Esteri

Obama in vena di battute: "Boehner ha già invitato Netanyahu al mio funerale"

Alla tradizionale cena con i giornalisti accreditati alla Casa Bianca, il presidente snocciola una serie di gag. Scherza su Hillary Clinton, su Cuba, sul Secret Service, sul suo vice Biden

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WASHINGTON - Hillary Clinton, Cuba e Joe Biden. Ma anche il Secret Service e i "nemici" del Congresso, senza dimenticare i giornalisti. Barack Obama non risparmia nessuno. L'occasione è quella della cena annuale del presidente degli Stati Uniti con i giornalisti accreditati alla Casa Bianca. Una serata a tratti goliardica, ma Obama, ridendo e scherzando dopo sei anni di presidenza, gioca duro: "Sembro così vecchio che John Boehner (lo speaker della Camera dei Rappresentanti, ndr) ha già invitato Netanyahu per parlare al mio funerale". Il riferimento è all'invito che il Congresso fece al premier israeliano per parlare in aula a Washington poco prima delle elezioni in Israele.

"Questa è la notte in cui Washington celebra se stessa. Qualcuno deve pur farlo", afferma Obama, dicendosi "più rilassato di sempre". Ammette che spesso scherza e prende in giro il suo vice, al quale però è legato da una forte amicizia. "Siamo talmente amici e vicini che in alcuni ristoranti dell'Indiana non ci servono piu!". Il riferimento è alla prima versione della legge sulla libertà religiosa approvata nello Stato, che offriva - secondo i critici - la possibilità a ristoranti ed esercizi commerciali di rifiutare servizi ai gay.
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Poi è la volta di Hillary Clinton: "Avevo un'amica - dice senza nominarla - che fino a qualche settimana fa guadagnava milioni di dollari e ora vive in un camper in Iowa". Obama la incalza anche sullo scandalo delle email: "Dovrebbe temere di più il suo account Instagram!". E sullo schermo appaiono foto scherzose di Hillary con gatti e mentre disegna baffi a una persona che dorme.

Per la corsa alla Casa Bianca dei repubblicani, Obama prende di mira i fratelli Koch, e le loro sponsorizzazioni alla campagna. "Un miliardo da due sole persone. Sono io o sembra eccessivo? Anche io ho raccolto molti soldi, ma il mio secondo nome è Hussein. La loro scusa?". Una sferzata la lancia anche a Dick Cheney: "Ha detto che sono il peggior presidente della sua vita. Io penso che Cheney è il peggior presidente della mia vita. Che coincidenza!".

Obama fa riferimenti alla sua politica, citando il caso del riavvicinamento con Cuba come una "politica che inizia a funzionare. I fratelli Castro sono qui stasera, amigos que pasa!".

Poi tocca al Secret Service e alle sue gaffe nel tutelare la Casa Bianca: "Hanno trovato un modo per tenere la gente fuori dal mio giardino", dice il presidente mostrando una foto di John McCain con cappellino da baseball e una scopa. "Funziona!". Contro l'atterraggio di droni in prossimità dell'edificio più sorvegliato d'America l'arma è invece Biden con la mazza da baseball.

Il presidente poi chiama sul palco Luther, il "traduttore della sua rabbia", ovvero Keegan-Michael Key della popolare commedia sketch televisiva Key and Peel. E con lui mette in scena un teatrino che dà vita a quello che Obama pensa realmente. Non viene risparmiata neanche la stampa: "Una delle storie più grandi è stata quella dell'inverno freddo. Il polar vortex ha causato temperature così basse da essere chiamato Msnbc".
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Il capo della Casa Bianca usa toni seri solo per i giornalisti ingiustamente in carcere nel mondo e cita il caso di Jason Rezaian del Washington Post. "E' ingiustamente in carcere da nove mesi in Iran solo per avere scritto delle speranze e delle paure del popolo iraniano. Non mi darò pace finché non lo vedrò sano e salvo tornare dalla sua famiglia".