MOSCA - Gazprom ha ricevuto dall'Ucraina Naftogaz 15 milioni di dollari come prepagamento per le forniture di gas per il mese di marzo. Lo ha confermato il portavoce del colosso energetico russo, Serghei Kupryanov, il quale ha però avvertito che la somma basterà per coprire solo 24 ore. "Basterà ancora per un giorno, cioé fino a martedì, lunedì incluso", ha precisato il ministro dell'Energia russo Aleksander Novak che sembra così escludere un'interruzione delle forniture all'Ucraina prima del vertice Kiev-Mosca-Ue di lunedì a Bruxelles.
La sua partecipazione al vertice, la Russia l'ha confermata oggi. Lunedì a Bruxelles il tentativo sarà quello di trovare una soluzione alla disputa con Kiev sulle forniture di gas ai separatisti filorussi dell'est da parte di Gazprom. "Ho confermato la mia partecipazione - ha dichiarato Novak - e abbiamo previsto di discutere l'insieme delle questioni". La riunione trilaterale dei ministri dell'Energia è stata proposta dalla commissione europea, che teme che un inasprimento delle relazioni tra Mosca e Kiev sul tema del gas possa danneggiare le forniture ai paesi Ue, che transitano attraverso l'Ucraina. Minaccia già paventata dal presidente russo Vladimir Putin appena due giorni fa.
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La tensione sul gas era di nuovo cresciuta dopo che Gazprom, la settimana scorsa, aveva iniziato ad approvvigionare direttamente le zone sotto il controllo dei ribelli in est Ucraina, perché Kiev aveva cessato di farlo. Kiev ha pagato, ma ancora non basta. Nel frattempo la compagnia di Stato ucraina Naftogaz spera di acquistare maggior quantità di gas dall'Europa a marzo, mentre tenta di diventare indipendente dalle forniture russe. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato Andriy Kobolev. Secondo gli accordi in vigore, la Russia fornirà gas a prezzo scontato a Kiev fino al 31 marzo.
La tregua vacilla. Osservatori dell'Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e membri della Croce Rossa sono finiti sotto il fuoco nella regione orientale di Donetsk. Lo ha denunciato il 'leader' dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk Alexander Zakharchenko. Mancano al momento conferme indipendenti. Inoltre tre militari ucraini sono stati uccisi e altri sette feriti negli scontri avvenuti nelle ultime 24 ore, dopo due giorni di calma: lo hanno reso noto le autorità di Kiev, senza fornire ulteriori dettagli. I separatisti hanno comunque annunciato di aver iniziato il ritiro dal fronte dei sistemi missilistici Grad. Lo riporta l'agenzia Interfax precisando di aver visto un convoglio di quattro lanciarazzi lasciare la 'linea di contatto'. Il vice ministro della Difesa dei ribelli di Donetsk, Eduard Basurin, ha comunque sottolineato che al momento non si prevede il ritiro delle armi pesanti "dai tratti dove c'è minaccia di scontri, in particolare vicino all'aeroporto di Donetsk". Per il presidente ucraino Petro Poroshenko "anche nello scenario più ottimistico, la minaccia dall'est sfortunatamente resta".
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Sanzioni alla Russia, Lavrov: Washington ha fallito. E' una guerra fredda che sta gelando più Paesi. "Nonostante una campagna senza precedenti per il suo peso, Washington non è riuscita a creare una coalizione globale anti-russa" ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, facendo riferimento alle sanzioni imposte a causa delle azioni di Mosca nella crisi ucraina. "Le pressioni esterne non faranno cambiare la politica estera di Mosca, che reputiamo corretta", ha detto Lavrov, secondo quanto riferito dalle agenzie stampa russe. "Con l'immensa maggioranza dei Paesi del mondo, inclusi molti europei, manteniamo un dialogo in piena parità e basato sul mutuo rispetto", ha dichiarato Lavrov aggiungendo che "le pressioni dall'esterno non porteranno la Russia a rivedere il suo corso fondamentale" in politica estera, "che consideriamo corretto". "Abbiamo detto più di una volta che scivolare nel confronto e nell'autoisolamento non è nostra scelta", ha sottolineato.
La sua partecipazione al vertice, la Russia l'ha confermata oggi. Lunedì a Bruxelles il tentativo sarà quello di trovare una soluzione alla disputa con Kiev sulle forniture di gas ai separatisti filorussi dell'est da parte di Gazprom. "Ho confermato la mia partecipazione - ha dichiarato Novak - e abbiamo previsto di discutere l'insieme delle questioni". La riunione trilaterale dei ministri dell'Energia è stata proposta dalla commissione europea, che teme che un inasprimento delle relazioni tra Mosca e Kiev sul tema del gas possa danneggiare le forniture ai paesi Ue, che transitano attraverso l'Ucraina. Minaccia già paventata dal presidente russo Vladimir Putin appena due giorni fa.
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La tensione sul gas era di nuovo cresciuta dopo che Gazprom, la settimana scorsa, aveva iniziato ad approvvigionare direttamente le zone sotto il controllo dei ribelli in est Ucraina, perché Kiev aveva cessato di farlo. Kiev ha pagato, ma ancora non basta. Nel frattempo la compagnia di Stato ucraina Naftogaz spera di acquistare maggior quantità di gas dall'Europa a marzo, mentre tenta di diventare indipendente dalle forniture russe. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato Andriy Kobolev. Secondo gli accordi in vigore, la Russia fornirà gas a prezzo scontato a Kiev fino al 31 marzo.
La tregua vacilla. Osservatori dell'Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e membri della Croce Rossa sono finiti sotto il fuoco nella regione orientale di Donetsk. Lo ha denunciato il 'leader' dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk Alexander Zakharchenko. Mancano al momento conferme indipendenti. Inoltre tre militari ucraini sono stati uccisi e altri sette feriti negli scontri avvenuti nelle ultime 24 ore, dopo due giorni di calma: lo hanno reso noto le autorità di Kiev, senza fornire ulteriori dettagli. I separatisti hanno comunque annunciato di aver iniziato il ritiro dal fronte dei sistemi missilistici Grad. Lo riporta l'agenzia Interfax precisando di aver visto un convoglio di quattro lanciarazzi lasciare la 'linea di contatto'. Il vice ministro della Difesa dei ribelli di Donetsk, Eduard Basurin, ha comunque sottolineato che al momento non si prevede il ritiro delle armi pesanti "dai tratti dove c'è minaccia di scontri, in particolare vicino all'aeroporto di Donetsk". Per il presidente ucraino Petro Poroshenko "anche nello scenario più ottimistico, la minaccia dall'est sfortunatamente resta".
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Sanzioni alla Russia, Lavrov: Washington ha fallito. E' una guerra fredda che sta gelando più Paesi. "Nonostante una campagna senza precedenti per il suo peso, Washington non è riuscita a creare una coalizione globale anti-russa" ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, facendo riferimento alle sanzioni imposte a causa delle azioni di Mosca nella crisi ucraina. "Le pressioni esterne non faranno cambiare la politica estera di Mosca, che reputiamo corretta", ha detto Lavrov, secondo quanto riferito dalle agenzie stampa russe. "Con l'immensa maggioranza dei Paesi del mondo, inclusi molti europei, manteniamo un dialogo in piena parità e basato sul mutuo rispetto", ha dichiarato Lavrov aggiungendo che "le pressioni dall'esterno non porteranno la Russia a rivedere il suo corso fondamentale" in politica estera, "che consideriamo corretto". "Abbiamo detto più di una volta che scivolare nel confronto e nell'autoisolamento non è nostra scelta", ha sottolineato.