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(ansa)

Yemen, scontri tra forze pro e anti governative: oltre 30 morti

Secondo fonti tribali la milizia sciita Houthi, sostenuta dalle truppe alleate dell'ex presidente Ali Abdullah Saleh, è stata coinvolta in combattimenti con abitanti armati delle tribù nella provincia di Baida e, lunedì sera, a Marib

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ADEN - E' di 12 morti il bilancio delle vittime degli scontri in corso tra i ribelli sciiti e sunniti a sud di Mareb. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva Al Jazeera, altri 20 morti si contano ad al Baydha dopo un attacco delle tribù sunnite contro i ribelli dell'imam Abdel Malik al Houthi. Gli scontri più violenti riguardano però la zona di Mareb, che i ribelli sciiti intendono conquistare per controllare i pozzi petroliferi presenti nell'area. Le tribù sunnite sono riuscite finora a respingere gli attacchi sciiti grazie all'arrivo di rinforzi provenienti da altre tribù sunnite del nord dello Yemen.

FOCUS
LE FORZE IN CAMPO Il governo, gli Houthi, al-Qaeda e l'Is
GRAFICA INTERATTIVA Il paese spaccato e il rischio jihadismo

A Taiz cinque persone sono morte e altre 80 sono rimaste ferite, nel sud-ovest del Paese, dopo che i miliziani sciiti Houthi hanno aperto il fuoco contro i manifestanti che protestavano contro la loro presenza in città. Lo hanno riferito fonti ospedaliere e di sicurezza. Si tratta del terzo giorno consecutivo di proteste contro gli Houthi che, domenica scorsa, hanno preso il controllo dell'aeroporto e di una base delle forze speciali a Taez, terza città dello Yemen.

leri l'inviato speciale all'Onu Jamal Benomar che ha analizzato la situazione yemenita nel corso di una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, aveva lanciato l'allarme definendo il Paese "sull'orlo della guerra civile" con il rischio di uno scenario combinato Siria-Libia. ll Paese è caduto negli ultimi mesi in una spirale di violenza dovuta all'avanzata delle milizie scitite Houthi (in un paese a maggioranza sunnita) che ha costretto il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi a rifugiarsi nella città meridionale di Aden, da dove sta mettendo insieme truppe per contrastare i ribelli. "Sollecitiamo tutte le parti - ha detto l'inviato Onu - a rendersi conto della gravità della situazione e a cessare le ostilità e le violenze. Il dialogo pacifico è l'unica opzione che abbiamo".