Esteri

Nepal, altri 66 morti per il nuovo sisma. E la terra continua a tremare

(reuters)
Il sisma di magnitudo 7.3 che ha colpito quasi 20 giorni dopo la catastrofe del 25 aprile avvertito anche in India del nord, dove sono morte 17 persone. Una vittima anche in Tibet. Nell'area è in corso una spaventosa reazione a catena: 209 repliche superiori a magnitudo 4 dal 25 aprile, una nuova scossa 5.2 nella notte. Scomparso elicottero americano. Nuovo volo della cooperazione italiana giunto a Katmandu
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KATMANDU - Il body count in Nepal è ricominciato, lento e inesorabile. Il sisma di magnitudo 7.3 che ieri ha nuovamente colpito un Paese già devastato dal terremoto del 25 aprile (magnitudo 7.8) fa registrare al momento altri 66 morti e 1.928 feriti, cifre diffuse dal ministero dell'Interno nepalese che portano il bilancio complessivo della catastrofe a 8.151 morti e 17.866 feriti.

La scossa di ieri ha provocato nuovi danni in 32 dei 75 distretti del Paese, in particolare quelli nordorientali di Dolakha, 36 i morti, e Sindhupalchok, quello più colpito in termini di vittime dal sisma di aprile. Ed ha interessato ancora l'India settentrionale - dove sono morte 17 persone, 39 i feriti -, il Tibet - un morto - ed è stata avvertita anche in Bangladesh.

Se il triste conteggio è ripreso, la terra in Nepal non ha mai smesso di tremare. Alla scossa di ieri ne è seguita un'altra di magnitudo 5.2 alle 3:10 ora locale (le 23:25 ora italiana), con ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro 72 km a ovest della capitale Katmandu secondo i rilevamenti dello United States Geological Survey (Usgs). Non si hanno al momento segnalazioni di ulteriori vittime.

Ma anche prima della nuova, forte scossa di ieri, l'area è stata interessata da una sorta di reazione a catena. Dal 25 aprile si sono registrate in Nepal 209 repliche superiori a magnitudo 4, spiega il Centro sismologico nazionale nepalese, mentre il Centro sismologico mediterraneo europeo (Esmc) segnala che solo stamani, fra le 10.33 e le 12.38 locali, si sono registrate cinque repliche di magnitudo fra 4.4 e 5.1 tutte con epicentro a meno di un centinaio di chilometri ad est di Katmandu.
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La situazione è dunque di continuo pericolo oltre che di totale emergenza, con le autorità locali che invitano la popolazione ad abbandonare gli edifici danneggiati per il timore che nuovi sommovimenti tellurici possano provocarne il crollo. Sul fronte delle operazioni di soccorso, si segnala la scomparsa di un elicottero militare statunitense impegnato in una missione di assistenza alle vittime del terremoto. A bordo otto persone di equipaggio, sei marines e due militari nepalesi, di cui si è persa ogni traccia. Fonti ufficiali statunitensi affermano che per il momento non vi è alcuna prova che il velivolo sia precipitato.

Ma la macchina degli aiuti internazionali non si ferma e continua a macinare interventi per dare al Nepal gli strumenti per ricominciare a vivere. L'aeroporto internazionale di Katmandu, chiuso subito dopo il terremoto, è tornato operativo e proprio oggi è atterrato un nuovo volo della cooperazione italiana con a bordo 16 tonnellate di beni di prima necessità tra tende, coperte, taniche d'acqua e kit medici, per un valore complessivo di circa 160mila euro. Il trasporto è stato realizzato realizzato in collaborazione con la base logistica delle Nazioni Unite di Brindisi (Unhrd) e l'ong Intersos per conto del consorzio di ong italiane "Agire" e rientra in un più ampio pacchetto di interventi umanitari della cooperazione italiana che include anche due contributi multilaterali di emergenza del valore complessivo di 800mila euro.

Soldi che saranno equamente ripartiti tra Fao e Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) per interventi rispettivamente nel settore della sicurezza alimentare e dell'assistenza agli sfollati. In particolare, la Fao provvederà alla distribuzione di sementi e di attrezzi agricoli per consentire il ripristino delle attività agricole in vista dell'arrivo dei monsoni. Il progetto dell'Oim mira invece a garantire assistenza agli sfollati nei campi di accoglienza attraverso la fornitura di beni di prima necessità, nonché attività di assistenza sanitaria e di supporto psicologico. Ce ne sarà davvero bisogno: dopo la scossa di ieri, centinaia di migliaia di nuovi sfollati temporanei si sono aggiunti ai 2,5 milioni causati dal terremoto del 25 aprile.

Nei giorni scorsi un primo volo della cooperazione italiana aveva trasportato aiuti per 100mila euro, mentre un contributo multilaterale da 300mila euro era stato deciso nelle ore successive alla catastrofe del 25 aprile a favore della Federazione internazionale della croce rossa (Ficross). Iniziative che portano ad oltre 1,3 milioni di euro l'impegno finanziario della cooperazione italiana per la popolazione nepalese nel quadro di un intervento di sistema del nostro Paese che vede impegnata anche la Protezione civile italiana con un posto medico avanzato.