Kurdistan turco, bombe al comizio del Partito democratico curdo
di COSTANZA SPOCCI*Domenica si vota in Turchia, attentato durante la grande manifestazione elettorale dell'Hdp: quattro morti, oltre 350 feriti
DIYARBAKIR - Due bombe sono scoppiate questo pomeriggio a Diyarbakir, capoluogo non ufficiale del Kurdistan turco, durante la più grande manifestazione elettorale del Partito Democratico Curdo (HDP), in vista delle parlamentari del 7 giugno. Le detonazioni si sono susseguite una dietro l'altra alle 5.30 del pomeriggio nella sede del Congresso della Società Democratica (KCD), una piattaforma che riunisce tutte le ONG, associazioni e partiti curdi, e che nel 2011 ha dichiarato un'"autonomia democratica" di gestione, pur rimanendo all'interno dell'integrità territoriale turca.
La prima bomba é scoppiata all'interno di un cestino della spazzatura. "E' stata un'esplosione violenta dal basso" racconta Aisha, una maestra di scuola di Diyarbakir presente al rally, "ho visto persone con gambe e braccia mozzate". La seconda, racconta un altro testimone, si é verificata subito dopo, all'interno di u…
La prima bomba é scoppiata all'interno di un cestino della spazzatura. "E' stata un'esplosione violenta dal basso" racconta Aisha, una maestra di scuola di Diyarbakir presente al rally, "ho visto persone con gambe e braccia mozzate". La seconda, racconta un altro testimone, si é verificata subito dopo, all'interno di u…
DIYARBAKIR - Due bombe sono scoppiate questo pomeriggio a Diyarbakir, capoluogo non ufficiale del Kurdistan turco, durante la più grande manifestazione elettorale del Partito Democratico Curdo (HDP), in vista delle parlamentari del 7 giugno. Le detonazioni si sono susseguite una dietro l'altra alle 5.30 del pomeriggio nella sede del Congresso della Società Democratica (KCD), una piattaforma che riunisce tutte le ONG, associazioni e partiti curdi, e che nel 2011 ha dichiarato un'"autonomia democratica" di gestione, pur rimanendo all'interno dell'integrità territoriale turca.
La prima bomba é scoppiata all'interno di un cestino della spazzatura. "E' stata un'esplosione violenta dal basso" racconta Aisha, una maestra di scuola di Diyarbakir presente al rally, "ho visto persone con gambe e braccia mozzate". La seconda, racconta un altro testimone, si é verificata subito dopo, all'interno di un quadro elettrico a soli 100 metri dal palco su cui parlavano i candidati. Secondo fonti ospedaliere sono 4 i morti, tra cui un ragazzo di 16 anni, e 350 feriti.
In un primo momento l'esplosione é stata imputata ad un corto circuito ma, in seguito ad accertamenti, il Ministro turco dell'Energia e delle Risorse Naturali Tamer Yildiz ha escluso ogni ipotesi di malfunzionamento del quadro: "Non vi é stata alcuna interruzione di energia e il trasformatore ha continuato ad operare. Si tratta di un intervento esterno".
Secondo i presenti, la folla ha iniziato ad evacuare il cortile del palazzo quasi immediatamente, ma dopo una decina di minuti dall'ultima esplosione la polizia anti-sommossa turca ha attaccato le centinaia di persone che si riversavano nella strada con gas lacrimogeni e idranti. Le strade del centro di Diyarbakir si sono riempite di fumo per via degli scontri e delle carcasse di transenne della polizia bruciate. A fine scontri, migliaia di persone si sono radunata di fronte alla sede dell'HDP.
Da lì il leader dell'HDP Salahattin Demertas, che avrebbe dovuto parlare sul palco del Congresso alle 18.30, ha invitato i suoi sostenitori a non rispondere con la violenza. "Non sappiamo ancora la causa delle esplosioni, ma risulta un atto provocatorio, a maggior ragione a due giorni dalle elezioni, ma nonostante questi attacchi a prevalere sarà la pace", ha detto Demertas, ribadendo la linea dei negoziati di pace intrapresa da Ocalan 2 anni fa, nonostante l'HDP abbia subito più di 70 attacchi dall'inizio della campagna elettorale.
Il candidato del partito di maggioranza AKP e primo ministro Ahmet Davutoglu ha dichiarato dal palco durante il suo rally elettorale a Gaziantep che si impegnerà a far luce su quanto successo. L'HDP ha escluso in modo categorico ogni forma di alleanza post-elettorale con l'AKP.
Le elezioni parlamentari in Turchia di quest'anno sono le più importanti della storia politica curda, che per la prima volta non corre con i propri candidati indipendenti ma punta con il partito istituzionalizzato dell'HDP a oltrepassare la soglia di sbarramento del 10% prevista dalla legge elettorale, e così conquistare 50 seggi in parlamento.
Al momento i sondaggi danno al partito di Demertas tra il 9 e il 12%, percentuali scomode per l'AKP che punta invece ad ottenere almeno la maggioranza assoluta in parlamento in modo da attuare la riforma costituzionale tanto ambita dal presidente Erdogan: trasformare la Turchia da una repubblica parlamentare a una presidenziale.
*Nawart Press
La prima bomba é scoppiata all'interno di un cestino della spazzatura. "E' stata un'esplosione violenta dal basso" racconta Aisha, una maestra di scuola di Diyarbakir presente al rally, "ho visto persone con gambe e braccia mozzate". La seconda, racconta un altro testimone, si é verificata subito dopo, all'interno di un quadro elettrico a soli 100 metri dal palco su cui parlavano i candidati. Secondo fonti ospedaliere sono 4 i morti, tra cui un ragazzo di 16 anni, e 350 feriti.
In un primo momento l'esplosione é stata imputata ad un corto circuito ma, in seguito ad accertamenti, il Ministro turco dell'Energia e delle Risorse Naturali Tamer Yildiz ha escluso ogni ipotesi di malfunzionamento del quadro: "Non vi é stata alcuna interruzione di energia e il trasformatore ha continuato ad operare. Si tratta di un intervento esterno".
Secondo i presenti, la folla ha iniziato ad evacuare il cortile del palazzo quasi immediatamente, ma dopo una decina di minuti dall'ultima esplosione la polizia anti-sommossa turca ha attaccato le centinaia di persone che si riversavano nella strada con gas lacrimogeni e idranti. Le strade del centro di Diyarbakir si sono riempite di fumo per via degli scontri e delle carcasse di transenne della polizia bruciate. A fine scontri, migliaia di persone si sono radunata di fronte alla sede dell'HDP.
Da lì il leader dell'HDP Salahattin Demertas, che avrebbe dovuto parlare sul palco del Congresso alle 18.30, ha invitato i suoi sostenitori a non rispondere con la violenza. "Non sappiamo ancora la causa delle esplosioni, ma risulta un atto provocatorio, a maggior ragione a due giorni dalle elezioni, ma nonostante questi attacchi a prevalere sarà la pace", ha detto Demertas, ribadendo la linea dei negoziati di pace intrapresa da Ocalan 2 anni fa, nonostante l'HDP abbia subito più di 70 attacchi dall'inizio della campagna elettorale.
Il candidato del partito di maggioranza AKP e primo ministro Ahmet Davutoglu ha dichiarato dal palco durante il suo rally elettorale a Gaziantep che si impegnerà a far luce su quanto successo. L'HDP ha escluso in modo categorico ogni forma di alleanza post-elettorale con l'AKP.
Le elezioni parlamentari in Turchia di quest'anno sono le più importanti della storia politica curda, che per la prima volta non corre con i propri candidati indipendenti ma punta con il partito istituzionalizzato dell'HDP a oltrepassare la soglia di sbarramento del 10% prevista dalla legge elettorale, e così conquistare 50 seggi in parlamento.
Al momento i sondaggi danno al partito di Demertas tra il 9 e il 12%, percentuali scomode per l'AKP che punta invece ad ottenere almeno la maggioranza assoluta in parlamento in modo da attuare la riforma costituzionale tanto ambita dal presidente Erdogan: trasformare la Turchia da una repubblica parlamentare a una presidenziale.
*Nawart Press