SANA'A - La coalizione araba guidata dall'Arabia Saudita ha bombardato diversi quartieri residenziali del centro di Sana'a, in Yemen, ritenuti sede dei movimento sciita degli houthi. Si tratta dei primi attacchi sulla capitale yemenita. Il numero delle vittime non è chiaro, ma diverse abitazioni sono state colpite e all'interno si trovavano civili. Da quando il 26 marzo la coalizione aveva iniziato l'offensiva militare in Yemen contro gli houthi, si era limitata a bombardare la periferia di Sana'a.
[[ge:rep-locali:repubblica:111220069]]
Poco prima i ribelli sciiti seguaci dell'imam al Houthi avevano assaltato il carcere della provincia yemenita di Dalia, nel sud del paese liberando centinaia di prigionieri. Secondo fonti di sicurezza governative sono stati liberate 300 persone, mentre il sito informativo yemenita "al Masdar" parla di 800 detenuti.
La sfida del qaedista evaso. Una notizia che arriva con la diffusione della foto di Khaled Batarfi, membro di alto profilo di Al Qaeda nella Pensiola Arabica, che si fatto ritrarre nel palazzo del governatore locale, dopo l'evasione dal carcere. Nell'immagine è seduto sul sofa, con il kalashnikov in una mano e il telefono nell'altra. Anche lui è stato rilasciato dal carcere di Mukalla, città portuale e capoluogo del governatorato di Hadramaut, caduta in mano dei terroristi. Il miliziano è riapparso sorridente e trionfante in una serie di foto circolate sui social media che lo ritraggono all'interno del lussuoso palazzo del governatore provinciale. Per liberare Mukalla si sono mosse le locali tribù, strette in un'alleanza: dopo aver conquistato due basi militari lungo la costa, i combattenti tribali hanno iniziato la marcia verso la città portuale. Alcuni residenti hanno riferito di aver visto i loro pick-up entrare oggi a Mukalla.
SCHEDA - LE QUATTRO FORZE IN CAMPO
I combattimenti. I guerriglieri stanno cercando di prendere il controllo di Dalia per poter aprire un corridoio in direzione della città portuale di Aden, roccaforte governativa. Sono almeno 185 i morti e 1.282 i feriti nei violenti scontri in corso da una settimana tra miliziani sciiti houthi ed esercito del governo del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi per il controllo di Aden, nel sud dello Yemen. Agli scontri sul campo si aggiungono i raid aerei lanciati dal 26 marzo dalla coalizione militare a guida saudita. Il direttore sanitario della città, Al-Kheder Lassouar, ha spiegato che tre quarti delle vittime è composto da civili. Il bilancio non conta i morti tra i ribelli houthi e i loro alleati, in quanto non vengono trasportati in ospedali pubblici e quindi non possono essere quantificati.
LA MAPPA COSI' IL PAESE SI E' SPACCATO IN DUE
L'emergenza umanitaria. Lassouar ha chiesto alle organizzazioni internazionali e ai Paesi arabi che partecipano alla coalizione di fornire assistenza medica agli ospedali di Aden. "Abbiamo esaurito le scorte mediche e gli ospedali non possono più far fronte al crescente numero di vittime", ha detto Lassouar. Sulla situazione umanitaria in Yemen il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha espresso preoccupazione e sta lavorando a una bozza di risoluzione proposta dalla Russia che chiede l'obbligo che la coalizione araba faccia pause nei raid aerei per permettere ai cittadini stranieri di andarsene e l'ingresso di aiuti umanitari.
Egitto: "Sicurezza navigazione Mar Rosso". E sulle tensioni nell'area e il controllo di Aden è intervenuto anche l'Egitto. "Garantire la sicurezza della navigazione sul Mar rosso e nello stretto di Bab al-Mandab è la priorità strategica dell'Egitto", ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, al termine di un vertice con i responsabili delle forze armate. Lo Stretto di Bab al-Mandab congiunge il Mar Rosso, lo stretto di Aden e, quindi l'Oceano Indiano, e rappresenta un corridoio strategico in cui transita quasi il 40% del traffico marittimo mondiale. Solo nel 2013, il tratto di mare ha visto il passaggio di quasi 4 milioni di barili di petrolio al giorno. Per il Cairo, Bab al-Mandab (letteralmente, la Porta delle lacrime) è di importanza vitale poichè lo stretto dà accesso al canale di Suez.
[[ge:rep-locali:repubblica:111220069]]
Poco prima i ribelli sciiti seguaci dell'imam al Houthi avevano assaltato il carcere della provincia yemenita di Dalia, nel sud del paese liberando centinaia di prigionieri. Secondo fonti di sicurezza governative sono stati liberate 300 persone, mentre il sito informativo yemenita "al Masdar" parla di 800 detenuti.
La sfida del qaedista evaso. Una notizia che arriva con la diffusione della foto di Khaled Batarfi, membro di alto profilo di Al Qaeda nella Pensiola Arabica, che si fatto ritrarre nel palazzo del governatore locale, dopo l'evasione dal carcere. Nell'immagine è seduto sul sofa, con il kalashnikov in una mano e il telefono nell'altra. Anche lui è stato rilasciato dal carcere di Mukalla, città portuale e capoluogo del governatorato di Hadramaut, caduta in mano dei terroristi. Il miliziano è riapparso sorridente e trionfante in una serie di foto circolate sui social media che lo ritraggono all'interno del lussuoso palazzo del governatore provinciale. Per liberare Mukalla si sono mosse le locali tribù, strette in un'alleanza: dopo aver conquistato due basi militari lungo la costa, i combattenti tribali hanno iniziato la marcia verso la città portuale. Alcuni residenti hanno riferito di aver visto i loro pick-up entrare oggi a Mukalla.
SCHEDA - LE QUATTRO FORZE IN CAMPO
I combattimenti. I guerriglieri stanno cercando di prendere il controllo di Dalia per poter aprire un corridoio in direzione della città portuale di Aden, roccaforte governativa. Sono almeno 185 i morti e 1.282 i feriti nei violenti scontri in corso da una settimana tra miliziani sciiti houthi ed esercito del governo del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi per il controllo di Aden, nel sud dello Yemen. Agli scontri sul campo si aggiungono i raid aerei lanciati dal 26 marzo dalla coalizione militare a guida saudita. Il direttore sanitario della città, Al-Kheder Lassouar, ha spiegato che tre quarti delle vittime è composto da civili. Il bilancio non conta i morti tra i ribelli houthi e i loro alleati, in quanto non vengono trasportati in ospedali pubblici e quindi non possono essere quantificati.
LA MAPPA COSI' IL PAESE SI E' SPACCATO IN DUE
L'emergenza umanitaria. Lassouar ha chiesto alle organizzazioni internazionali e ai Paesi arabi che partecipano alla coalizione di fornire assistenza medica agli ospedali di Aden. "Abbiamo esaurito le scorte mediche e gli ospedali non possono più far fronte al crescente numero di vittime", ha detto Lassouar. Sulla situazione umanitaria in Yemen il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha espresso preoccupazione e sta lavorando a una bozza di risoluzione proposta dalla Russia che chiede l'obbligo che la coalizione araba faccia pause nei raid aerei per permettere ai cittadini stranieri di andarsene e l'ingresso di aiuti umanitari.
Egitto: "Sicurezza navigazione Mar Rosso". E sulle tensioni nell'area e il controllo di Aden è intervenuto anche l'Egitto. "Garantire la sicurezza della navigazione sul Mar rosso e nello stretto di Bab al-Mandab è la priorità strategica dell'Egitto", ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, al termine di un vertice con i responsabili delle forze armate. Lo Stretto di Bab al-Mandab congiunge il Mar Rosso, lo stretto di Aden e, quindi l'Oceano Indiano, e rappresenta un corridoio strategico in cui transita quasi il 40% del traffico marittimo mondiale. Solo nel 2013, il tratto di mare ha visto il passaggio di quasi 4 milioni di barili di petrolio al giorno. Per il Cairo, Bab al-Mandab (letteralmente, la Porta delle lacrime) è di importanza vitale poichè lo stretto dà accesso al canale di Suez.