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Yemen, Riprendono i raid. Obama ammonisce Iran: no armi ai ribelli

(ansa)
Combattimenti nel Sud, a Taez, coalizione guidata da sauditi torna a bombardare forze filosciite
 
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NEW YORK - Aerei della coalizione araba guidata dall'Arabia Saudita hanno colpito postazioni dei ribelli nella città yemenita di Taez che  preso il controllo della base di una brigata militare. Raid che arrivano nonostante la conclusione dell'offensiva aereo-navale denominata "tempesta decisiva" annunciata dall'Arabia Saudita.

La coalizione araba a guida saudita aveva annunciato ieri la fine della campagna di raid aerei sullo Yemen denominata 'Firmness Storm' (Tempesta di fermezza) per dare il via all'operazione 'Restauration of Hope' (Ricostruire la speranza) secondo quanto stabilito dal Consiglio di sicurezza dell'Onu.  Una decisione presa su richiesta del presidente yemenita Abd Rabbo Mansur Hadi, che il mese scorso era fuggito dalla città portuale di Aden, nel Sud del Paese, per rifugiarsi a Riad. Sabato però Obama aveva telefonato al re saudita Salman, facendo capire al sovrano che in Yemen avrebbe preferito una soluzione politica e non solo militare.

Ma oggi è arrivata la notizia di nuovi scontri a Sud, notizia che ha spinto la colazione araba a colpire di nuovo i ribelli. L'ultimo raid ha avuto come obiettivo i depositi di armi sull'area montuosa di Faj Atan, alle porte della capitale Sanaa, dove si pensa fossero custoditi anche missili Scud caduti nelle mani dei ribelli. I morti dopo quasi quattro settimane di bombardamenti sono oltre 900 (quasi 3.500 i feriti). Nel paese continuano i combattimenti fra fazioni rivali in diverse città del Sud. Secondo testimoni, scontri a fuoco sono stati segnalati questa mattina ad Aden, seconda città dello Yemen, a Taez, Dhaleh e a Huta. I combattimenti hanno opposto dei ribelli sciiti houthi a membri della "resistenza popolare" favorevoli al presidente in esilio Abd Rabbo Mansour Hadi e di altre forze ostili agli houthi.

In serata i ribelli sciitihanno chiesto la fine completa degli attacchi della coalizione sotto comando saudita e hanno auspicato negoziati sotto l'egida delle Nazioni unite.

FOCUS Le quattro forze in campo in Yemen
Intanto gli Stati Uniti hanno deciso di mantenere alcune navi da guerra "nella regione del Golfo Persico per garantire la libertà di navigazione", afferma il presidente americano Barack Obama, aggiungendo che gli Usa hanno detto agli iraniani che "se ci fossero consegne di armi alle fazioni yemenite, questo potrebbe minacciare la navigazione e sarebbe un problema".
MAPPA INTERATTIVA Il paese spaccato dall'avanzata Houthi
Il coinvolgimento iraniano in Yemen, ha detto ancora Obama in un'intervista alla Msnbc, può solo complicare la ricerca di una soluzione del conflitto tra forze governative e ribelli sciiti Houti."Quello che dobbiamo fare - ha detto - è portare tutte la parti a un tavolo e trovare un accordo politico. Abbiamo indicato agli iraniani - ha aggiunto - che devono essere parte della soluzione e non parte del problema".

ll dispiegamento di una portaerei degli Stati Uniti al largo delle coste dello Yemen è focalizzato a garantire il libero flusso del commercio e la libertà di movimento nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso, ha detto il portavoce Josh Earnest affermando che il dispiegamento della "Theodore Roosevelt" non è legato al trasporto delle armi nelle navi da guerra iraniane agli Huthi, sottolineando tuttavia che gli Stati Uniti sono preoccupati per il sostegno iraniano ai ribelli.