MOSCA - Quattri sospetti sono stati fermati in relazione all'omicidio dell'oppositore russo Boris Nemtsov, assassinato il 27 febbraio nel centro di Mosca. Lo ha reso noto il capo dei servizi di sicurezza federali russi (Fsb), Alexander Bortnikov, citato dall'agenzia Interfax. Il capo della polizia federale ha rivelato i nomi dei primi due: Anzor Gubashev e Zaur Dadayev, per i quali gli investigatori sono orientati a chiedere domani o dopodomani la convalida degli arresti. Secondo il sito dell'autorevole quotidiano Kommersant, in base a informazioni di cui non viene riferita la fonte, i due fermati hanno confessato. A questi si sono aggiunti altri due fermi, effettuati nella Repubblica meridionale dell'Inguscezia. Secondo quanto dichiarato dal segretario del Consiglio di sicurezza dell'Inguscezia, Albert Barahoev, i fermati sarebbero collegati ai due uomini arrestati in precedenza, in particolare, uno dei due sarebbe il fratello minore di Gubashev.
Tutti e quattro sono ceceni.
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I primi due arresti. "Vi informo che il lavoro condotto ha prodotto l'arresto di due sospetti", ha dichiarato Bortnikov in un video apparso sul sito di Channel One, "il presidente Vladimir Putin è stato informato e l'inchiesta va avanti". Nessun altro dettaglio, anche se l'agenzia Ria Novosti, citando ancora Bortnikov, ha affermato che entrambi gli arrestati provengono dal Caucaso. Riferimento geografico che riporterebbe i due arresti al lavoro di indagine svolto a supporto del movente "islamista" dietro l'assassinio. Nemtsov punito, sarebbe l'ipotesi investigativa, perché si è schierato con Je Suis Charlie, campagna globale a sostegno della redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, decimata da un blitz dei fratelli Kouachi, ispirati dalla jihad, perché colpevole di aver offeso il profeta Maometto e l'islam con le sue vignette.
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Non mancano altre ipotesi per l'assassinio. Il principale oppositore del Cremlino, Alexeï Navalny, ha accusato pubblicamente i servizi segreti: Nemtsov, puntuale fustigatore del potere e motore di un'autentica crociata contro la corruzione, ucciso per ordine di Putin. Putin che, subito dopo l'omicidio, ha immediatamente cercato di allontanare ogni sospetto condannando l'accaduto come "una provocazione" tesa a destabilizzare il Paese. Altra pista è quella che porta ai nazionalisti russi, che avrebbero punito Nemtsov per le sue critiche all'interventismo di Mosca nel contenzioso con l'Ucraina sulla questione dei separatisti a est di Kiev. Infine, il movente passionale o per interessi privati: Nemtsov ucciso per una vendetta dettata da gelosia (la fidanzata era una giovane modella ucraina) o da affari.
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Boris Nemtsov è stato ucciso la sera di venerdì 27 febbraio mentre passeggiava con la compagna, la 23 modella ucraina Anna Duriskaya, lungo un ponte sulla Moscova, a poca distanza dal Cremlino. Dopo essere stata interrogata a lungo, la donna è tornata a Kiev. Dopo i due arresti, fa sapere il suo legale Vadim Prokhorov, ?potrebbe essere convocata a Mosca, probabilmente per un confronto con i presunti assassini. Testimone chiave del delitto, Duriskaya in realtà ha dichiarato di non aver visto nessuno quella sera, perché l'assassino, o gli assassini, presero alle spalle la coppia.
Come si è arrivati ai due sospetti fermati lo ha spiegato una fonte vicina all'indagine citata da Interfax. L'auto usata per l'omicidio, immortalata nelle uniche immagini rese pubbliche, un "campo lunghissimo" ripreso da una telecamera di sorveglianza dell'area, come detto molto vicina al Cremlino, è stata trovata "molto rapidamente" e all'interno c'erano "materiali biologici" che hanno aiutato a rintracciare i due sospetti arrestati oggi. "Inoltre, le forze dell'ordine sono riuscite a ottenere immagini chiare dei malviventi dopo aver esaminato le registrazioni del sistema di videosorveglianza delle strade". Anche l'esame delle telefonate "ha contribuito a risolvere il delitto".
La stessa fonte aggiunge che i due sospettati di origine caucasica sarebbero presumibilmente gli esecutori del delitto ma "i mandanti e gli organizzatori non sono ancora stati individuati". Le tracce di chi ha ordinato l'omicidio di Nemtsov potrebbero portare all'estero, ma la fonte di Interfax non ha però potuto ottenere conferme ufficiali di questa ipotesi. "Si sta seguendo attivamente questa pista", ha riferito la fonte, "le teorie diffuse in precedenza non sono state accantonate".
Uno dei collaboratori più stretti di Nemtsov, il copresidente del suo partito Ilya Yashin, dopo il fermo dei due sospetti ha dichiarato alla Reuters: "Voglio credere che siano veramente coloro che hanno compiuto l'omicidio e che una volta tanto le forze dell'ordine abbiano lavorato in modo professionale e abbiano arrestato i veri assassini non facendo un errore. Se tutto finisce con l'arresto di capri espiatori, indipendentemente dal fatto che siano o meno i veri assassini, la pratica degli omicidi politici continuerà senza dubbio".
I dubbi di Yashin riflettono la posizione espressa dagli amici di Nemtsov dopo l'assassinio. Ovvero, dito puntato contro il Cremlino, sulla base di due semplici fatti. Il primo: la polizia ha impiegato ben 11 minuti per arrivare sul luogo del delitto. E poi: chi ha ucciso Nemtsov ha sparato a due passi dal Cremlino ed è riuscito ad allontanarsi da un'area sottoposta a stretta sorveglianza e controllata da telecamere a circuito chiuso.
Tutti e quattro sono ceceni.
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I primi due arresti. "Vi informo che il lavoro condotto ha prodotto l'arresto di due sospetti", ha dichiarato Bortnikov in un video apparso sul sito di Channel One, "il presidente Vladimir Putin è stato informato e l'inchiesta va avanti". Nessun altro dettaglio, anche se l'agenzia Ria Novosti, citando ancora Bortnikov, ha affermato che entrambi gli arrestati provengono dal Caucaso. Riferimento geografico che riporterebbe i due arresti al lavoro di indagine svolto a supporto del movente "islamista" dietro l'assassinio. Nemtsov punito, sarebbe l'ipotesi investigativa, perché si è schierato con Je Suis Charlie, campagna globale a sostegno della redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, decimata da un blitz dei fratelli Kouachi, ispirati dalla jihad, perché colpevole di aver offeso il profeta Maometto e l'islam con le sue vignette.
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Non mancano altre ipotesi per l'assassinio. Il principale oppositore del Cremlino, Alexeï Navalny, ha accusato pubblicamente i servizi segreti: Nemtsov, puntuale fustigatore del potere e motore di un'autentica crociata contro la corruzione, ucciso per ordine di Putin. Putin che, subito dopo l'omicidio, ha immediatamente cercato di allontanare ogni sospetto condannando l'accaduto come "una provocazione" tesa a destabilizzare il Paese. Altra pista è quella che porta ai nazionalisti russi, che avrebbero punito Nemtsov per le sue critiche all'interventismo di Mosca nel contenzioso con l'Ucraina sulla questione dei separatisti a est di Kiev. Infine, il movente passionale o per interessi privati: Nemtsov ucciso per una vendetta dettata da gelosia (la fidanzata era una giovane modella ucraina) o da affari.
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Boris Nemtsov è stato ucciso la sera di venerdì 27 febbraio mentre passeggiava con la compagna, la 23 modella ucraina Anna Duriskaya, lungo un ponte sulla Moscova, a poca distanza dal Cremlino. Dopo essere stata interrogata a lungo, la donna è tornata a Kiev. Dopo i due arresti, fa sapere il suo legale Vadim Prokhorov, ?potrebbe essere convocata a Mosca, probabilmente per un confronto con i presunti assassini. Testimone chiave del delitto, Duriskaya in realtà ha dichiarato di non aver visto nessuno quella sera, perché l'assassino, o gli assassini, presero alle spalle la coppia.
Come si è arrivati ai due sospetti fermati lo ha spiegato una fonte vicina all'indagine citata da Interfax. L'auto usata per l'omicidio, immortalata nelle uniche immagini rese pubbliche, un "campo lunghissimo" ripreso da una telecamera di sorveglianza dell'area, come detto molto vicina al Cremlino, è stata trovata "molto rapidamente" e all'interno c'erano "materiali biologici" che hanno aiutato a rintracciare i due sospetti arrestati oggi. "Inoltre, le forze dell'ordine sono riuscite a ottenere immagini chiare dei malviventi dopo aver esaminato le registrazioni del sistema di videosorveglianza delle strade". Anche l'esame delle telefonate "ha contribuito a risolvere il delitto".
La stessa fonte aggiunge che i due sospettati di origine caucasica sarebbero presumibilmente gli esecutori del delitto ma "i mandanti e gli organizzatori non sono ancora stati individuati". Le tracce di chi ha ordinato l'omicidio di Nemtsov potrebbero portare all'estero, ma la fonte di Interfax non ha però potuto ottenere conferme ufficiali di questa ipotesi. "Si sta seguendo attivamente questa pista", ha riferito la fonte, "le teorie diffuse in precedenza non sono state accantonate".
Uno dei collaboratori più stretti di Nemtsov, il copresidente del suo partito Ilya Yashin, dopo il fermo dei due sospetti ha dichiarato alla Reuters: "Voglio credere che siano veramente coloro che hanno compiuto l'omicidio e che una volta tanto le forze dell'ordine abbiano lavorato in modo professionale e abbiano arrestato i veri assassini non facendo un errore. Se tutto finisce con l'arresto di capri espiatori, indipendentemente dal fatto che siano o meno i veri assassini, la pratica degli omicidi politici continuerà senza dubbio".
I dubbi di Yashin riflettono la posizione espressa dagli amici di Nemtsov dopo l'assassinio. Ovvero, dito puntato contro il Cremlino, sulla base di due semplici fatti. Il primo: la polizia ha impiegato ben 11 minuti per arrivare sul luogo del delitto. E poi: chi ha ucciso Nemtsov ha sparato a due passi dal Cremlino ed è riuscito ad allontanarsi da un'area sottoposta a stretta sorveglianza e controllata da telecamere a circuito chiuso.