Turchia, vandali contro la statua del selfie: scatta la scorta
Per qualcuno è arte, per altri è una trovata ''acchiappaturisti'', ma c'è anche chi la definisce un oltraggio alla memoria storica del paese. Non si placano le polemiche per la statua che il comune di Amasya, città turca sul Mar Nero, ha fatto erigere due giorni fa in una piazza. La statua rappresenta un principe ottomano in costumi tipici e spada. Braccio destro proteso in avanti, il guerriero impugna uno smartphone per un autoscatto. A qualcuno l'iniziativa proprio non è piaciuta, tanto che il comune ha dovuto inviare una scorta per principe in acciaio brunito. Su Twitter e gli altri social network sono ormai centinaia le foto di utenti che si sono fotografati accanto alla statua, dando l'impressione di un selfie di gruppo. Non mancano le critiche di chi ci legge un insulto alla memoria storica della Turchia e soprattutto di Amasya, dove durante l'impero ottomano i giovani principi della corte di Istanbul venivano educati e addestrati a governare. Nella città sono anche nati diversi sultani. Così, qualcuno ha preso di mira la statua, rompendo il telefono cellulare che aveva in mano. Poco dopo, è stata spezzata anche la spada che portava sul fianco. Per questo la polizia ha deciso di piantonare la piazza, fissando turni di guardia al giovane principe. Un'inchiesta è stata aperta per identificare i responsabili degli atti vandalici