NEW YORK - Alla vigilia dell'annuncio della "discesa in campo" per la nomination democratica alle elezioni presidenziali Usa del 2016, la campagna di Hillary Clinton annuncia i grandi numeri del finanziamento: "Ready for Hillary" ha raccolto 15 milioni di dollari, con 4 milioni di donatori dichiarati. Il comitato elettorale ("super-pac") fondato due anni fa per lanciare la campagna si prepara a chiudere i battenti una volta fatto l'annuncio ufficiale della candidatura, previsto per domani alle 12 (le 18 in Italia). E in coincidenza con la grande attesa creata dall'anticipazione - Hillary lancerà la sfida democratica sui social media, con un video e un tweet e/o un post su Facebook - il clan dei Clinton intero si mette in moto: proprio oggi Elle mette in copertina una patinatissima Chelsea Clinton che parla - senza riferimenti precisi - della necessità di avere più donne nei posti di potere. Vestito nero di Gucci e bracciale Chanel, la figlia della ex coppia presidenziale parla di come il diventare madre l'abbia cambiata e di come essere mamma di una bambina di sei mesi, Charlotte, sia favoloso. Ma guarda anche avanti, e non dimentica la sua di mamma, Hillary Clinton, per la quale potrebbe tornare a essere la 'First daughter' con la sua candidatura.
Senza entrare nello specifico, Chelsea si sofferma sul ruolo delle donne e sull'importanza simbolica del primo presidente americano donna. "Abbiamo fatto progressi reali nella tutela legale delle donne, ma non c'è alcuna parità dei sessi in questo paese sul luogo di lavoro. E se guardiamo alla sfera politica - afferma Chelsea - è difficile per me dire che è un successo il fatto che in Congresso il 20% dei membri sono donne. Da quando il 20% è divenuto la definizione di uguaglianza? E così quando mi si chiede dell'importanza di avere una donna presidente, dico che è importante per motivi simbolici, i simboli sono importanti. Uno dei valori centrali di questo paese è essere la terra delle uguali opportunità, ma non quando si tratta di uguaglianza di genere. Ritengo che avere il primo presidente donna, quando sarà, aiuterà a risolvere" il problema". Una donna come 'Commander-in-chief' farebbe la differenza. "Come abbiamo visto più volte, donne nella posizione di leadership hanno successo e storicamente sono in grado di costruire maggiore consenso - mette in evidenza Chelsea Clinton - sulle decisioni che hanno effetti di lungo termine, si tratti di investimenti economici o di costruire capitale sociale. Chi siede intorno al tavolo conta, chi siede a capotavola conta". Nella sua sfera personale Chelsea Clinton, oltre alla bambina, aggiunge il lavoro alla fondazione di famiglia. E fa i conti anche con il suo cognome. "Sono più dura di quello che sembro. Ho sempre saputo che è mia responsabilità aiutare la gente a superare i pregiudizi nei miei confronti".
Senza entrare nello specifico, Chelsea si sofferma sul ruolo delle donne e sull'importanza simbolica del primo presidente americano donna. "Abbiamo fatto progressi reali nella tutela legale delle donne, ma non c'è alcuna parità dei sessi in questo paese sul luogo di lavoro. E se guardiamo alla sfera politica - afferma Chelsea - è difficile per me dire che è un successo il fatto che in Congresso il 20% dei membri sono donne. Da quando il 20% è divenuto la definizione di uguaglianza? E così quando mi si chiede dell'importanza di avere una donna presidente, dico che è importante per motivi simbolici, i simboli sono importanti. Uno dei valori centrali di questo paese è essere la terra delle uguali opportunità, ma non quando si tratta di uguaglianza di genere. Ritengo che avere il primo presidente donna, quando sarà, aiuterà a risolvere" il problema". Una donna come 'Commander-in-chief' farebbe la differenza. "Come abbiamo visto più volte, donne nella posizione di leadership hanno successo e storicamente sono in grado di costruire maggiore consenso - mette in evidenza Chelsea Clinton - sulle decisioni che hanno effetti di lungo termine, si tratti di investimenti economici o di costruire capitale sociale. Chi siede intorno al tavolo conta, chi siede a capotavola conta". Nella sua sfera personale Chelsea Clinton, oltre alla bambina, aggiunge il lavoro alla fondazione di famiglia. E fa i conti anche con il suo cognome. "Sono più dura di quello che sembro. Ho sempre saputo che è mia responsabilità aiutare la gente a superare i pregiudizi nei miei confronti".