Esteri

Accordo Russia-Iran sui missili, lo schiaffo di Putin agli Usa

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MOSCA - Missili russi per proteggere l'Iran. Con una decisione che preoccupa gli Stati Uniti e scatena le proteste di Israele, Vladimir Putin ha deciso idi togliere il veto alla vendita dei sistemi missilistici S-300 a Teheran. La firma del presidente sblocca in tempo reale un contratto da 800 milioni di dollari stipulato nel 2007 con il Paese degli ajatoallah e poi congelato per l'inizio del lungo braccio di ferro tra Teheran e la comunità internazionale sul controllo delle attività militari in campo nucleare.

E' già una bella cifra per l'economia russa, a sua volta colpita dalle sanzioni post Crimea, ma presto potrebbero essere stipulati nuovi contratti che consentano all'Iran di blindare i maggiori luoghi strategici. In più è già partita una trattativa per scambiare petrolio con grano, attrezzature, materiale per costruzione. Insomma un nuovo e inatteso grande fronte commerciale.

Ma la decisione di Putin non è solo prettamente economica. Nelle poche dichiarazioni che filtrano c'è un'evidente intenzione di fare l'ennesimo dispetto agli Stati Uniti e ai loro alleati occidentali considerati sempre più "ostili" sia dal Cremlino che da gran parte dell'opinione pubblica russa.

"Gli S-300  -  ha spiegato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ad un contrariato segretario di Stato Usa John Kerry  -  sono un'arma difensiva. Le ragioni dell'embargo sono ormai sfumate dopo l'accordo di Losanna sull'uso delle centrali nucleari. Dunque non c'è alcun motivo per negare all'Iran il diritto di proteggersi". In realtà i tempi tecnici per la consegna dei missili prevedono ancora qualche mese. E intanto già a giugno, l'intesa definitiva sulla questione nucleare dovrebbe ratificare la fine delle sanzioni. Dal punto di vista formale (sempre fondamentale per il Cremlino) Mosca non avrebbe commesso alcuna irregolarità. Resta l'imbarazzo Usa per questa mossa frettolosa e soprattutto l'indignazione israeliana, ufficializzata dal ministro dell'Intelligence Yuval Steinitz: "Ecco a che cosa ha portato legittimare l'Iran. Adesso abbiamo la prova che il beneficio ricavato dalla fine delle sanzioni sarà usato per il riarmo".

Il sistema S-300 è una evoluzione molto efficace di un complesso missilistico sovietico ideato a fine anni '70 e considerato di micidiale precisione nell'intercettare e colpire aerei e missili di ogni tipo. Oleg Valetskij, tra i più noti esperti militari russi ne esalta gli scopi "prettamente difensivi" a differenza dei modernissimi S-400 venduti invece alla Cina. E tira una conclusione che somiglia a quella sottintesa dal Cremlino: "Con i nostri missili Teheran non potrà attaccare nessuno. Usa e Israele sono contrariati solo perché con gli S-300 non sarà più ipotizzabile un progetto di attacco all'Iran senza subirne pesanti conseguenze".