MELBOURNE - L'Australia, che è stato tra i primi Paesi a partecipare ai raid aerei contro Isis iniziati lo scorso agosto Iraq, si sta rivelando sempre più un crocevia per gli aspiranti terroristi ispirati dal sedicente califfo Abu Bakr al baghdadi. La polizia ha arrestato 5 giovani, tra i 18 ed i 19 anni, che stavano progettando un attentato in grande stile contro la polizia a Melbourne per il 25 aprile.
I cinque sono stati arrestati nelle prime ore di sabato in una serie di raid che hanno segnato la fine di un'operazione durata un mese. I sospetti terroristi volevano uccidere poliziotti con coltelli e mannaie, decapitandoli pubblicamente, ispirandosi alle macabre esecuzioni di prigionieri occidentali per cui sono tristemente celebri i jiahdisti sunniti dello Stato Islamico. Lo ha spiegato il n.2 della polizia australiana, Neil Gaughan.
Nel dettaglio, due 18enni sono stati fermati perché pianificavano un attentato terroristico nell'Anzac Day, la giornata del veterano, che il prossimo sabato commemorerà il centenario dei soldati caduti durante lo sbarco del Corpo d'armata di Australia e Nuova Zelanda (Anzac) a Gallipoli, in Turchia, durante la Prima guerra mondiale. Uno dei due, Sevdet Besim, è comparso in tribunale ed è stato incriminato per complotto contro la polizia. Una terza persona è stata incriminata per accuse legate a possesso di armi, le altre due sono in custodia.
Alcuni dei sospettati avrebbero frequentato lo stesso centro studi islamico e avrebbero legami con un adolescente ucciso a settembre dalla polizia. Abdul Numan Haider, 18 anni, è stato ucciso dopo che avrebbe accoltellato due agenti fuori da una stazione di polizia a Melbourne. Doveva essere interrogato da investigatori antiterrorismo.
Il premier Tony Abbott ha chiesto agli australiani di non desistere dal commemorare l'Anzac Day: "La gente dovrebbe andare agli eventi legati all'Anzac Day nel più grande numero possibile. Potete essere fiduciosi, stiamo facendo tutto quello che è umanamente possibile perché siate al sicuro". Ha aggiunto: "La cosa migliore che possiamo fare contro il terrorismo è condurre guide normali".
Sono almeno 110 gli australiani che hanno deciso di andare in Medio Oriente per combattere a fianco dell'Isis in Siria e Iraq. L'agenzia di sicurezza australiana sta monitorando almeno 400 persone sospettate di contatti con i terroristi islamici: un numero doppio rispetto a quello di un anno fa.
I cinque sono stati arrestati nelle prime ore di sabato in una serie di raid che hanno segnato la fine di un'operazione durata un mese. I sospetti terroristi volevano uccidere poliziotti con coltelli e mannaie, decapitandoli pubblicamente, ispirandosi alle macabre esecuzioni di prigionieri occidentali per cui sono tristemente celebri i jiahdisti sunniti dello Stato Islamico. Lo ha spiegato il n.2 della polizia australiana, Neil Gaughan.
Nel dettaglio, due 18enni sono stati fermati perché pianificavano un attentato terroristico nell'Anzac Day, la giornata del veterano, che il prossimo sabato commemorerà il centenario dei soldati caduti durante lo sbarco del Corpo d'armata di Australia e Nuova Zelanda (Anzac) a Gallipoli, in Turchia, durante la Prima guerra mondiale. Uno dei due, Sevdet Besim, è comparso in tribunale ed è stato incriminato per complotto contro la polizia. Una terza persona è stata incriminata per accuse legate a possesso di armi, le altre due sono in custodia.
Alcuni dei sospettati avrebbero frequentato lo stesso centro studi islamico e avrebbero legami con un adolescente ucciso a settembre dalla polizia. Abdul Numan Haider, 18 anni, è stato ucciso dopo che avrebbe accoltellato due agenti fuori da una stazione di polizia a Melbourne. Doveva essere interrogato da investigatori antiterrorismo.
Il premier Tony Abbott ha chiesto agli australiani di non desistere dal commemorare l'Anzac Day: "La gente dovrebbe andare agli eventi legati all'Anzac Day nel più grande numero possibile. Potete essere fiduciosi, stiamo facendo tutto quello che è umanamente possibile perché siate al sicuro". Ha aggiunto: "La cosa migliore che possiamo fare contro il terrorismo è condurre guide normali".
Sono almeno 110 gli australiani che hanno deciso di andare in Medio Oriente per combattere a fianco dell'Isis in Siria e Iraq. L'agenzia di sicurezza australiana sta monitorando almeno 400 persone sospettate di contatti con i terroristi islamici: un numero doppio rispetto a quello di un anno fa.