RIAD - Il re dell'Arabia Saudita Salman bin Abdul Azizi al Saud ha nominato il principe Mohammad bin Nayef, suo nipote, principe ereditario e Mohammad bin Salman, suo figlio, vice erede, rivoluzionando, a quattro mesi dalla sua ascesa al trono, i vertici dell'ampia famiglia saudita al potere e imponendo una svolta generazionale nella successione al trono.
Il 55enne principe bin Nayef occupa la carica di ministro dell'Interno del Regno, ed è un "giovane" rispetto agli standard della famiglia saudita. Zar dell'antiterorismo, è considerato inflessibile nella lotta all'estremismo islamico. Il principe Mohammad bin Salman, poco più che trentenne è già ministro della difesa.
Il ministro dell'Interno ha sostituito così il principe Muqrin, fratellastro del re che era stato principe ereditario dal 2013. Salman ha inoltre sostituito il ministro degli Esteri, il principe Saudal-Faisal, che aveva ricoperto il ruolo da ottobre del 1975. L'incarico è stato affidato all'ambasciatore del regno negli Stati Uniti, Adel al-Jubeir. Nell'ambito del rimpasto, infine, il ceo della compagnia petrolifera di Stato Saudi Aramco, Khalid al-Falih, è stato nominato a ministro della Salute e presidente di Aramco, mentre il ministro del Lavoro Adel al-Fakeih è stato spostato alla guida del dicastero dell'Economia e della pianificazione.
Il rimpasto, atteso, ma non con tempi così brevi, avviene in un momento molto delicato dell'Arabia Saudita che vede con grande preoccupazione l'accordo sul nucleare tra l'arcinemico iraniano e Stati Uniti, da sempre loro alleati ed è impegnata su più fronti, dai bombardamenti in Yemen, ai conflitti in Iraq e Siria. Ryad è il maggior esportatore al mondo di petrolio e quello con le più ampie riserve di greggio. Attraverso il ruolo preminente nell'Opec l'Arabia Saudita può influenzare il prezzo del petrolio a livello internazionale. Nei mesi scorsi la decisione di non tagliare la produzione ha provocato il crollo del prezzo del greggio fino a circa cinquanta dollari al barile.
Il 55enne principe bin Nayef occupa la carica di ministro dell'Interno del Regno, ed è un "giovane" rispetto agli standard della famiglia saudita. Zar dell'antiterorismo, è considerato inflessibile nella lotta all'estremismo islamico. Il principe Mohammad bin Salman, poco più che trentenne è già ministro della difesa.
Il ministro dell'Interno ha sostituito così il principe Muqrin, fratellastro del re che era stato principe ereditario dal 2013. Salman ha inoltre sostituito il ministro degli Esteri, il principe Saudal-Faisal, che aveva ricoperto il ruolo da ottobre del 1975. L'incarico è stato affidato all'ambasciatore del regno negli Stati Uniti, Adel al-Jubeir. Nell'ambito del rimpasto, infine, il ceo della compagnia petrolifera di Stato Saudi Aramco, Khalid al-Falih, è stato nominato a ministro della Salute e presidente di Aramco, mentre il ministro del Lavoro Adel al-Fakeih è stato spostato alla guida del dicastero dell'Economia e della pianificazione.
Il rimpasto, atteso, ma non con tempi così brevi, avviene in un momento molto delicato dell'Arabia Saudita che vede con grande preoccupazione l'accordo sul nucleare tra l'arcinemico iraniano e Stati Uniti, da sempre loro alleati ed è impegnata su più fronti, dai bombardamenti in Yemen, ai conflitti in Iraq e Siria. Ryad è il maggior esportatore al mondo di petrolio e quello con le più ampie riserve di greggio. Attraverso il ruolo preminente nell'Opec l'Arabia Saudita può influenzare il prezzo del petrolio a livello internazionale. Nei mesi scorsi la decisione di non tagliare la produzione ha provocato il crollo del prezzo del greggio fino a circa cinquanta dollari al barile.