MOSCA - Spaventoso incendio a Kazan, capitale della regione del Tatarstan, in Russia, dove le fiamme hanno quasi completamente distrutto il centro commerciale "Admiral". L'incendio si è sviluppato ieri in un caffè al pianoterra dello shopping center e fiamme altissime hanno avvolto la struttura. I vigili del fuoco hanno avuto la meglio sul fuoco solo dopo molte ore di intenso lavoro, una drammatica corsa contro il tempo per salvare vite umane, mentre una colonna di fumo nero si elevava sopra la città, visibile a moltissimi chilometri di distanza.
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Secondo l'agenzia Interfax, che cita il capo del dipartimento regionale della protezione civile Igor Panshin, sotto le macerie potrebbero essere rimaste sepolte fino a 25 persone, al momento disperse. "I loro familiari hanno perso ogni contatto con loro. Un tetto è crollato, sotto vi sono delle persone. Sicuramente nessun sopravvissuto", le parole del responsabile. Secondo l'agenzia Tass, vi sono 5 morti, tra cui due cittadini tagiki e uno straniero. I feriti sono 55, 650 le persone evacuate dal centro commerciale.
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Nelle operazioni di soccorso sono coinvolte 800 persone e 140 mezzi, tra cui elicotteri per la ricognizione dell'area, dove 500 agenti di polizia sono stati dispiegati per mettere in sicurezza il perimetro in cui molti negozianti disperati tentavano di rientrare per recuperare le loro merci. L'incendio è stato domato solo in serata, dopo che erano andati distrutti quasi 4.000 metri quadrati dei 12.000 su cui si estende la struttura.
Panshin ha dichiarato che erano già state accertate numerose violazioni alla norme di sicurezza nel centro commerciale. L'ultima ispezione, risalente al novembre 2014, aveva registrato l'assenza totale di sistemi anti-incendio: "Come il centro abbia potuto continuare a restare aperto al pubblico è una domanda che non dovete porre a me". Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il rogo è stato causato da un corto circuito. Il proprietario dell'"Admiral", Hussein Gakhramanov, ha raccontato di aver ricevuto minacce da ignoti, facendo intendere che l'incendio possa essere di natura dolosa.
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Secondo l'agenzia Interfax, che cita il capo del dipartimento regionale della protezione civile Igor Panshin, sotto le macerie potrebbero essere rimaste sepolte fino a 25 persone, al momento disperse. "I loro familiari hanno perso ogni contatto con loro. Un tetto è crollato, sotto vi sono delle persone. Sicuramente nessun sopravvissuto", le parole del responsabile. Secondo l'agenzia Tass, vi sono 5 morti, tra cui due cittadini tagiki e uno straniero. I feriti sono 55, 650 le persone evacuate dal centro commerciale.
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Nelle operazioni di soccorso sono coinvolte 800 persone e 140 mezzi, tra cui elicotteri per la ricognizione dell'area, dove 500 agenti di polizia sono stati dispiegati per mettere in sicurezza il perimetro in cui molti negozianti disperati tentavano di rientrare per recuperare le loro merci. L'incendio è stato domato solo in serata, dopo che erano andati distrutti quasi 4.000 metri quadrati dei 12.000 su cui si estende la struttura.
Panshin ha dichiarato che erano già state accertate numerose violazioni alla norme di sicurezza nel centro commerciale. L'ultima ispezione, risalente al novembre 2014, aveva registrato l'assenza totale di sistemi anti-incendio: "Come il centro abbia potuto continuare a restare aperto al pubblico è una domanda che non dovete porre a me". Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il rogo è stato causato da un corto circuito. Il proprietario dell'"Admiral", Hussein Gakhramanov, ha raccontato di aver ricevuto minacce da ignoti, facendo intendere che l'incendio possa essere di natura dolosa.