Esteri

Vertice a quattro tra Matteo Renzi, Angela Merkel, David Cameron e Francois Hollande a Bruxelles (ansa)

Emergenza migranti, triplicati fondi a Triton. Ma sull'accoglienza Ue ancora divisa

Vertice straordinario di Bruxelles, Renzi: "Per la prima volta c'è strategia europea". Rafforzati pattugliamenti in mare. Ma non passano le quote di accoglienza. Nessuna missione militare in Libia, ma confermato piano interventi contro scafisti. Francia accoglierà 500-700 siriani

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BRUXELLES - Il vertice europeo straordinario dedicato all'emergenza immigrazione ha deciso di triplicare i fondi destinati alle missioni Triton e Poseidon. Il triplo delle risorse, assieme al rafforzamento dei mezzi per le operazioni coordinate da Frontex Triton e Poseidon (Grecia), da realizzare in poche settimane. La battaglia ai trafficanti, in accordo col diritto Internazionale. Il tentativo di prevenire l'immigrazione con una serie di iniziative congiunte. L'implementazione delle politiche dell'Unione europea con le organizzazioni dei migranti su asilo e transito di migranti. Per finire il rinforzo della solidarietà e della responsabilità europea nei confronti degli Stati membri di frontiera, Italia in testa. Anche se la proposta delle quote di accoglienza non è passata. Ammette Renzi: "Non si può obbligare alcun paese ad accogliere dei migranti, questo può essere fatto solo su base volontaria".
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La Francia. Ma il presidente francese Hollande qualche numero riesce a darlo da subito: la Francia si dice disposta ad accogliere tra i 500 e i 700 profughi siriani. E annuncia che chiederà all'Onu l'autorizzazione di interventi di distruzione delle navi dei trafficanti.

Triton diventa Mare Nostrum Ue. Quanto agli interventi in mare, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha precisato che la triplicazione dei fondi per Triton porta il bilancio dell'operazione europea a "120 milioni di euro, come era il bilancio di Mare Nostrum". Si tratterà, in pratica di una mare nostrum europea, finanziata con fondi Ue. Juncker e il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, hanno spiegato che, anche se il mandato di Triton non cambia (sorveglianza delle frontiere esterne dell'Ue entro 30 miglia delle coste), in realtà l'operazione di Frontex potrà essere allargata e acquisire le caratteristiche di un'operazione di ricerca e salvataggio, proprio come Mare Nostrum. "Non c'è nessun limite, né giuridico, né geografico, affinché Triton faccia le operazione di ricerca e salvataggio", ha detto Tusk. Sui limiti territoriali del mandato, però, Angela Merkel ha indicato che esistono differenze di vedute tra i partner: "Sono stata io a sollevare la questione della portata di Triton e dell'area di intervento, e ho notato che c'è una comprensione molto diversa di quello che Triton può fare tra i vari Stati membri. Saranno gli esperti e i legali a valutare", ha aggiunto Merkel.

L'Italia. Matteo Renzi torna dal vertice straordinario europeo con qualche successo in tasca. La solidarietà Ue prende corpo con una serie di misure, dall'applicabilità più o meno immediata, quantificabile in settimane o mesi. Una road map è prevista entro giugno e nessun rischio di "insabbiamento", promette Renzi, "E' cambiato l'approccio europeo al problema dei migranti". Ora è chiaro che "siamo pronti a tutti per fermare gli schiavisti". Ma nessuna missione militare è prevista in Libia: "Per qualsiasi missione militare in Libia serve una base di diritto internazionale. Il nostro Alto rappresentate ha un mandato proprio per sondare le diverse possibilità".
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Alla conferenza stampa Renzi esordisce esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Giovanni Lo Porto, ucciso durante un'operazione dell'antiterrorismo statunitense lo scorso gennaio al confine con l'Afghanistan. Il documento finale del Consiglio Ue rappresenta un "grande passo in avanti per l'Europa. Se riusciremo a passare dalle parole ai fatti lo vedremo nelle prossime settimane, ma per la prima volta l'Europa mette nero su bianco una strategia". Quattro i punti principali. Da applicare nel più breve tempo possibile perché "non si ripetano tragedie come quella di domenica".  L'Italia "ha chiesto alla Francia, alla Gran Bretagna e alla Spagna il sostegno ad una risoluzione dell'Onu sulla Libia. Vedremo nelle prossime ore se ci sarà spazio per questa risoluzione" spiega il premier italiano.

"Le allucinanti intercettazioni pubblicate in queste ore ci dicono che siamo in presenza di una serie ripetuta di violazioni dei diritti umani" continua il presidente del consiglio. "In questo Continente sono in vigore una serie di trattati, in particolare uno che fu richiesto in parte dall'Italia per non fare mettere il naso nelle vicende italiane. Questi accordi consentono agli Stati membri di scegliere se accogliere le persone. Mi conforta che alcuni Paesi hanno dato la loro disponibilità ad accogliere persone. Anche quei Paesi come la Gran Bretagna che hanno deciso di non accogliere persone hanno comunque garantito la disponibilità dei mezzi", aggiunge Renzi.

Mandato di Triton. La maggior parte dei Paesi Ue insiste dunque per non cambiare il mandato di Triton, chiedendo che non si trasformi in un'operazione di "ricerca e salvataggio". La missione resta così di controllo delle frontiere, perché è forte il timore, da Nord a Sud, del 'pull factor', il fattore richiamo migranti. Angela Merkel indica "il salvataggio delle vite umane come la priorità assoluta". "È importante ricordare che oggi abbiamo deciso di triplicare i fondi disponibili" per Frontex ma "se ne abbiamo bisogno di più li metteremo, non falliremo per mancanza di soldi" spiega la cancelliera, sottolineando che "per la Germania, se i soldi non sono sufficienti li aumenteremo di nuovo" e continua, "Dobbiamo iniziare un percorso che preveda una diversa distribuzione dei profughi tra i Paesi rispetto a quello che era possibile fare prima".

I rifugiati. In realtà da Bruxelles non sono arrivati impegni precisi in questo senso. "Per oggi non è stata stabilita nessuna cifra" sul numero dei rifugiati che l'Ue è pronta ad accogliere, ha detto Merkel a chi le chiedeva conferma dei 5 o 10mila rifugiati di cui si era parlato nel pomeriggio. E il presidente Juncker ammette: sul fronte dei ricollocamenti "avrei voluto un risultato più ambizioso". Fonti della
Commissione indicano che Juncker aveva richiesto che il numero fosse elevato ad almeno 10.000. I leader non hanno però appoggiato questa linea e hanno deciso di togliere ogni riferimento numerico. Le conclusioni del vertice riportano dunque al riguardo l'impegno dei leader "a creare un progetto pilota su base volontaria per i ricollocamenti nei paesi Ue per offrire posti alle persone che hanno diritto alla protezione".

Preceduto da un incontro a quattro tra Matteo Renzi, Angela Merkel, David Cameron e Francois Hollande, il vertice dà l'ok alle misure d'emergenza contenute nel piano dell'esecutivo Ue e tradotte in dieci punti. Molti i Paesi che si sono già detti disponibili ad offrire i propri mezzi, tra questi Francia, Germania, Belgio, Croazia, Slovenia e Norvegia.

IL PIANO UE IN 10 PUNTI

Il premier britannico David Cameron offre la nave portaelicotteri Bulwark, tre elicotteri e due pattugliatori con la mission di fare operazioni di soccorso e salvataggio, in stretto contatto con Frontex e le autorità italiane, ma al di fuori di Triton. Questo a patto "che le persone salvate siano portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiedano asilo nel Regno Unito". La Spagna, come molti altri Paesi si dice disponibile, e resta in attesa di una richiesta della Commissione Ue "dei mezzi necessari e di come si intende impiegarli" dicono fonti diplomatiche iberiche. Tempi decisamente più lunghi - si parla di mesi - per mettere in piedi la missione di Politica europea di sicurezza e difesa comune (Pesd). Federica Mogherini ha avuto l'incarico di "iniziare subito la preparazione di un'eventuale operazione Pesd".

Piano di distruzione dei barconi degli scafisti. I capi di Stato e di governo sono d'accordo sulla necessità di lottare contro i trafficanti, ma ci sono molti dubbi su quale sia il mezzo migliore. L'Alto rappresentante Federica Mogherini si metterà al lavoro per studiare una "possibile operazione". L'idea è quella di "montare" un'azione militare che preveda azioni chirurgiche, con obiettivi precisi, per distruggere i barconi prima del loro utilizzo, quindi anche sulle coste libiche. 

La Libia. Il governo di Tripoli (uno dei tre presenti in Libia e non riconosciuto dall'Ue) ha già lanciato il suo altolà, facendo sapere, attraverso il suo ministro degli Esteri Muhammed El-Ghirani, che "non accetterebbe mai che l'Ue bombardi presunte basi di trafficanti". Critico verso una missione sul modello di Atalanta anche il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. "Non vedo come i militari possano neutralizzare i barconi: penso a operazioni di polizia internazionale in collaborazione con i Paesi della sponda sud: indagini su dove stanno queste imbarcazioni, grazie anche a intercettazioni, in modo da trovarle e distruggerle".

Intanto l'Onu chiede alla Ue un passo "immediato": una missione "robusta" di ricerca e soccorso con spiegamento di mezzi navali e aerei che eviti tragedie come quelle di domenica.