Esteri

Pakistan: precipita elicottero, morti due ambasciatori. I talebani: "Siamo stati noi"

Sette le vittime, tra cui i diplomatici di Norvegia e Filippine. Il TTP: "L'obiettivo era il ministro Nawaz Sharif". L'esercito pachistano: "E' stato un guasto"

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Gli ambasciatori in Pakistan di Norvegia e Filippine sono rimasti uccisi a causa dello schianto dell'elicottero militare su cui viaggiavano nel nord del Pakistan. I talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) hanno rivendicato oggi la responsabilità dell'incidente.

Il bilancio provvisorio delle vittime è di sette persone: hanno perso la vita l'ambasciatore norvegese Leif Larsen, quello filippino Domingo Lucenario, le mogli dei diplomatici di Malesia e Indonesia, Habibah Mahmud e Hery Listyawati. Feriti l'ambasciatore polacco e quello olandese. I diplomatici di Sudafrica, Libano e Romania erano tra le altre persone a bordo.

L'elicottero era parte di un convoglio di tre velivoli che portavano una delegazione di diplomatici stranieri e i loro collaboratori nel territorio di Gilgit-Baltisan, che è nella regione contesa del Kashmir. "Si trattava - ha spiegato un passeggero di uno degli elicotteri, che ha richiesto di restare anonimo - di un viaggio diplomatico con membri di 37 paesi in totale".
I diplomatici erano a bordo di tre elicotteri MI 17 nella regione di Gilgit-Baltistan per una cerimonia di inaugurazione di un progetto turistico cui avrebbe dovuto essere presente anche  il premier Nawaz Sharif. "Due elicotteri hanno toccato terra senza problemi, mentre il terzo si è schiantato e ha preso fuoco", ha detto il generale Bajwa.

"L'elicottero è stato abbattuto da un missile antiaereo, sono stati uccisi i piloti e diversi ambasciatori stranieri", si legge invece in un comunicato diffuso in lingua urdu dal principale portavoce del TTP Muhammad Khorasani. Nella rivendicazione i talebani hanno sostenuto che il loro obiettivo era il primo ministro pachistano Nawaz Sharif, che "è però fuggito su un altro velivolo". Nel suo messaggio,  il portavoce dei talebani aggiunge: "Non avremo pace fino a quando, durante questa guerra fra la Shariah islamica e la democrazia degli infedeli, non avremo eliminato i nostri nemici". Presto, si dice infine, "diffonderemo una foto del lanciamissili portatile che è stato utilizzato durante l'attacco, e anche i metodi con cui abbiamo addestrato i nostri militanti ad utilizzarlo".

Un portavoce dell'esercito pachistano ha però smentito l'ipotesi dell'attentato, affermando che l'incidente "è stato causato da un guasto". "Dalle prime informazioni - ha detto ai giornalisti il direttore generale dell'ufficio stampa Ispr Asim Bajwa - uno dei tre elicotteri è caduto per un guasto ai motori".  Lo stesso portavoce ha escluso la possibilità che il velivolo sia stato attaccato dai terroristi. Tuttavia, ha aggiunto, "è stata istituita una commissione di inchiesta per risalire alle cause dell'incidente come prevede la procedura". La regione di Gilgit-Baltistan, inoltre, non è nota per essere una roccaforte dell'organizzazione militante.

L'ufficio del primo ministro Sharif, dal canto suo, ha comunicato che il suo aereo era in rotta per l'area di Gilgit al momento dell'attacco, ma è ritornato a Islamabad dopo che è arrivata la notizia dell'elicottero precipitato.

L'elicottero si sarebbe schiantato su una scuola pubblica gestita dall'esercito. DawnNews tv cita un testimone secondo cui dopo l'impatto dell'elicottero al suolo "la scuola si è incendiata". Un responsabile locale ha aggiunto che "hanno chiesto di mandare tutte le ambulanze possibili". Al momento non ci sono notizie di vittime tra gli studenti.