Esteri

Nucleare iraniano, secco "no" di Israele. Netanyahu: "Ma l'alternativa non è la guerra"

Benjamin Netanyahu a colloquio con Barack Obama nell'ottobre 2014 (ansa)
Il consiglio di sicurezza di Tel Aviv si è espresso "in maniera compatta" contro il risultato del negoziato di Losanna. Nella notte, durissima telefonata tra il premier israeliano e il presidente Usa Obama
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GERUSALEMME - Il gabinetto di Sicurezza del governo di Israele ha respinto "in maniera compatta" l'intesa raggiunta tra il 5+1 e l'Iran sul programma nucleare di Teheran. E' quanto si legge in un comunicato pubblicato al termine della riunione, durata tre ore, convocata da Benjamin Netanyahu. Per il premier "l'accordo non ferma un singolo
impianto nucleare in Iran, non distrugge una sola centrifuga e non fermerà lo sviluppo e la ricerca sulle centrifughe avanzate. Al contrario, legittima l'illegale programma nucleare".

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"Israele - fa sapere ancora Netanyahu - chiede che ogni accordo finale con l'Iran includa un chiaro e non ambiguo riconoscimento del diritto di Israele di esistere. Qualcuno ora dice che la sola alternativa a questo cattivo accordo è la guerra - osserva il premier israeliano - ma non è vero. C'è una terza alternativa: restare saldi, aumentare la pressione sull'Iran fino a che sia raggiunto un buono accordo".

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Ma ancora Netanyahu avverte: "Voglio chiarire una cosa a tutti: la sopravvivenza di Israele non è negoziabile. Israele non accetta un accordo che consente a un Paese che vuole annientarci di sviluppare armi nucleari". E a questo proposito Netanyahu ha ricordato che solo due giorni fa "nel mezzo dei negoziati di Losanna, il comandante della forze di sicurezza Basij in Iran ha detto: la distruzione di Israele non è negoziabile".

Il premier israeliano ha convocato la riunione straordinaria del gabinetto all'indomani dello "storico" accordo sul nucleare iraniano, per effettuare una valutazione delle ripercussioni e dell'implicazioni dell'accordo con i vertici militari e dell'intelligence, oltre i ministri degli Interni, della Difesa, e degli Esteri.

SCHEDA L'INTESA PUNTO PER PUNTO

Nella notte, dopo una telefonata con Barack Obama, Netanyahu aveva definito l'accordo tra la comunità internazionale e Teheran sul nucleare "una minaccia alla sopravvivenza di Israele". Netanyahu è stato durissimo nella telefonata con il presidente Usa, che aveva chiamato il premier israeliano dall'Air Force One. L'intesa, ha aggiunto Netanyahu, apre la strada alla possibilità che l'Iran si doti della bomba atomica. Obama, da parte sua, ha dichiarato di comprendere la posizione del premier israeliano, ma ha ribadito che gli americani "non avrebbero mai firmato un accordo che potrebbe rappresentare una minaccia per Israele".

Il portavoce del governo di Tel Aviv, Mark Regev, in giornata ha definito l'intesa "un passo verso una direzione molto, molto pericolosa. Perché - ha dichiarato - lascia all'Iran una infrastruttura per il nucleare intatta, non chiude neanche un impianto, neanche uno. L'Iran continuerà a disporre di migliaia di centrifughe per l'arricchimento dell'uranio. E l'intesa consente all'Iran di proseguire nel suo programma di ricerca e sviluppo per più moderne e veloci centrifughe". "Per cui - ha concluso Regev - quello che si presenta davanti è un accordo che sfortunatamente legittima il programma nucleare iraniano, il cui unico obiettivo e arrivare a possedere l'arma atomica". Il ministro Yuval Steinitz alla radio dell'esercito: "Israele si batterà nei prossimi tre mesi per impedire un cattivo accordo o, almeno, per renderlo il meno cattivo possibile".