MELBOURNE - Scontri si registrano oggi in Australia tra dimostranti anti-Islam e sostenitori delle politiche contro il razzismo: i conflitti più violenti sono avvenuti a Melbourne, la seconda città più grande del Paese, dove la polizia ha separato a stento circa 3.000 dimostranti di entrambe le fazioni. Il servizio di autoambulanza dello Stato di Vittoria ha riferito di tre persone con ferite lievi e di una quarta persona colta da un dolore al petto. Nessuno è stato ricoverato in ospedale. La polizia ha arrestato due uomini e una donna nella centrale Federation Square di Melbourne.
Gli anti-Islam radicale hanno sventolato la bandiera australiana e mostrato striscioni con su scritto "Sì all'Australia, no alla Sharia".
"Noi siamo per i valori australiani e contro l'Islam radicale, ma non siamo anti-islamici", ha tenuto a sottolineare Catherine Brennan, portavoce del movimento "reclaim australia", a fronte delle accuse mosse da altri gruppi che hanno organizzato contromanifestazioni. "Eventi come questo incitano al razzismo e alla violenza contro i musulmani", ha dichiarato Clare Fester, promotrice delle contromanifestazioni.
Anche a Sydney diverse centinaia di persone si sono radunate davanti al caffè dove lo scorso dicembre un uomo, ispirato dall'Is, prese in ostaggio i clienti, causando poi la morte di due persone.
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Gli anti-Islam radicale hanno sventolato la bandiera australiana e mostrato striscioni con su scritto "Sì all'Australia, no alla Sharia".
"Noi siamo per i valori australiani e contro l'Islam radicale, ma non siamo anti-islamici", ha tenuto a sottolineare Catherine Brennan, portavoce del movimento "reclaim australia", a fronte delle accuse mosse da altri gruppi che hanno organizzato contromanifestazioni. "Eventi come questo incitano al razzismo e alla violenza contro i musulmani", ha dichiarato Clare Fester, promotrice delle contromanifestazioni.
Anche a Sydney diverse centinaia di persone si sono radunate davanti al caffè dove lo scorso dicembre un uomo, ispirato dall'Is, prese in ostaggio i clienti, causando poi la morte di due persone.
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