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Obama: "Hillary Clinton? Sarebbe un'eccellente presidente"

L'endorsement del capo della Casa Bianca nei confronti della ex segretario di Stato che oggi annuncerà la sua candidatura alla nomination democratica per le presidenziali del 2016. Raccolti già 15 milioni di dollari per la campagna elettorale

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"Hillary sarebbe una presidente eccellente". Lo ha detto Barack Obama rispondendo a domande dei giornalisti sul possibile annuncio oggi della candidatura di Hillary Clinton alla nomination democratica. "E' stata un segretario di Stato eccezionale", ha aggiunto il capo della Casa Bianca, che nel 2008 la sconfisse nella corsa per la designazione dello sfidante di George W. Bush.

L'appoggio di Obama arriva alla vigilia della "discesa in campo" in vista delle presidenziali del 2016. Hillary Clinton infatti dovrebbe annunciare oggi ufficialmente la propria candidatura. Con ogni probabilità tutto si svolgerà attraverso i social network, segnale che la moglie dell'ex presidente Clinton vuole tenere stretto il contatto con gli elettori più giovani. La conferma della candidatura di Hillary Clinton potrebbe arrivare in 140 caratteri su Twitter o con un post su Facebook. Ne sono convinte fonti vicine alla ex responsabile della diplomazia statunitense che al Washington Post confidano i dettagli di una strategia volta al basso profilo. Al contrario di quanto sta accadendo sul fronte repubblicano ma anche in contrasto con quanto ci si aspetterebbe dalla probabile frontrunner democratica che già nel 2008 sfidò Obama, e perse, a suon di discorsi dai toni già 'presidenziali'. Così gli strateghi al lavoro per la ex first lady avrebbero delineato, almeno per iniziare, un percorso fatto di incontri a tu per tu o con piccoli gruppi di elettori più che di grandi palchi.

"Misura" quindi, per la candidata che vuole diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti. Senza rinunciare tuttavia ai grandi temi. Al centro del suo messaggio Hillary Clinton deve mettere l'economia e su questo piano si gioca molto - si spiega - con la necessità di formulare una proposta nella consapevolezza che i suoi possibili contendenti democratici le si posizionano a sinistra. Dall'ex governatore del Maryland Martin O'Malley all'ex senatore per la Virginia Jim Webb, al senatore Bernard Sanders. Fino ad Elizabeth Warren, senatrice del Massachussets che, nonostante continui a ripetere che non correrà, resta punto di riferimento per la sinistra.

Per quanto riguarda il campo repubblicano, la stampa Usa anticipa che lunedì dovrebbe lanciare ufficialmente la sua candidatura il senatore Marco Rubio.

Intanto già si annuncia che la campagna di Hillary Clinton si baserà su grandi numeri del finanziamento: "Ready for Hillary" ha raccolto 15 milioni di dollari, con quattro milioni di donatori dichiarati. Il comitato elettorale ("super-pac") fondato due anni fa per lanciare la campagna si prepara a chiudere i battenti una volta fatto l'annuncio ufficiale della candidatura, previsto per oggi alle 12 (le 18 in Italia). E in coincidenza con la grande attesa l'intero clan dei Clinton si mette in moto: proprio oggi Elle mette in copertina una patinatissima Chelsea Clinton che parla - senza riferimenti precisi - della necessità di avere più donne nei posti di potere. Vestito nero di Gucci e bracciale Chanel, la figlia della ex coppia presidenziale parla di come il diventare madre l'abbia cambiata e di come essere mamma di una bambina di sei mesi, Charlotte, sia favoloso. Ma guarda anche avanti, e non dimentica la sua di mamma, Hillary Clinton, per la quale potrebbe tornare a essere la 'First daughter'.

Senza entrare nello specifico, Chelsea si sofferma sul ruolo delle donne e sull'importanza simbolica del primo presidente americano donna. "Abbiamo fatto progressi reali nella tutela legale delle donne, ma non c'è alcuna parità dei sessi in questo Paese sul luogo di lavoro. E se guardiamo alla sfera politica - afferma Chelsea - è difficile per me dire che è un successo il fatto che nel Congresso il 20% dei membri sono donne. Da quando il 20% è divenuto la definizione di uguaglianza? E così quando mi si chiede dell'importanza di avere una donna presidente, dico che è importante per motivi simbolici, i simboli sono importanti. Uno dei valori centrali di questo Paese è essere la terra delle uguali opportunità, ma non quando si tratta di uguaglianza di genere. Ritengo che avere il primo presidente donna, quando sarà, aiuterà a risolvere il problema". Una donna come 'Commander-in-chief' farebbe la differenza. "Come abbiamo visto più volte, donne nella posizione di leadership hanno successo e storicamente sono in grado di costruire maggiore consenso - mette in evidenza Chelsea Clinton - sulle decisioni che hanno effetti di lungo termine, si tratti di investimenti economici o di costruire capitale sociale". Per quanto riguarda la sua sfera personale Chelsea Clinton, oltre che della bambina, parla del lavoro alla fondazione di famiglia. E fa i conti anche con il suo cognome. "Sono più dura di quello che sembro. Ho sempre saputo che è mia responsabilità aiutare la gente a superare i pregiudizi nei miei confronti".

"Siamo Hillary per l'America". E' il titolo di un memo fatto circolare tra i sostenitori di Hillary Clinton a poche ore dall'annuncio della sua candidatura. E suona già come uno slogan. L'autore del documento, scrivono i media americani che ne hanno preso visione, è Robby Mook, "designato" a capo della campagna di Hillary Clinton. In una pagina viene sintetizzata la "missione" della squadra che lavorerà per la ex segretario di Stato: dare "a ogni famiglia, ad ogni piccola impresa, ad ogni americano, un percorso verso la prosperità duratura". Focus sull'economia, quindi, sulle opportunità per le famiglie americane. "Questa campagna non riguarda Hillary Clinton e non riguarda noi - si legge nella nota - riguarda gli americani comuni che tentano di costruire una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie".