Il governo internazionalmente riconosciuto di Beida, legato al parlamento di Tobruk, ha deciso di cancellare tutti i contratti con le aziende turche e "di riesaminare quelli in essere con tutte le società straniere in ogni aerea". Così il testo del comunicato apparso domenica sera sul sito del governo. Il governo del premier Abdullah al Thani non ha fornito alcuna giustificazione per la mossa contro la Turchia che sembra però inevitabilmente una rappresaglia commerciale al sostegno del governo di Ankara (insieme al Qatar) agli islamisti che governano dalla scorsa estate a Tripoli.
Fonti del governo turco hanno detto alla Reuters che si sta valutando la situazione nel Paese nordafricano, dove la presenza turca è storicamente molto forte. Al Thani e il suo parlamento sono attualmente confinati nell'Est del Paese da quando il gruppo Libya Dawn (alba della Libia) ha preso il controllo della capitale Tripoli e reinstallato la precedente assemblea. Le maggiori potenze mondiali hanno boicottato il governo di Tripoli, accusato di essere sostenuto dai gruppi armati fondamentalisti. Ma è anche in corso un'iniziativa di dialogo promossa dall'Onu tra i due parlamenti. La Turchia è tra i pochi Paesi ad aver continuato a mantenere rapporti con le autorità di Tripoli, anche se nega di essersi schierata e sostiene ufficialmente gli sforzi di mediazione dell'Onu. Il bando per le aziende turche sarebbe comunque limitato alle aree dell'est controllate da Al Thani. La maggior parte del territorio occidentale è sotto il controllo delle forze islamiste. Il governo di Al Thani ha proibito l'ingresso nel Paese di palestinesi, siriani e sudanesi, con la motivazione che possono portare pericoli per la sicurezza del Paese.
TIMELINE: DALLE ELEZIONI AL PAESE DIVISO
Ma anche gli sfozi diplomatici dell'Onu rischiano ora di essere vanificati da un'iniziativa di boicottaggio di Al Thani. ll Parlamento libico di Tobruk ha infatti annunciato di aver sospeso la sua partecipazione al dialogo nazionale sponsorizzato dell'Onu. Il terzo round dei colloqui è in programma giovedì a Rabat, in Marocco. Il portavoce del parlamento di Torbuk, Faraj Buhashim, aveva già ventilato la possibilità di boicottare il dialogo in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano pan-arabo al Sharq al Awasat. Potremmo annunciare di "fermare, definitivamente, il dialogo a seguito degli attacchi terroristici che hanno colpito decine di civili ad al-Qubbah", ha detto Buhashim in riferimento agli attacchi suicidi nella città della Libia orientale, a ovest di Derna, rivendicati da jihadisti legati all'autoproclamato Stato Islamico (Is). "Fermeremo tutto per discutere la sospensione della farsa del dialogo", ha ribadito Buhashim.
Fonti del governo turco hanno detto alla Reuters che si sta valutando la situazione nel Paese nordafricano, dove la presenza turca è storicamente molto forte. Al Thani e il suo parlamento sono attualmente confinati nell'Est del Paese da quando il gruppo Libya Dawn (alba della Libia) ha preso il controllo della capitale Tripoli e reinstallato la precedente assemblea. Le maggiori potenze mondiali hanno boicottato il governo di Tripoli, accusato di essere sostenuto dai gruppi armati fondamentalisti. Ma è anche in corso un'iniziativa di dialogo promossa dall'Onu tra i due parlamenti. La Turchia è tra i pochi Paesi ad aver continuato a mantenere rapporti con le autorità di Tripoli, anche se nega di essersi schierata e sostiene ufficialmente gli sforzi di mediazione dell'Onu. Il bando per le aziende turche sarebbe comunque limitato alle aree dell'est controllate da Al Thani. La maggior parte del territorio occidentale è sotto il controllo delle forze islamiste. Il governo di Al Thani ha proibito l'ingresso nel Paese di palestinesi, siriani e sudanesi, con la motivazione che possono portare pericoli per la sicurezza del Paese.
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Ma anche gli sfozi diplomatici dell'Onu rischiano ora di essere vanificati da un'iniziativa di boicottaggio di Al Thani. ll Parlamento libico di Tobruk ha infatti annunciato di aver sospeso la sua partecipazione al dialogo nazionale sponsorizzato dell'Onu. Il terzo round dei colloqui è in programma giovedì a Rabat, in Marocco. Il portavoce del parlamento di Torbuk, Faraj Buhashim, aveva già ventilato la possibilità di boicottare il dialogo in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano pan-arabo al Sharq al Awasat. Potremmo annunciare di "fermare, definitivamente, il dialogo a seguito degli attacchi terroristici che hanno colpito decine di civili ad al-Qubbah", ha detto Buhashim in riferimento agli attacchi suicidi nella città della Libia orientale, a ovest di Derna, rivendicati da jihadisti legati all'autoproclamato Stato Islamico (Is). "Fermeremo tutto per discutere la sospensione della farsa del dialogo", ha ribadito Buhashim.