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Mali, razzi su campo Onu a Kidal: almeno tre morti, uno era un casco blu

I caschi blu della missione Onu in Mali (ap)
L'attacco all'alba contro la base della missione Onu nel paese. Quaranta colpi alla periferia della città, bastione della ribellione tuareg
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BAMAKO - Una base delle Nazioni Unite alla periferia di Kidal, bastione della ribellione tuareg nel nord del Mali, è stato bersagliato con decine di razzi all'alba di questa mattina. I morti, secondo quanto affermato da un testimone e da una fonte della sicurezza, sono almeno tre e tra di essi anche un casco blu. Sono stati sparati almeno 40 razzi contro la base della Minusma (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali).

Secondo il testimone, uno è piombato su un vicino accampamento tuareg, falciando due civili e ferendo molti bambini. La fonte della sicurezza ha invece dato la notizia del casco blu ucciso e di diversi altri feriti. I militari Onu e le forze francesi (presenti da due anni in Mali per arginare la spinta dei movimenti legati ad Al Qaeda e l'azione dei separatisti),  hanno risposto al fuoco e al momento nella base è tornata la calma.

A sud del Paese, nella capitale Bamako, ieri cinque persone, tra cui tre europei, sono rimaste uccise a seguito di un raid armato nel ristorante "La Terrasse" che sarebbe stato rivendicato dal gruppo islamista Al-Mourabitoun, attivo nel Sahara.

Della rivendicazione, non confermata dalle autorità, ha dato notizia un sito web della Mauritania, al-Akhbar, che ha diffuso una registrazione audio in cui un sedicente portavoce di al-Mourabitoun attribuisce al gruppo "la responsabilità dell'ultima operazione a Bamako, portata a termine dai nostri coraggiosi cavalieri per vendicare il profetta Maometto contro gli occidentali infedeli che lo ridicolizzano e per vendicare il nostro fratello Ahmed al Tilemsi". Il sito "Al-Akhbar" dà spesso spazio a comunicati di gruppi islamisti della regione.