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(ap)

Brasile, quasi un milione in piazza contro Rousseff

Manifestazioni in varie città. Il governo della presidente alle prese con una grave crisi economica e con lo scandalo della corruzione Petrobras

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SAN PAOLO - Centinaia di migliaia di persone, forse un milione, sono scese in piazza in 12 Stati brasiliani per protestare contro il governo di Dilma Rousseff, alle prese con la crisi economica e con le conseguenze dello scandalo Petrobras che coinvolge molti esponenti della maggioranza. Decine di migliaia i manifestanti nella capitale Brasilia, sul lungomare di Copacabana a Rio de Janneiro, a Belem, a Belo Horizonte, a Recife, a Salvador de Bahia.

Cortei verdeoro, i colori del Brasile, nei quali c'era anche qualcuno che invocava l'intervento dei militari per porre fine al predominio politico del Partito dei lavoratori.
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La protesta è stata indetta dalle organizzazioni civili 'Brasil livre' e 'Muda Brasil' ('Cambia il Brasile'), vicine all'opposizione di centrodestra, che chiedono l'impeachment della presidente Rousseff, rieletta in ottobre in una delle consultazioni più combattute degli ultimi anni e ora accusata di essere stata a conoscenza dello scandalo di tangenti elargite dai vertici del colosso petrolifero statale Petrobras al suo partito. Nell'inchiesta sono stati già indagati 54 esponenti politici di governo e di opposizione, tra i quali i presidenti dei due rami del Parlamento.

Rousseff ha postato sulla sua pagina ufficiale di Facebook un video in cui difende il diritto a "libere manifestazioni" e ricorda di essere cresciuta in un'epoca in cui non era possibile organizzare proteste nelle strade. "Chi manifestava andava direttamente in carcere o era bollato come sovversivo, o peggio", afferma la presidente, che durante la dittatura militare (1964-1985) fu arrestata e torturata in carcere dai suoi aguzzini. "Credo che il Brasile debba difendere libere manifestazioni ma, al tempo stesso, deve garantire che siano pacifiche", ha aggiunto.

Venerdì scorso, in molte città del Paese si erano svolte manifestazioni a sostegno del governo, organizzate da sindacati, studenti e insegnanti, cui avevano partecipato circa 150.000 persone.

Rousseff deve fronteggiare una situazione complessa su più fronti. L'economia è sull'orlo della recessione, con l'inflazione che continua a galoppare come il deficit, mentre negli ultimi 12 mesi il real ha perso il 30% del suo valore rispetto al dollaro. Contrariamente a quanto aveva promesso in campagna elettorale, la presidente ha varato un aggiustamento di bilancio da lacrime e sangue che ha scatenato critiche anche da parte di esponenti della sua parte politica. A tutto questo si aggiunge la forte tensione creata dallo scandalo Petrobras.