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Egitto, censura sulla primavera dei graffiti

Bloccata la distribuzione di Walls of Freedom, la raccolta di immagini di cento tra artisti e fotografi che documentano i murales nati nel corso degli ultimi anni di rivoluzione di FRANCESCA CAFERRI
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Prima vennero i comici, seguirono i blogger: ora gli ultimi in ordine di tempo sono gli street artist. La guerra del nuovo governo egiziano contro i portabandiera della rivoluzione che quattro anni fa prometteva di cambiare il paese ha trovato un nuovo obbiettivo: i giovani che hanno fatto di spray e stencil le loro armi. Le autorità egiziane hanno sequestrato nel porto di Alessandria 400 copie di Walls of Freedom, il libro che raccoglie le foto dei migliori graffiti della rivoluzione egiziana. L'accusa: "incitare alla rivolta" e "spiegare come ribellarsi al potere".

Realizzato con il contributo di 100 fotografi e altrettanti artisti, arricchito dai testi di alcuni dei più famosi scrittori egiziani, reso possibile da una campagna di crowdfunding che ha ampiamente superato gli obiettivi che si era posta, Walls of Freedom documenta il lavoro dei tantissimi giovani che per tre anni hanno raccontato quello che accadeva in Egitto sui muri delle loro citt&ag…
Prima vennero i comici, seguirono i blogger: ora gli ultimi in ordine di tempo sono gli street artist. La guerra del nuovo governo egiziano contro i portabandiera della rivoluzione che quattro anni fa prometteva di cambiare il paese ha trovato un nuovo obbiettivo: i giovani che hanno fatto di spray e stencil le loro armi. Le autorità egiziane hanno sequestrato nel porto di Alessandria 400 copie di Walls of Freedom, il libro che raccoglie le foto dei migliori graffiti della rivoluzione egiziana. L'accusa: "incitare alla rivolta" e "spiegare come ribellarsi al potere".

Realizzato con il contributo di 100 fotografi e altrettanti artisti, arricchito dai testi di alcuni dei più famosi scrittori egiziani, reso possibile da una campagna di crowdfunding che ha ampiamente superato gli obiettivi che si era posta, Walls of Freedom documenta il lavoro dei tantissimi giovani che per tre anni hanno raccontato quello che accadeva in Egitto sui muri delle loro città. Il volto di Nefertiti con la maschera anti-gas di El Zeft, gli stencil firmati El Moshir e le donne che si ribellano alle molestie  realizzate da Mira Shihaded si affiancano alle immagini realizzate da artisti meno famosi. Il tutto per documentare una forma d'arte destinata a scomparire sotto i colpi di smog e cambiamenti urbani ma che ha avuto un ruolo fondamentale nei mesi della rivoluzione: narrare senza filtri né censure le speranze e i sentimenti degli egiziani.

Il libro, in commercio dal 2014, è rimasto senza problemi per mesi sugli scaffali egiziani, ma la scorsa settimana una cassa di volumi è stata individuata e sequestrata ad Alessandria. Contattato dalla stampa internazionale, l'ufficio della censura egiziano ha negato ogni coinvolgimento: ma non per questo i volumi sono stati dissequestrati. Anzi: contro il libro e i suoi distributori è stata intentata una causa, centrata sul mancato pagamento di alcuni bolli. Con il risultato di bloccare nel porto le copie che tante librerie egiziane aspettavano: "È un caso che dimostra bene dove va l'Egitto di oggi - spiega al telefono da Berlino il curatore Don Karl - i poliziotti hanno sequestrato i volumi prima ancora che gli venisse ordinato, per dimostrare fedeltà a un'idea di paese che teme ogni forma di possibile critica. Nel libro non ci sono che immagini e testi che ricordano la rivoluzione".

Una rivoluzione temuta e ormai osteggiata dal governo dell'ex generale Al Sisi, che ha costretto all'esilio i principali simboli di quei giorni. Il comico Bassem Youssef colpevole di prendere in giro ogni potente di turno è stato cacciato dalla tv egiziana ed è finito ad Harvard a preparare un documentario: Tickling giants, fare il solletico ai giganti, è il titolo, che già dice molto. In carcere ci sono invece i blogger che fra i primi hanno ispirato la rivolta, Alaa Abdel Fattah, Ahmed Douma e Ahmed Maher: resteranno in prigione per anni, nella speranza che il fuoco della rivoluzione si spenga del tutto. Ma l'Egitto non sembra pronto a dimenticare: dopo il sequestro Walls of Freedom è diventato uno dei libri più venduti su Amazon.