaia gli egiziani bloccati, in territorio libico, al valico tunisino di Ras Jedir, non riuscendo a passare la frontiera per cercare di rientrare nel Paese d'origine. Lo riferiscono alcune radio locali della zona frontaliera tunisina, anche se non spiegano i motivi di questa situazione, che potrebbe essere determinata dall'elevato numero di persone che premono per passare il confine, dove i controlli sono stati intensificati, prolungando le procedure. Alcune centinaia di cittadini egiziani (che in precedenza lavoravano in Libia, da dove ora cercano di scappare) sono diretti verso l'aeroporto di Djerba Zarsis, da dove dovrebbe
partire un ponte aereo per rimpatriarli.

Mogherini: "Sostegno a mediazione Onu".
Per l'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Federica Mogherini, invece, "Da tutti è arrivato un sostegno forte alla mediazione che sta conducendo l'inviato speciale del segretario generale dell'Onu, Bernardino Leon, per un governo di unità nazionale" in Libia. "L'Ue ha fortemente voluto mettere attorno allo stesso tavolo per discutere di Libia le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e l'Egitto, il paese vicino più direttamente colpito in questi giorni dalle violenze dei terroristi che combattono nell'area - ha spiegato Mogherini  lasciando la riunione a Washington con il segretario di Stato americano John Kerry, il segretario generale dl'Onu, Ban Ki Moon, e il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry- e la riunione di oggi al dipartimento di Stato ha prodotto un risultato importante. Da tutti è arrivato un sostegno forte alla mediazione che sta conducendo l'inviato speciale del segretario generale dell'Onu, Bernardino Leon, per un governo di unità nazionale, che la comunità internazionale è pronta a sostenere nella lotta contro il Daesh (Is, ndr)". "Abbiamo stabilito - ha concluso Mogherini - di mantenere costante il coordinamento tra di noi per definire insieme i passi successivi da compiere".

Gentiloni: "Se fallisce Onu, ipotesi diverse". Per il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, "non ci sono al momento alternative" al tentativo dell'Onu di "dar vita a una fase politica" in Libia. Nel caso di fallimento di tale tentativo, ha detto, non si escludono "ipotesi
diverse".