N'DJAMENA - Il presidente del Ciad Idriss Déby Itno ha minacciato di uccidere il leader del gruppo islamista Boko Haram, Abubakar Shekau, se non deciderà di arrendersi, sostenendo di sapere dove si nasconde. Abubakar Shekau "ha interesse ad arrendersi, perché sappiamo dove si trova", ha detto Déby in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo del Niger, Mahamadou Issoufou.
"Se rifiuta di arrendersi, subirà la stessa sorte dei suoi compagni", ha aggiunto. Niger, Camerun e soprattutto il Ciad, il cui esercito è considerato il più potente della regione, hanno unito le forze con la Nigeria per cercare di debellare la milizia integralista.
Solo oggi due soldati nigerini sono stati uccisi e un terzo ferito in un attentato dinamitardo stile 'afghano' compiuto da miliziani di Boko Haram nei pressi di Diffa, cittadina del Niger sud-orientale più volte presa di mira dai jihadisti: una bomba rudimentale è stata nascosta e poi fatta detonare con un telecomando al passaggio delle vittime all'imboccatura di un ponte sul fiume Kamadougou, che corre lungo la frontiera con lo Stato federato di Borno, nel nord-est della Nigeria, base originaria della setta ultra-radicale.
Gli attentatori sono comunque stati rapidamente localizzati e soppressi. Nel frattempo, a pochi chilometri di distanza in linea d'aria, un altro commando di Boko Haram ha attaccato e trucidato un gruppo di persone a Kerawa, remoto villaggio situato nell'estremo nord del Camerun, sul confine nigeriano: secondo le autorità locali, si sarebbe trattato di una "vendetta".
Il 2 marzo centinaia di persone sono state uccise in Nigeria da Boko Haram, prima di fuggire dalla città di Dikwa, dopo una battaglia con le truppe del Ciad. Lo hanno riferito testimoni e fonti militari ciadiane. Su un altro fronte, l'esercito nigeriano ha riferito di aver ucciso 70 miliziani islamici respingendo un loro attacco nella città di Konduga, a 35 chilometri da Maiduguri, la città roccaforte dei Boko Haram.
"Se rifiuta di arrendersi, subirà la stessa sorte dei suoi compagni", ha aggiunto. Niger, Camerun e soprattutto il Ciad, il cui esercito è considerato il più potente della regione, hanno unito le forze con la Nigeria per cercare di debellare la milizia integralista.
Solo oggi due soldati nigerini sono stati uccisi e un terzo ferito in un attentato dinamitardo stile 'afghano' compiuto da miliziani di Boko Haram nei pressi di Diffa, cittadina del Niger sud-orientale più volte presa di mira dai jihadisti: una bomba rudimentale è stata nascosta e poi fatta detonare con un telecomando al passaggio delle vittime all'imboccatura di un ponte sul fiume Kamadougou, che corre lungo la frontiera con lo Stato federato di Borno, nel nord-est della Nigeria, base originaria della setta ultra-radicale.
Gli attentatori sono comunque stati rapidamente localizzati e soppressi. Nel frattempo, a pochi chilometri di distanza in linea d'aria, un altro commando di Boko Haram ha attaccato e trucidato un gruppo di persone a Kerawa, remoto villaggio situato nell'estremo nord del Camerun, sul confine nigeriano: secondo le autorità locali, si sarebbe trattato di una "vendetta".
Il 2 marzo centinaia di persone sono state uccise in Nigeria da Boko Haram, prima di fuggire dalla città di Dikwa, dopo una battaglia con le truppe del Ciad. Lo hanno riferito testimoni e fonti militari ciadiane. Su un altro fronte, l'esercito nigeriano ha riferito di aver ucciso 70 miliziani islamici respingendo un loro attacco nella città di Konduga, a 35 chilometri da Maiduguri, la città roccaforte dei Boko Haram.