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Netanyahu: "Nucleare Iran minaccia Israele e il mondo"

Il primo ministro israeliano rilancia l'allarme: "Pericolo del nostro mondo è l'Islam combattente e le armi nucleari". E ringrazia il presidente Obama "per l'appoggio che ha dato a Israele". Il capo della Casa Bianca: "Nessuna alternativa valida per impedire che Iran si doti di armi nucleari"
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NEW YORK - Un discorso durato tre quarti d'ora, salutato con quasi cinque minuti di applausi e strette di mano. Benjamin Netanyahu è stato  spesso interrotto dalle standing ovation di deputati e senatori durante il suo terzo intervento da primo ministro israeliano (gli altri sono stati nel 1996 e nel 2011) al Congresso statunitense, durante il quale ha condannato i negoziati in corso sul programma nucleare iraniano, che stanno dando vita a "un accordo terribile", e ha ricordato al mondo - come ha peraltro fatto molte volte, negli ultimi vent'anni - che Teheran potrebbe comunque avere presto a disposizione un'arma nucleare e che la Repubblica islamica rappresenta un pericolo per il mondo intero: "È una minaccia non solo per Israele, ma per il mondo intero", ha aggiunto. Ma ha sottolineato: "Anche se Israele dovesse rimanere da solo", reagirà alla minaccia nucleare iraniana. "Ma so che non sarà così, …
NEW YORK - Un discorso durato tre quarti d'ora, salutato con quasi cinque minuti di applausi e strette di mano. Benjamin Netanyahu è stato  spesso interrotto dalle standing ovation di deputati e senatori durante il suo terzo intervento da primo ministro israeliano (gli altri sono stati nel 1996 e nel 2011) al Congresso statunitense, durante il quale ha condannato i negoziati in corso sul programma nucleare iraniano, che stanno dando vita a "un accordo terribile", e ha ricordato al mondo - come ha peraltro fatto molte volte, negli ultimi vent'anni - che Teheran potrebbe comunque avere presto a disposizione un'arma nucleare e che la Repubblica islamica rappresenta un pericolo per il mondo intero: "È una minaccia non solo per Israele, ma per il mondo intero", ha aggiunto. Ma ha sottolineato: "Anche se Israele dovesse rimanere da solo", reagirà alla minaccia nucleare iraniana. "Ma so che non sarà così, perché l'America sta dalla parte d'Israele"

Non si dilunga in commenti il presidente Usa, Barack Obama: "Non ho visto il discorso di Netanyahu, ho letto la trascrizione: non c'era nulla di nuovo", ha detto commentando l'intervento del premier israeliano. Netanyahu "non ha offerto nessuna alternativa valida" per impedire che l'Iran si doti delle armi nucleari, ha affermato Obama, sottolineando che il legame fra Stati Uniti e Israele è "indistruttibile". Il presidente Usa ha ribadito che uno dei suoi "primi obiettivi" da quando ha assunto l'incarico è stato quello di prevenire che l'Iran si dotasse delle armi nucleari. Anche il leader dell'opposizione 'Campo Sionista' Isaac Herzog, ''Dopo gli applausi Bibi resta solo e Israele è isolato. Il discorso di oggi, per quanto potente - ha aggiunto - non ha fermato il nucleare dell'Iran né influenzerà l'accordo".

Uniti contro la minaccia. "Khamenei ha scritto su Twitter, in inglese, che Israele deve essere distrutto. Il regime iraniano non è un problema degli ebrei come il regime nazista non era un problema solo degli ebrei: i sei milioni di ebrei uccisi dai nazisti sono una frazione delle persone da loro uccise", ha aggiuto il primo ministro israeliano. "Dobbiamo essere uniti per fermare la marcia dell'Iran", fatta di "conquista, soggiogamento e terrore" ha detto il leader israeliano, che ha ribadito che se l'Iran vuole essere trattato come un Paese normale agisca come un Paese normale: la smetta con le aggressioni ai suoi vicini. La smetta di sostenere il terrorismo globale. La smetta di minacciare di annientare Israele, "solo e unico Stato ebraico". Il premier israeliano, però, si dice convinto che la guerra non è la soluzione a un cattivo accordo con l'Iran, ma è possibile cercare un accordo migliore. "Un miglior accordo è che rimuova in modo pacifico questa minaccia. Siamo ottimisti sulla possibilità di arrivare a un accordo migliore", ha continuato Netanyahu parlando dei negoziati con l'Iran sul nucleare, in corso in questo momento in Svizzera. "Il mondo non è obbligato ad accettare l'accordo tra Stati Uniti e Iran", ha continuato il politico. "Se l'Iran minaccia di abbandonare il tavolo dei negoziati, chiamiamolo un bluff. Tornerà, perché ha bisogno dell'accordo molto di più di quanto ne abbiate bisogno voi - ha proseguito -. Mantenendo la pressione su chi fa affari con Teheran avete il potere di fare sì che abbia ancora più bisogno" dell'accordo sul suo programma nucleare.

Stato islamico. "La lotta dell'Iran contro l'Is non lo fa diventare un amico degli Stati Uniti. Entrambi vogliono creare un impero islamico prima nella regione e poi in tutto il mondo". Con l'Iran - ha detto il politico - bisogna dire: "il nemico del vostro nemico è il vostro nemico". Le parole di Netanyahu sono arrivate dopo settimane di scontri con la Casa Bianca, che ieri sono state smorzate da entrambi i fronti: sia Obama che il leader israeliano hanno detto di non essere d'accordo su come gestire il nucleare iraniano e di avere posizioni diverse sulla questione, ma che Stati Uniti e Israele continuano a essere alleati.

I ringraziamenti a Obama. Netanyahu ha iniziato il suo discorso ringraziando il presidente Usa per l'appoggio dato a Israele: "So che voi siete con Israele. E apprezzo quello che il presidente Barack Obama fa per Israele. Gli sarò sempre grato per l'appoggio che ha dato", ha detto il premier israeliano. Netanyahu ha ringraziato il Congresso, "il più importante organo legislativo al mondo", per l'appoggio "anno dopo anno, decennio dopo decennio. Grazie America per tutto quello che avete fatto per Israele". Netanyahu ha messo quindi in evidenza che il rapporto fra Stati Uniti e Israele "deve restare sopra la politica", e questo anche perché "condividiamo lo stesso destino di terra promessa". Il leader israeliano, poi, ha precisato che il suo discorso non vuole essere politico: "Ringrazio tutti democratici e i repubblicani per il sostegno incondizionato che avete dato a Israele, anno dopo anno e decennio dopo decennio", ha continuato il premier, ricevendo una standing ovation.