BOSTON - Dopo due giorni di camera di consiglio, la giuria americana ha giudicato Dzhokhar Tsarnaev colpevole nel processo per l'attentato alla maratona di Boston. Tsarnaev, 21enne musulmano di origine cecena che era emigrato dalla Russia dieci anni prima dell'attentato, era accusato dell'attacco del 2013, nel corso del quale persero la vita tre persone e altre 264 rimasero ferite. Secondo i giurati, l'uomo è colpevole di complotto per aver usato un'arma di distruzione di massa, reato che comporta la possibilità di condanna a morte. Il processo entra dunque nella seconda fase in cui i giudici dovranno decidere se il 21enne attentatore passerà la vita in carcere o se dovrà morire.
I giurati hanno riconosciuto Tsarnaev colpevole di tutti i 30 capi d'accusa sollevati contro di lui, 17 dei quali prevedono la pena capitale.
I giudici hanno emesso il verdetto dopo 11 ore di camera di consiglio. Tsarnaev ha ammesso di aver pianificato l'attentato insieme al fratello Tamerlan, da cui tuttavia ha detto di essere stato plagiato. Quattro giorni dopo l'attentato, dopo una drammatica caccia all'uomo nei campus di Cambridge, dove gli Tsarnaev avevano ucciso un agente, e nei dintorni, i due fratelli vengono individuati a Watertown. Dzhokhar viene catturato in una barca parcheggiata dietro la casa dove si era nascosto e scoperto da un residente che aveva allertato la polizia. Dopo un altro scontro a fuoco, era stato arrestato dalle teste di cuoio. Poche ore prima la polizia aveva ucciso il fratello Tamerlan.
il processo era iniziato lo scorso quattro marzo. Da allora sono stati ascoltati 90 testimoni ed è stato mostrato un video in cui Dzhokhar lascia uno dei due ordigni rudimentali (l'esplosivo contenuto in pentole a pressione riempite di chiodi) fatti esplodere accanto al bambino di otto anni Martin Richard, che sarebbe poi stato dilaniato. L'ex studente è rimasto impassibile per 25 minuti, mentre il giudice dava lettura del verdetto a cui era arrivata la giuria composta da sette donne e cinque uomini. "Non neghiamo che Dzhokhar abbia partecipato a questi eventi, ma se non fosse stato per Tamerlan non sarebbe accaduto", aveva dichiarato la difesa. L'accusa ha ribattuto che invece è stato "un atto di terrorismo calcolato, a sangue freddo. Un atto intenzionale".
Secondo l'accusa, Tsarnaev aveva letto numerosi materiali jihadisti ed aveva scritto che l'attentato rappresentava una vendetta contro le campagne militari intrapresi dagli Stati Uniti in Afghanistan e in Iraq. Era assetato di sangue, voleva stabilire un punto. Voleva dire all'America "noi ora vi terrorizzeremo'". La giuria, che si è presa due giorni per decidere, ha evidentemente accolto la tesi dell'accusa. Resta solo da stabilire la pena.
I giurati hanno riconosciuto Tsarnaev colpevole di tutti i 30 capi d'accusa sollevati contro di lui, 17 dei quali prevedono la pena capitale.
I giudici hanno emesso il verdetto dopo 11 ore di camera di consiglio. Tsarnaev ha ammesso di aver pianificato l'attentato insieme al fratello Tamerlan, da cui tuttavia ha detto di essere stato plagiato. Quattro giorni dopo l'attentato, dopo una drammatica caccia all'uomo nei campus di Cambridge, dove gli Tsarnaev avevano ucciso un agente, e nei dintorni, i due fratelli vengono individuati a Watertown. Dzhokhar viene catturato in una barca parcheggiata dietro la casa dove si era nascosto e scoperto da un residente che aveva allertato la polizia. Dopo un altro scontro a fuoco, era stato arrestato dalle teste di cuoio. Poche ore prima la polizia aveva ucciso il fratello Tamerlan.
il processo era iniziato lo scorso quattro marzo. Da allora sono stati ascoltati 90 testimoni ed è stato mostrato un video in cui Dzhokhar lascia uno dei due ordigni rudimentali (l'esplosivo contenuto in pentole a pressione riempite di chiodi) fatti esplodere accanto al bambino di otto anni Martin Richard, che sarebbe poi stato dilaniato. L'ex studente è rimasto impassibile per 25 minuti, mentre il giudice dava lettura del verdetto a cui era arrivata la giuria composta da sette donne e cinque uomini. "Non neghiamo che Dzhokhar abbia partecipato a questi eventi, ma se non fosse stato per Tamerlan non sarebbe accaduto", aveva dichiarato la difesa. L'accusa ha ribattuto che invece è stato "un atto di terrorismo calcolato, a sangue freddo. Un atto intenzionale".
Secondo l'accusa, Tsarnaev aveva letto numerosi materiali jihadisti ed aveva scritto che l'attentato rappresentava una vendetta contro le campagne militari intrapresi dagli Stati Uniti in Afghanistan e in Iraq. Era assetato di sangue, voleva stabilire un punto. Voleva dire all'America "noi ora vi terrorizzeremo'". La giuria, che si è presa due giorni per decidere, ha evidentemente accolto la tesi dell'accusa. Resta solo da stabilire la pena.