BAGDAD - Sembrava imminente la riconquista di Tikrit, città del nord dell'Iraq, da parte delle forze armate irachene supportate dai caccia della coalizione internazionale guidata dagli Usa che da mesi bombarda le postazioni dello Stato islamico in Siria e Iraq. Ma proprio nel momento topico l'offensiva, che vede impegnati circa 20 mila miliziani sciiti e 3.000 soldati dell'esercito regolare iracheno, sembra incepparsi.
Buone notizie arrivano invece dalla Libia dove i miliziani dello Stato islamico hanno rilasciato i 20 operatori sanitari stranieri, medici e infermieri, catturati a Sirte, roccaforte dei jihadisti in Nordafrica. I jihadisti avrebbero ordinato loro di non lasciare la città libica. Gli operatori sanitari sono per lo più filippini, ma ci sono anche indiani, serbi e ucraini, sequestrati mentre aspettavano un pullman che doveva portarli a Tripoli, per sfuggire ai combattimenti tra jihadisti e milizie islamiche.
In Turchia invece una giovane britannica sospettata di voler unirsi allo Stato islamico in Siria è stata fermata dalla polizia ad Ankara. Secondo media turchi la donna, 21 anni, dovrebbe essere rinviata a breve nel Regno Unito. Poche settimane fa tre studentesse sono partite da Londra alla volta della Turchia per entrare poi in Siria in maniera clandestina.
Stop a offensiva su Tikrit. L'esercito iracheno ha deciso di sospendere temporaneamente l'offensiva verso la città, secondo quanto riferito dal Washington Post che cita il ministro dell'Interno iracheno, Mohammed al-Ghabban. L'offensiva, che durava da due settimane, è stata interrotta a causa dell'elevato numero delle vittime. Secondo il quotidiano americano nel cimitero (sciita) di Najaf, il più grande del mondo, arrivano circa 60 cadaveri al giorno. La città natale di Saddam Hussein è sotto assedio da ormai più di 15 giorni e si combatte strada per strada. Dopo la riconquista di quasi tre quarti della città, le truppe governative avevano frenato anche a causa della tenace resistenza dei miliziani dell'Is. Tuttavia non si fermano i bombardamenti, nelle ultime ore concentrati sul quartiere di Qadisiyah e sulla zona dei palazzi presidenziali.
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Teheran invia armi in Iraq. L'Iran, intanto, ha deciso di non restare a guardare ma ha inviato al governo dell'Iraq armamenti per la riconquista di Tikrit: il paese degli Ayatollah ha inviato, secondo quanto riferito dal New York Times, razzi e missili per aiutare a spezzare la resistenza dei jiahdisti. Stando alle informazioni, al momento questi armamenti non sarebbero stati utilizzati. Le agenzie d'intelligence americane hanno intercettato il dispiegamento degli armamenti nelle ultime settimane e questi sviluppi rappresentano un altro "dilemma" per l'amministrazione Obama che addestra le forze di sicurezza irachene e fornisce loro equipaggiamenti. L'attivismo dell'Iran sullo scenario iracheno preoccupa l'amministrazione Usa, timorosa che ciò possa infiammare le tensioni fra sette e causare vittime fra i civili. Per il governo della regione autonoma del Kurdistan, in prima fila nella lotta all'Is, le milizie sciite irachene appoggiate dall'Iran impiegate a Tikrit rappresentano un pericolo maggiore dell'Is. Il capo dell'intelligence curda, Masrour Barzani, ha dichiarato in un'intervista riportata dalla stampa locale che "la presenza delle milizie potrebbe esasperare le tensioni tra sunniti e sciiti in Iraq". Barzani ha criticato il governo di Bagdad per il massiccio ricorso alle milizie sciite della Mobilitazione popolare, che hanno di fatto sostituito l'esercito nella battaglia di Tikrit, città a maggioranza sunnita
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Intanto si continua a combattere anche nel resto del Paese mediorientale: il ministero della Difesa iracheno ha riferito che 30 miliziani dell'Is sono stati uccisi mentre cercavano di entrare nella provincia di Salaheddin da Anbar. Lo Stato islamico ha reagito decapitando quattro uomini che reclutavano volontari per combattere contro i miliziani jihadisti nell'offensiva lanciata dall'esercito di Bagdad. L'esecuzione è documentata in un video postato su siti vicini al Califfato di Abu Bakr al-Bagdadi.
Buone notizie arrivano invece dalla Libia dove i miliziani dello Stato islamico hanno rilasciato i 20 operatori sanitari stranieri, medici e infermieri, catturati a Sirte, roccaforte dei jihadisti in Nordafrica. I jihadisti avrebbero ordinato loro di non lasciare la città libica. Gli operatori sanitari sono per lo più filippini, ma ci sono anche indiani, serbi e ucraini, sequestrati mentre aspettavano un pullman che doveva portarli a Tripoli, per sfuggire ai combattimenti tra jihadisti e milizie islamiche.
In Turchia invece una giovane britannica sospettata di voler unirsi allo Stato islamico in Siria è stata fermata dalla polizia ad Ankara. Secondo media turchi la donna, 21 anni, dovrebbe essere rinviata a breve nel Regno Unito. Poche settimane fa tre studentesse sono partite da Londra alla volta della Turchia per entrare poi in Siria in maniera clandestina.
Stop a offensiva su Tikrit. L'esercito iracheno ha deciso di sospendere temporaneamente l'offensiva verso la città, secondo quanto riferito dal Washington Post che cita il ministro dell'Interno iracheno, Mohammed al-Ghabban. L'offensiva, che durava da due settimane, è stata interrotta a causa dell'elevato numero delle vittime. Secondo il quotidiano americano nel cimitero (sciita) di Najaf, il più grande del mondo, arrivano circa 60 cadaveri al giorno. La città natale di Saddam Hussein è sotto assedio da ormai più di 15 giorni e si combatte strada per strada. Dopo la riconquista di quasi tre quarti della città, le truppe governative avevano frenato anche a causa della tenace resistenza dei miliziani dell'Is. Tuttavia non si fermano i bombardamenti, nelle ultime ore concentrati sul quartiere di Qadisiyah e sulla zona dei palazzi presidenziali.
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Teheran invia armi in Iraq. L'Iran, intanto, ha deciso di non restare a guardare ma ha inviato al governo dell'Iraq armamenti per la riconquista di Tikrit: il paese degli Ayatollah ha inviato, secondo quanto riferito dal New York Times, razzi e missili per aiutare a spezzare la resistenza dei jiahdisti. Stando alle informazioni, al momento questi armamenti non sarebbero stati utilizzati. Le agenzie d'intelligence americane hanno intercettato il dispiegamento degli armamenti nelle ultime settimane e questi sviluppi rappresentano un altro "dilemma" per l'amministrazione Obama che addestra le forze di sicurezza irachene e fornisce loro equipaggiamenti. L'attivismo dell'Iran sullo scenario iracheno preoccupa l'amministrazione Usa, timorosa che ciò possa infiammare le tensioni fra sette e causare vittime fra i civili. Per il governo della regione autonoma del Kurdistan, in prima fila nella lotta all'Is, le milizie sciite irachene appoggiate dall'Iran impiegate a Tikrit rappresentano un pericolo maggiore dell'Is. Il capo dell'intelligence curda, Masrour Barzani, ha dichiarato in un'intervista riportata dalla stampa locale che "la presenza delle milizie potrebbe esasperare le tensioni tra sunniti e sciiti in Iraq". Barzani ha criticato il governo di Bagdad per il massiccio ricorso alle milizie sciite della Mobilitazione popolare, che hanno di fatto sostituito l'esercito nella battaglia di Tikrit, città a maggioranza sunnita
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Intanto si continua a combattere anche nel resto del Paese mediorientale: il ministero della Difesa iracheno ha riferito che 30 miliziani dell'Is sono stati uccisi mentre cercavano di entrare nella provincia di Salaheddin da Anbar. Lo Stato islamico ha reagito decapitando quattro uomini che reclutavano volontari per combattere contro i miliziani jihadisti nell'offensiva lanciata dall'esercito di Bagdad. L'esecuzione è documentata in un video postato su siti vicini al Califfato di Abu Bakr al-Bagdadi.