Ucraina, accordo con la Russia per le forniture di gas
Con la mediazione dell'Ue trovata un intesa valida fino a fine mese. Garantito anche l'approvvigionamento all'Unione europea. Convocata un'altra riunione per discutere del "pacchetto estivo". Hollande, Merkel, Poroshenko e Putin sull'attuazione degli accordi di Minsk: "Progressi, ma la situazione va migliorata"
BRUXELLES - Trovata l'intesa sul gas tra Russia e Ucraina, che garantisce anche le forniture all'Ue fino a fine marzo. "Siamo riusciti a salvaguardare l'applicazione del pacchetto invernale per le forniture all'Ucraina" e quelle all'Ue "restano sicure", ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea con la delega all'energia, Maros Sefcovic, dopo oltre sei ore di trattative. Un nuovo trilaterale si terrà entro la fine del mese per discutere delle forniture per l'estate.
Sefcovic ha mediato tra il ministro russo dell'Energia Alexander Novak e l'ucraino Vladimir Demchishin. "Il risultato dell'incontro di oggi può aiutare a superare le differenze sulle forniture di gas tra Ucraina e Russia, e questi sforzi - ha commentato l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini - sono parte del sostegno concreto dell'Ue all'attuazione degli accordi di Minsk".
L'intesa siglata a Bruxelles prevede il "pieno rispetto del pacchetto invernale"…
Sefcovic ha mediato tra il ministro russo dell'Energia Alexander Novak e l'ucraino Vladimir Demchishin. "Il risultato dell'incontro di oggi può aiutare a superare le differenze sulle forniture di gas tra Ucraina e Russia, e questi sforzi - ha commentato l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini - sono parte del sostegno concreto dell'Ue all'attuazione degli accordi di Minsk".
L'intesa siglata a Bruxelles prevede il "pieno rispetto del pacchetto invernale"…
BRUXELLES - Trovata l'intesa sul gas tra Russia e Ucraina, che garantisce anche le forniture all'Ue fino a fine marzo. "Siamo riusciti a salvaguardare l'applicazione del pacchetto invernale per le forniture all'Ucraina" e quelle all'Ue "restano sicure", ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea con la delega all'energia, Maros Sefcovic, dopo oltre sei ore di trattative. Un nuovo trilaterale si terrà entro la fine del mese per discutere delle forniture per l'estate.
Sefcovic ha mediato tra il ministro russo dell'Energia Alexander Novak e l'ucraino Vladimir Demchishin. "Il risultato dell'incontro di oggi può aiutare a superare le differenze sulle forniture di gas tra Ucraina e Russia, e questi sforzi - ha commentato l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini - sono parte del sostegno concreto dell'Ue all'attuazione degli accordi di Minsk".
L'intesa siglata a Bruxelles prevede il "pieno rispetto del pacchetto invernale" sulle forniture di gas concordato lo scorso ottobre, con Naftogaz che s'impegna a onorare il sistema dei prepagamenti, a ordinare sufficienti quantità di gas per coprire il fabbisogno interno per marzo a Gazprom e garantire il transito delle forniture all'Ue. Gazprom a sua volta s'impegna a consegnare 114 mcm (million cubic meters) al giorno di gas prepagato nei punti stabiliti. Le forniture a Lungansk e Donetsk, le aree del conflitto tra Kiev e i ribelli filorussi, sono sono invece una questione "altamente complessa in termini legali, tecnici e politici" per cui "sarà ulteriormente discussa". Mosca e Kiev hanno inoltre "espresso la loro volontà di continuare i trilaterali" sul seguito al pacchetto invernale che scade a fine mese, in linea con gli accordi di Minsk. Le parti sono invitate da Bruxelles a presentare le loro proposte per il prossimo incontro che si terrà "prima della fine di marzo".
Il sistema messo in piedi con la mediazione dell'ex commissario Ue all'energia Guenther Oettinger a fine ottobre aveva funzionato per tutto l'inverno, sino a quando circa una settimana fa hanno di nuovo cominciato a partire le accuse incrociate tra Kiev e Mosca e le minacce di stop alle forniture. Mosca ha accusato Kiev di aver tagliato il gas all'Est del Paese dopo una serie di esplosioni lungo il gasdotto nella zona controllata dai ribelli, e ha così inviato forniture parlando di aiuti umanitari. Ma poi, secondo Kiev, ha mandato la fattura. Da qui il rimpallo di responsabilità su chi ha tagliato cosa e in quali quantità, e le minacce di Gazprom e Putin di tagli alle forniture anche verso l'Unione europea. "Impossibile verificare sul posto", hanno ammesso alla Commissione Ue, dove Sefcovic ha proposto di separare la questione Donbass da quella del pacchetto invernale, senza il cui rispetto sarebbe venuta meno anche la discussione per quello estivo.
Mentre a Bruxelles si affrontava il problema delle forniture di gas, il presidente francese Francois Hollande, la cancelliera Angela Merkel, il presidente ucarino Petro Poroshenko e quello russo Vladimir Putin esaminavano in un colloquio telefonico lo stato di attuazione degli accordi di Minsk del 12 febbraio scorso. Per concludere che "si osservano progressi ma la situazione va migliorata", come si legge in una nota diffusa dall'Eliseo. I quattro leader (del cosiddetto 'Formato Normandia') sono d'accordo per "chiedere all'Osce di svolgere un ruolo più diretto al fine di migliorare l'applicazione del cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti e di fare un rapporto quotidiano sulla loro applicazione".
Inoltre, "la liberazione dei prigionieri e l'aiuto umanitario vanno facilitati in collegamento con la Corce rossa internazionale" e "il gruppo di contatto deve creare i gruppi di lavoro previsti non appena le condizioni del cessate il fuoco lo consentiranno". "I rappresentanti dei ministri degli Esteri - conclude la nota - si riuniranno venerdì per assicurare l'applicazione del pacchetto di misure adottate a Minsk".
Sefcovic ha mediato tra il ministro russo dell'Energia Alexander Novak e l'ucraino Vladimir Demchishin. "Il risultato dell'incontro di oggi può aiutare a superare le differenze sulle forniture di gas tra Ucraina e Russia, e questi sforzi - ha commentato l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini - sono parte del sostegno concreto dell'Ue all'attuazione degli accordi di Minsk".
L'intesa siglata a Bruxelles prevede il "pieno rispetto del pacchetto invernale" sulle forniture di gas concordato lo scorso ottobre, con Naftogaz che s'impegna a onorare il sistema dei prepagamenti, a ordinare sufficienti quantità di gas per coprire il fabbisogno interno per marzo a Gazprom e garantire il transito delle forniture all'Ue. Gazprom a sua volta s'impegna a consegnare 114 mcm (million cubic meters) al giorno di gas prepagato nei punti stabiliti. Le forniture a Lungansk e Donetsk, le aree del conflitto tra Kiev e i ribelli filorussi, sono sono invece una questione "altamente complessa in termini legali, tecnici e politici" per cui "sarà ulteriormente discussa". Mosca e Kiev hanno inoltre "espresso la loro volontà di continuare i trilaterali" sul seguito al pacchetto invernale che scade a fine mese, in linea con gli accordi di Minsk. Le parti sono invitate da Bruxelles a presentare le loro proposte per il prossimo incontro che si terrà "prima della fine di marzo".
Il sistema messo in piedi con la mediazione dell'ex commissario Ue all'energia Guenther Oettinger a fine ottobre aveva funzionato per tutto l'inverno, sino a quando circa una settimana fa hanno di nuovo cominciato a partire le accuse incrociate tra Kiev e Mosca e le minacce di stop alle forniture. Mosca ha accusato Kiev di aver tagliato il gas all'Est del Paese dopo una serie di esplosioni lungo il gasdotto nella zona controllata dai ribelli, e ha così inviato forniture parlando di aiuti umanitari. Ma poi, secondo Kiev, ha mandato la fattura. Da qui il rimpallo di responsabilità su chi ha tagliato cosa e in quali quantità, e le minacce di Gazprom e Putin di tagli alle forniture anche verso l'Unione europea. "Impossibile verificare sul posto", hanno ammesso alla Commissione Ue, dove Sefcovic ha proposto di separare la questione Donbass da quella del pacchetto invernale, senza il cui rispetto sarebbe venuta meno anche la discussione per quello estivo.
Mentre a Bruxelles si affrontava il problema delle forniture di gas, il presidente francese Francois Hollande, la cancelliera Angela Merkel, il presidente ucarino Petro Poroshenko e quello russo Vladimir Putin esaminavano in un colloquio telefonico lo stato di attuazione degli accordi di Minsk del 12 febbraio scorso. Per concludere che "si osservano progressi ma la situazione va migliorata", come si legge in una nota diffusa dall'Eliseo. I quattro leader (del cosiddetto 'Formato Normandia') sono d'accordo per "chiedere all'Osce di svolgere un ruolo più diretto al fine di migliorare l'applicazione del cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti e di fare un rapporto quotidiano sulla loro applicazione".
Inoltre, "la liberazione dei prigionieri e l'aiuto umanitario vanno facilitati in collegamento con la Corce rossa internazionale" e "il gruppo di contatto deve creare i gruppi di lavoro previsti non appena le condizioni del cessate il fuoco lo consentiranno". "I rappresentanti dei ministri degli Esteri - conclude la nota - si riuniranno venerdì per assicurare l'applicazione del pacchetto di misure adottate a Minsk".