CITTA' DEL VATICANO - "L'umiliazione per se stessa è masochismo, mentre quella subita e sopportata in nome del Vangelo ti rende simile a Gesù". Papa Francesco, nell'omelia della messa celebrata oggi alla Domus Santa Marta, il giorno dopo la notizia della morte di 12 immigrati in viaggio nel Mediterraneo, gettati in mare perché cristiani, come già fatto nei giorni scorsi, dopo l'uccisione di cristiani in Kenya e in altri luoghi di guerra, torna a ricordare quanti subiscono martiri in nome di Gesù. Il Papa, riferisce Radio Vaticana, è partito dagli Apostoli, che "vengono flagellati e lasciano il sinedrio lieti di aver subito oltraggi per il nome di Gesù", per parlare poi dei "tanti fratelli e sorelle nostri martirizzati per il nome di Gesù". "Loro - ha detto - sono in questo stato, hanno in questo momento la letizia di aver sofferto oltraggi, anche la morte, per il nome di Gesù. Per fuggire dall'orgoglio dei primi, soltanto c'è la strada di aprire il cuore all'umiltà e all'umiltà non si arriva mai senza l'umiliazione". "Questa - ha commentato - è una cosa che non si capisce naturalmente. È una grazia che dobbiamo chiedere".
Quando noi coviamo un risentimento, ha sottolineato il Papa, "è inevitabile che scoppi nell'insulto, nella guerra". E "con questi sentimenti cattivi contro gli altri, lottiamo contro Dio", mentre "Dio ama gli altri, ama l'armonia, ama l'amore, ama il dialogo, ama camminare insieme". Dunque, ha osservato Bergoglio, i cristiani non debbono "mai coltivare dei sentimenti di odio, ma scoprire dentro di sè sentimenti e atteggiamenti che piacciono a Dio".
Tempo al tempo. "Dà tempo al tempo", ha riassunto il Papa. "Questo - infatti - serve quando abbiamo cattivi pensieri contro gli altri, cattivi sentimenti, quando abbiamo antipatia, odio: non lasciarli crescere, fermarsi, dare tempo al tempo. Il tempo mette le cose in armonia e ci fa vedere il giusto delle cose". Invece "se tu reagisci nel momento della furia, sicuro che sarai ingiusto. Sarai ingiusto. E anche farà male a te stesso". E ammette: " Anche a me succede: quando una cosa non piace, il primo sentimento non è di Dio, è cattivo, sempre". Da qui il consiglio: prendere tempo, il tempo che serve a non cedere "nel momento della tentazione". Fermarsi in questi casi, ha concluso Francesco, è un "rimedio" giusto per ogni essere umano.
Quando noi coviamo un risentimento, ha sottolineato il Papa, "è inevitabile che scoppi nell'insulto, nella guerra". E "con questi sentimenti cattivi contro gli altri, lottiamo contro Dio", mentre "Dio ama gli altri, ama l'armonia, ama l'amore, ama il dialogo, ama camminare insieme". Dunque, ha osservato Bergoglio, i cristiani non debbono "mai coltivare dei sentimenti di odio, ma scoprire dentro di sè sentimenti e atteggiamenti che piacciono a Dio".
Tempo al tempo. "Dà tempo al tempo", ha riassunto il Papa. "Questo - infatti - serve quando abbiamo cattivi pensieri contro gli altri, cattivi sentimenti, quando abbiamo antipatia, odio: non lasciarli crescere, fermarsi, dare tempo al tempo. Il tempo mette le cose in armonia e ci fa vedere il giusto delle cose". Invece "se tu reagisci nel momento della furia, sicuro che sarai ingiusto. Sarai ingiusto. E anche farà male a te stesso". E ammette: " Anche a me succede: quando una cosa non piace, il primo sentimento non è di Dio, è cattivo, sempre". Da qui il consiglio: prendere tempo, il tempo che serve a non cedere "nel momento della tentazione". Fermarsi in questi casi, ha concluso Francesco, è un "rimedio" giusto per ogni essere umano.