Esteri

Libia, è guerra aperta. Forze di Misurata all'attacco a Sirte. I jihadisti rispondono con attentati

L'offensiva nella regione centrale giunta al terzo giorno. A scatenare i combattimenti i "posti di blocco illegali" creati dai dallo Stato islamico nella zona. Ma la rappresaglia non si è fatta attendere

2 minuti di lettura
SHARM EL SHEIK  -  Contro l'esercito di Misurata, in Libia l'ISIS è passato al contrattacco. Da venerdì le milizie della città-martire nella rivoluzione contro Gheddafi avevano aperto i combattimenti contro i terroristi del califfato. La reazione di questi ultimi non si è fatta attendere: questa sera, secondo 2 fonti libiche, un'autobomba è esplosa a Misurata, all'esterno del comando di una delle brigate dell'esercito che stanno combattendo a Sirte. Non ci sono ancora conferme sul numero di morti o feriti, ma il segnale è chiaro: contro la stretta di Misurata, i capi dell'Isis in Libia hanno attivato le cellule di terroristi che sicuramente sono presenti anche in molte altre città. Anche a Tripoli, ad esempio, un attacco a un comando di polizia messo a segno oggi è stato rivendicato dall'Isis. Nel distretto di Janzur è stata abbandonata una borsa carica di esplosivo che ha fatto cinque feriti fra i poliziotti. Questa nuova fase nella guerra civile libica è iniziata venerdì scorso e da allora  -  secondo Misurata - sarebbero stati uccisi almeno 30 miliziani dell'Isis, mentre i morti fra i soldati di Misurata sarebbero 3. In città inoltre sarebbero arrivati una trentina di terroristi dell'ISIS fatti prigionieri, fra cui una decina di tunisini e una decina di egiziani.
 LEGGI / Tutti gli articoli sulla situazione in Libia
La resa dei conti fra Isis e Misurata è iniziata venerdì scorso. Da un mese i misuratini circondavano l'ISIS a Sirte, città natale di Gheddafi e capoluogo della regione. In città i miliziani dell'Islamic State avevano prima conquistato la radio e molti uffici pubblici e poi si erano ritirati essenzialmente attorno al centro congressi Ouagadougou.
Secondo un comunicato delle milizie che alleate controllano Tripoli, "gli scontri sono iniziati quando i criminali del sedicente gruppo Islamic State hanno iniziato a creare dei check point illegali ai quali fermavano i cittadini della zona". Le forze di Misurata sono state inviate ad ispezionare i posti di blocco e sono state attaccate dall'ISIS; hanno risposto agli attacchi e hanno mobilitato alcune centinaia di uomini con carri armati e artiglieria pesante che stanno affluendo dalla loro città.
TIMELINE / Dalle elezioni al paese spaccato
Secondo l'agenzia ANSA dal Cairo, i jihadisti dell'Isis accerchiati a Nawfaliyah avevano chiesto un cessate il fuoco per poter fuggire verso sud, ma le milizie di Misurata hanno respinto la richiesta. Le forze islamiche moderate e i loro alleati di Misurata avrebbero anche ripreso dall'Isis le cittadine di Harouam, a est di Sirte, e di Amiria, 35 chilometri a sud di Tripoli. Fra le vittime degli scontri ci sarebbe anche uno dei leader dell'IS, Musbah al Yafer, più conosciuto come Abu Turab.
Da mesi la Sirte era teatro di scontri militari anche pesanti, perché le milizie di Misurata, alleate del governo di Tripoli, avevano provato ad avanzare verso Est per conquistare i porti petroliferi di Es Sider e Ras Lanuf, controllati dal governo di Tobruk del primo ministro al Thinni. Nel frattempo l'ISIS ha arruolato molti uomini fra i miliziani di Ansar Al Sharia, un gruppo islamico estremista, responsabile fra l'altro dell'attacco attacco al consolato americano di Bengasi del settembre 2012.