Esteri

Le Pen, la nipote Marion rifiuta candidatura alle regionali: non vuole essere ostaggio del nonno

I protagonisti della faida Le Pen: Marine, Jean-Marie e la nipote Marion (afp)
"Scioccata" dalla virulenza con cui Jean-Marie ha reagito all'estromissione dal Front National, ripudiando la figlia e leader Marine, la 25enne fa sapere di non essere disponibile a correre alle regionali del prossimo dicembre nella maxiregione Provence-Alpi-Costa Azzurra. La candidatura a cui Jean-Marie aveva rinunciato per calmare la tempesta generata, nel partito e in famiglia, dalle sue uscite revisioniste
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PARIGI - La virulenza con cui Jean-Marie Le Pen si è scagliato contro Marine durante l'ufficio esecutivo del Front National di ieri, durante il quale i vertici del partito di riferimento della destra francese hanno sancito di fatto la sua estromissione e l'anziano ex leader ha ripudiato sua figlia, ha impressionato molto negativamente la nipote Marion Maréchal-Le Pen. A lei Jean-Marie aveva pensato quando, sperando di riportare la calma in famiglia e nel Fn dopo la tempesta scatenata dalle sue uscite revisioniste, aveva fatto un passo indietro rinunciando a candidarsi alle regionali del prossimo dicembre. Al suo posto, a correre per le elezioni nella maxiregione Provence-Alpi-Costa Azzurra (Paca), ci sarebbe stata la 25enne Marion. Che oggi fa sapere di non essere disposta ad accontentare il nonno, di cui non vuole diventare strumento, burattino, ostaggio politico.
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In un'intervista a Le Figaro, Marion ha riferito di aver chiesto all'ufficio politico del Fn "un periodo di riflessione". Un gesto, ha sottolineato, che "non è assolutamente a sostegno del presidente onorario" e nonno. La rampolla del clan Le Pen si è detta "profondamente colpita" dalle dichiarazioni di Jean-Marie sulla volontà di ripudiare la figlia Marine. "Non temo il conflitto politico, né è una mancanza di motivazioni", ha assicurato Marion, "ma mi trovo in una situazione personale difficile" e "non vorrei che questo interferisse con la candidatura nella Paca". La giovane deputata del Fn ha affermato di volere "il meglio per questa regione" e di non voler finire in ostaggio di Jean-Marie Le Pen" e ha assicurato che deciderà "in fretta, entro poche settimane".

"Stiamo facendo il possibile per farle cambiare idea -  ha riferito un responsabile regionale del Front National, secondo quanto riportato dall'emittente Rtl - lei ha 25 anni e non vuole essere ostaggio di suo nonno. Si ritrova in una situazione ingestibile, derivante dalle cavolate di Jean-Marie Le Pen. E' una bomba nucleare che può esploderle fra le mani in qualsiasi momento".

Jean-Marie Le Pen è stato "sospeso temporaneamente", in attesa della tenuta di un prossimo congresso "straordinario", ma intanto gli sarà ritirata la qualifica di "aderente". "I commenti o le prese di posizione del presidente onorario non possono in nessun caso impegnare il Front National, la sua presidente o le istanze decisionali", la decisione dell'ufficio politico, che "disapprova" le ultime uscite di Jean-Marie Le Pen, 86 anni, che hanno scatenato le ire del'attuale leader del Fn, la figlia Marine. La reazione di Jean-Marie alla sanzione inflittagli dal partito di cui è fondatore è stata durissima e plateale, secondo sua indole.

Ai microfoni di Europe 1, ha definito la scelta del Fn una "fellonia". Quanto a Marine, "tratta suo padre e il presidente fondatore del Front National in modo assolutamente scandaloso, mi vergogno che la presidente del Front National porti il mio nome - le parole di Jean-Marie Le Pen -, auspicherei d'altra parte che lo perda al più presto. Può farlo sia sposando il suo concubino, sia forse il signor Philippot (vicepresidente del Fn e braccio destro di Marine, ndr) o qualcun altro. Io non desidero che la presidente del Front National si chiami Le Pen. Sposati Marine, questo ti permetterà di cambiare nome e allevierà la mia coscienza". Jean-Marie non intende nemmeno sostenere la candidatura della figlia all'Eliseo nel 2017: "Per il momento no, perché se tali principi morali dovessero presiedere lo Stato francese, sarebbe scandaloso". L'unico passaggio dell'intervista in cui Jean-Marie ha vacillato, è stato quando gli è stato chiesto se la rottura con Marine sia definitiva: "E' la morte che taglia i ponti".

A scatenare la querelle con Marine erano state alcune dichiarazioni di Jean-Marie, noto per le sue posizioni revisioniste e antisemite, sulle camere a gas, a suo dire un "dettaglio della storia", e a favore del regime collaborazionista di Vichy durante la seconda guerra mondiale. Uscite che, all'inizio di aprile, avevano innescato la crisi familiare e politica dei Le Pen, perché evidentemente attentavano alla strategia di "de-demonizzazione" del partito portata avanti da Marine, che una volta arrivata alla guida del Front National lo ha fatto uscire dal ghetto di un estremismo velleitario per farne il secondo partito di Francia (alle dipartimentali di marzo ha ottenuto il 25%, secondo solo all'Ump di Sarkozy con il 29%) e la formazione di riferimento dell'elettorato meno moderato del centrodestra. Così Marine, agitando il pericolo del "suicidio politico" a cui il padre stava esponendo il Front National, aveva avviato la procedura disciplinare, concretizzatasi nelle decisioni assunte ieri dall'ufficio politico.